Il decreto anti-rincari carburanti ha ricevuto oggi, 18 marzo 2026, il via libera definitivo da parte dell’esecutivo durante la riunione di Palazzo Chigi. L’intervento normativo prevede una riduzione di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio, agevolazioni fiscali per il settore dell’autotrasporto e misure anti-speculazione.
Agevolazioni fiscali per il settore autotrasporti
Il provvedimento introduce un credito d’imposta del 26% per gli operatori del trasporto merci su strada e del 20% per i pescatori, una misura che punta a contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi del gasolio sulle aziende del comparto. L’agevolazione tributaria rappresenta uno strumento concreto per alleggerire i costi operativi di settori strategici per l’economia nazionale, che negli ultimi mesi hanno dovuto fare i conti con oscillazioni significative delle quotazioni energetiche.
La misura avrà una durata iniziale di 20 giorni, permettendo al Governo di valutare l’andamento dei mercati e le prossime mosse in sede europea. Gli operatori potranno utilizzare il credito secondo le modalità che saranno definite dall’Agenzia delle Entrate nei prossimi decreti attuativi.
Taglio universale delle accise
Il decreto prevede una riduzione universale di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio, che sostituisce l’ipotesi iniziale di un rafforzamento della social card. Mentre quest’ultima avrebbe riguardato esclusivamente le fasce di reddito più basse, il taglio delle accise sarà universale, garantendo una riduzione del prezzo alla pompa per tutti i cittadini e le imprese, senza distinzioni di ISEE.
Secondo la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, questa misura permetterà all’Italia di avere “il diesel e la benzina meno cari di Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna”. Le misure di sostegno economico adottate dal governo si inseriscono in una strategia più ampia di contrasto al carovita.
Controlli anti-speculazione
Il cuore del provvedimento risiede nel tentativo di blindare il calo dei prezzi attraverso uno speciale regime di controllo anti-speculazione che resterà in vigore per i prossimi due mesi. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi agirà come osservatore speciale, segnalando ogni anomalia o incremento ingiustificato alla Guardia di Finanza.
Le Fiamme Gialle avranno il compito di ispezionare la documentazione contabile lungo l’intera filiera, risalendo dai costi giornalieri alla pompa fino alle quotazioni internazionali del greggio, per verificare che il taglio fiscale non venga assorbito da rincari arbitrari.
Il decreto dovrà ora completare l’iter parlamentare per la conversione in legge entro i prossimi sessanta giorni. L’agenda politica delle prossime settimane prevede un calendario serrato per l’esame del provvedimento, considerata l’urgenza delle misure per il sostegno economico.
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