Made in Italy — View of an Italian souvenir shop showcasing colorful ceramics and postcards. (Magda Ehlers, Pexels)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

Giovani europei conquistati dal fascino italiano, ma contraffazione in crescita

Una ricerca europea rivela che il 79% dei giovani apprezza i prodotti italiani, ma un consumatore straniero su tre preferisce articoli contraffatti. Le aziende italiane devono modernizzarsi per mantenere competitività.

I brand italiani continuano a esercitare un fascino significativo sui consumatori, con il 79% del campione che considera stimolante lavorare in un’azienda che produce Made in Italy. Tuttavia, emerge una preoccupante tendenza: il 45% dei consumatori internazionali dichiara di aver acquistato almeno una volta prodotti “falsamente italiani” cadendo nel cosiddetto “Italian sounding”, e il 28% afferma addirittura di averli preferiti all’originale, secondo quanto emerso da una ricerca condotta da Tp Infinity all’inizio dell’anno.

L’attrattiva del brand Italia tra i consumatori

L’indagine, che ha coinvolto mille consumatori italiani e 800 esteri, fotografa una situazione ambivalente per l’industria manifatturiera italiana. Da un lato, la reputazione del nostro sistema produttivo mantiene un appeal significativo, con il 92% che considera motivo di orgoglio sociale e familiare lavorare nel Made in Italy, che riconoscono nel Made in Italy un sinonimo di qualità, design e tradizione artigianale.

In Italia, la percezione è fortemente legata a qualità artigianale (44%) ed eccellenza produttiva, mentre all’estero domina un’immagine legata al lusso (24%) e allo stile di vita. L’86% degli italiani acquista prodotti nazionali e li considera parte della propria identità.

La sfida della contraffazione nel mercato globale

Parallelamente a questo scenario positivo, emerge però un fenomeno che rischia di minare le fondamenta del successo commerciale italiano all’estero. Il 45% dei consumatori internazionali dichiara di aver acquistato almeno una volta prodotti “falsamente italiani” cadendo nel cosiddetto “Italian sounding”, e il 28% afferma addirittura di averli preferiti all’originale.

La contraffazione è percepita come la più grande minaccia dal 65% degli italiani, un dato nettamente superiore al 43% registrato all’estero. Il fenomeno coinvolge in misura crescente anche i canali digitali, dove la proliferazione di piattaforme di e-commerce ha reso più complessa la tracciabilità dei prodotti autentici.

Gli esperti del settore evidenziano come questa problematica non riguardi solamente la perdita di fatturato per le aziende legittime, ma comporti anche rischi reputazionali significativi, quando i consumatori associano esperienze negative con prodotti contraffatti all’immagine complessiva del Made in Italy nel commercio internazionale.

Modernizzazione digitale come risposta strategica

La ricerca evidenzia inoltre come le imprese italiane debbano affrontare una trasformazione profonda dei propri modelli di business per mantenere la competitività. Emerge una richiesta di modernizzazione con leve ritenute più efficaci come stipendi più competitivi (40%), meritocrazia (37%), reali percorsi di crescita (33%) e un collegamento più strutturato con scuole, università e Its (28%).

L’integrazione di sistemi di tracciabilità e lo sviluppo di tecnologie innovative emergono come priorità strategiche. L’86% degli italiani controlla sempre o spesso il Paese di produzione (a fronte del 76% del campione internazionale), e la stessa percentuale dichiara che eviterebbe il marchio se scoprisse che non è realmente italiano (contro il 69% dei consumatori esteri). L’integrazione tra artigianalità e intelligenza artificiale è considerata essenziale dal 66% degli italiani, anche se solo il 30% usa l’IA per informarsi sui prodotti Made in Italy.

Il futuro del sistema manifatturiero italiano sembra quindi dipendere dalla capacità di coniugare l’eccellenza tradizionale con le esigenze di un mercato in rapida evoluzione, dove l’autenticità diventa sempre più un valore differenziante da proteggere e comunicare efficacemente.

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