settore automotive digitale — Engineers collaborating on a car project in a modern automotive workshop using advanced technology. (ThisIsEngineering, Pexels)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

Settore automotive digitale vale 3,36 miliardi ma servono professionisti qualificati

Il comparto della mobilità digitale italiana raggiunge i 3,36 miliardi di euro di valore ma soffre per la mancanza di 15.000 figure professionali specializzate. Una ricerca presentata a Napoli evidenzia il gap formativo che rischia di frenare la crescita del settore.

Il settore automotive digitale in Italia ha raggiunto un valore economico di 3,36 miliardi di euro, registrando una crescita del 16% a fine 2024 che posiziona il paese tra i mercati europei più dinamici. Tuttavia, la carenza di professionisti specializzati rappresenta il principale ostacolo per lo sviluppo futuro del comparto, come emerso durante la presentazione di una ricerca specializzata tenutasi a Napoli.

Il settore automotive digitale traina l’economia italiana

I dati presentati durante l’evento campano confermano un trend positivo che attraversa l’intera penisola. Il comparto della mobilità intelligente ha mostrato una crescita del 16% a fine 2024, trainata principalmente dalle connected car che valgono 1,66 miliardi e dai sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) che raggiungono quota 1,2 miliardi. Le regioni del Nord continuano a guidare questa trasformazione, concentrando la maggior parte degli investimenti totali.

La filiera produttiva italiana ha saputo adattarsi rapidamente alle nuove esigenze del mercato, con particolare successo nei segmenti della componentistica elettronica e dei software di bordo. Le analisi economiche mostrano come questo settore stia diventando sempre più strategico per il PIL nazionale, con ricadute positive sull’occupazione qualificata.

Il nodo critico delle competenze professionali

Nonostante i risultati incoraggianti sul piano economico, il panorama presenta significative criticità sul fronte delle risorse umane specializzate. Il 75% delle aziende del settore segnala difficoltà nel reperire profili qualificati, soprattutto nei campi dell’elettrificazione, dell’intelligenza artificiale e della sostenibilità.

Le figure più ricercate sono esperti di AI, specialisti di Big Data e professionisti della cyber security, ma una posizione su quattro nell’area IT e Data Management resta scoperta. Il deficit formativo riguarda principalmente le competenze digitali avanzate, un gap destinato ad ampliarsi nei prossimi anni se non verranno attivate iniziative formative mirate.

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Le università italiane stanno gradualmente adeguando i propri percorsi di studio, ma i tempi di formazione non riescono ancora a tenere il passo con la velocità di evoluzione tecnologica del settore. Le ultime ricerche mostrano come molte delle competenze richieste oggi rappresentino professionalità completamente nuove.

Strategie per colmare il divario formativo

Per affrontare questa sfida, diverse realtà industriali stanno sperimentando approcci innovativi alla formazione professionale, adottando strategie interne di formazione per sviluppare competenze direttamente in azienda. Si moltiplicano anche le partnership tra aziende e istituti di formazione per creare percorsi formativi su misura.

Le istituzioni hanno annunciato iniziative di investimento per la riqualificazione professionale nel settore automotive, con particolare attenzione alle competenze digitali. L’obiettivo è creare un ecosistema collaborativo capace di formare nuovi talenti e accompagnare il settore in questa trasformazione tecnologica.

Il Mezzogiorno rappresenta un’opportunità ancora sottovalutata in questo scenario. Le regioni meridionali, pur partendo da una base industriale più limitata, potrebbero sfruttare questa transizione tecnologica per attrarre investimenti e creare nuovi poli di competenza, come dimostrato dall’interesse crescente mostrato durante gli eventi formativi napoletani.

La sfida dei prossimi anni sarà quindi duplice: mantenere il ritmo di crescita economica del settore e simultaneamente costruire un sistema formativo in grado di alimentare costantemente il mercato del lavoro con professionisti adeguatamente preparati. L’evoluzione del mercato dipenderà in larga misura dalla capacità di risolvere questo paradosso tra opportunità economiche e carenze formative.

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