È scomparso Mario Colombo, figura chiave nella crescita internazionale del marchio sportivo Colmar, dopo una lunga malattia che lo aveva colpito negli ultimi mesi. Il dirigente, che aveva 71 anni, si è spento recentemente, circondato dall’affetto dei familiari. La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per l’industria tessile italiana e per il settore dell’abbigliamento sportivo di alta gamma.
La morte di Mario Colombo segna la fine di un’era per l’azienda brianzola
Terza generazione della dinastia imprenditoriale che ha reso celebre il marchio Colmar in tutto il mondo, Mario Colombo aveva assunto la guida dell’azienda negli anni Ottanta, trasformando quella che era una realtà artigianale locale in un gruppo industriale di respiro internazionale. Sotto la sua direzione, l’azienda ha moltiplicato il proprio fatturato, passando da una produzione prevalentemente italiana a una presenza consolidata nei principali mercati europei, asiatici e nordamericani.
Il dirigente brianzolo aveva iniziato il proprio percorso professionale partendo dai reparti produttivi, per poi scalare progressivamente tutti i livelli dell’organizzazione aziendale. La sua filosofia gestionale combinava l’attenzione per la tradizione manifatturiera italiana con l’apertura verso le innovazioni tecnologiche e i nuovi mercati emergenti.
Un percorso di crescita che ha rivoluzionato il settore sportswear
Durante i suoi oltre quarant’anni di attività manageriale, Mario Colombo ha guidato l’espansione di Colmar attraverso acquisizioni strategiche e partnership internazionali che hanno permesso al brand di competere con i maggiori player globali del settore. Particolare successo hanno ottenuto le linee dedicate agli sport invernali, dove l’azienda ha conquistato una posizione di leadership assoluta nel segmento premium.
L’imprenditore aveva inoltre promosso importanti investimenti in ricerca e sviluppo, portando Colmar a brevettare numerose soluzioni tecnologiche innovative per tessuti tecnici e materiali ad alte prestazioni. Questa strategia ha consentito all’azienda di mantenere una forte competitività anche di fronte alla concorrenza dei produttori asiatici a basso costo.
L’eredità industriale e il futuro dell’impero tessile
La scomparsa di Mario Colombo pone interrogativi sul futuro assetto societario di un gruppo che oggi conta oltre 1.200 dipendenti diretti e un indotto di migliaia di lavoratori tra fornitori e partner commerciali. Negli ultimi anni, il manager aveva gradualmente delegato le responsabilità operative ai figli e ai collaboratori di fiducia, preparando una transizione generazionale che ora dovrà accelerare i propri tempi.
Il patrimonio industriale lasciato dall’imprenditore comprende stabilimenti produttivi in quattro continenti, una rete distributiva che raggiunge oltre 80 paesi e un portafoglio di marchi che spazia dall’abbigliamento tecnico-sportivo alle collezioni lifestyle di fascia alta. Particolare valore strategico rivestono gli accordi di sponsorizzazione con federazioni sportive internazionali e squadre olimpiche, frutto del lavoro di networking costruito in decenni di attività.
Le performance economiche dell’ultimo triennio testimoniano la solidità della strategia imprenditoriale messa in atto da Mario Colombo: ricavi in crescita costante, marginalità in miglioramento e posizione finanziaria robusta rappresentano le fondamenta su cui i successori potranno costruire ulteriori sviluppi.
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.




