La piattaforma unica per il rinnovo del contratto terziario ha ricevuto il via libera dalle organizzazioni sindacali di categoria. Il documento è stato siglato da Filcams-Cgil, Fisascat e Uiltucs e conterrà le richieste che le sigle porteranno al tavolo negoziale con le controparti datoriali, aprendo così una nuova fase di trattativa destinata a coinvolgere oltre 3 milioni di lavoratori impiegati nel commercio, nel turismo, nella ristorazione, nei servizi, nei trasporti e nella cura.
Il testo, frutto di un lavoro di sintesi tra le tre sigle, individua alcuni punti considerati prioritari: un incremento delle retribuzioni, un innalzamento dell’orario minimo contrattuale e un rafforzamento delle misure di welfare destinate ai dipendenti del comparto. Si tratta delle richieste cardine su cui si fonderà l’intero impianto negoziale che prenderà avvio nelle prossime settimane.
Le richieste principali della piattaforma unica per il rinnovo
Tra i capitoli più rilevanti del documento figura la richiesta di aumenti salariali, elemento che storicamente rappresenta il nodo centrale di ogni trattativa contrattuale e che assume particolare rilievo in un comparto, quello del terziario, caratterizzato da un’ampia diffusione di contratti part-time e da livelli retributivi spesso ritenuti inadeguati dalle organizzazioni sindacali.
Accanto alla questione salariale, la piattaforma chiede un incremento dell’orario minimo garantito ai lavoratori. Si tratta di un tema che tocca direttamente la platea dei dipendenti con contratti a tempo parziale, particolarmente numerosi nel settore della distribuzione e dei servizi, dove le ore lavorate e garantite incidono in modo diretto sul reddito complessivo percepito.
Il terzo pilastro riguarda il potenziamento del welfare aziendale e contrattuale, un ambito che negli ultimi rinnovi ha assunto un peso crescente nelle trattative di categoria, affiancandosi alla componente salariale tradizionale come strumento di tutela del potere d’acquisto e del benessere dei lavoratori.
Le controparti datoriali coinvolte nel negoziato
La piattaforma sindacale costituirà la base di partenza per il confronto con un fronte datoriale piuttosto articolato. Siederanno al tavolo Confcommercio e Confesercenti, le due principali associazioni di rappresentanza del commercio, insieme a Federdistribuzione, che riunisce le imprese della grande distribuzione organizzata. Sono inoltre coinvolte le realtà del mondo cooperativo: Ancc-Coop, Confcooperative Consumo e Utenza e l’Associazione generale cooperative (Agci).
La pluralità di soggetti datoriali chiamati al confronto riflette la natura composita del contratto collettivo del terziario, che abbraccia realtà imprenditoriali molto diverse tra loro per dimensioni, modello di business e organizzazione del lavoro, dalle catene della grande distribuzione alle cooperative di consumo, fino alle piccole e medie imprese commerciali rappresentate da Confesercenti.
Le prossime tappe della trattativa sul contratto terziario
Con l’approvazione della piattaforma unica si chiude la fase preparatoria interna al fronte sindacale e si apre quella, ben più complessa, del confronto diretto con le associazioni datoriali. Non sono ancora state rese note le date dei primi incontri negoziali, né tantomeno si conoscono le posizioni che Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e le sigle cooperative assumeranno rispetto alle richieste sindacali.
È opportuno sottolineare come la definizione di una piattaforma condivisa da Filcams-Cgil, Fisascat e Uiltucs rappresenti solo il primo passo di un percorso negoziale che, in base alla prassi dei rinnovi contrattuali, può richiedere tempi anche lunghi prima di arrivare a un’intesa definitiva. Gli aspetti relativi a quantificazioni economiche precise, tempistiche di applicazione e modalità attuative delle singole misure saranno infatti oggetto di discussione nel corso dei prossimi incontri tra le parti.
Resta da vedere quale accoglienza riceveranno le richieste sindacali da parte del sistema datoriale, che dovrà valutare la sostenibilità delle proposte alla luce del contesto economico in cui operano le imprese del commercio e della distribuzione. Il tema dell’orario minimo in particolare potrebbe rivelarsi uno dei punti più discussi, considerata la sua diretta incidenza sui costi del lavoro per le aziende del settore.
L’esito della trattativa avrà ripercussioni dirette su una platea molto ampia di lavoratori, considerando il peso occupazionale del comparto terziario nell’economia nazionale, che spazia dai negozi di vicinato alla grande distribuzione organizzata, passando per le realtà cooperative attive nella vendita al dettaglio e nei servizi.
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.




