La povertà energetica in Italia raggiunge dimensioni allarmanti, con 5,3 milioni di cittadini che non riescono a sostenere i costi delle utenze domestiche. È quanto emerge dall’ultima analisi della Cgia di Mestre, che ha fotografato una situazione drammatica che coinvolge 2,4 milioni di nuclei familiari distribuiti su tutto il territorio nazionale.
I dati raccolti nell’indagine presentata di recente evidenziano come il fenomeno si sia consolidato negli ultimi anni, trasformandosi da emergenza temporanea a vera e propria crisi strutturale del sistema socio-economico italiano.
Il profilo delle famiglie in difficoltà energetica
L’analisi rivela che la povertà energetica in Italia colpisce principalmente i nuclei familiari con redditi medio-bassi. Le regioni meridionali registrano le percentuali più elevate, con la Puglia che conta oltre 302.500 famiglie in difficoltà (18 nuclei su 100), seguita dalla Calabria con più di 143.400 famiglie e il Molise con 22.650 famiglie. Le situazioni meno gravi interessano le Marche, il Friuli Venezia Giulia e il Lazio.
I dati si riferiscono al 2024, ma la situazione è destinata a peggiorare a causa dei recenti rincari dei prezzi energetici. Nel 2025 i prezzi del gas e dell’energia elettrica sono cresciuti rispettivamente del 6,3% e del 6,7%.
L’impatto dei rincari energetici sul bilancio familiare
I rincari previsti dovrebbero provocare un prelievo aggiuntivo ai bilanci delle famiglie italiane di 5,4 miliardi di euro, che sale a 6,6 se il confronto viene eseguito sul 2024. A livello regionale è la Lombardia che in termini assoluti subisce l’aggravio più importante, con un rincaro pari a 1,1 miliardi. Seguono il Veneto con +557 milioni, l’Emilia-Romagna con +519 e il Lazio con +453 milioni.
Il fenomeno della povertà energetica si manifesta attraverso l’impossibilità di sostenere le spese essenziali per l’energia elettrica e il riscaldamento, con conseguenze dirette sulla qualità della vita delle famiglie coinvolte.
Prospettive e possibili interventi per contrastare il fenomeno
Di fronte a questi numeri, cresce la pressione per interventi strutturali che vadano oltre le misure emergenziali. Gli analisti suggeriscono un approccio multidimensionale che comprenda politiche di sostegno diretto alle famiglie e investimenti nell’efficienza energetica degli edifici residenziali.
Tra le proposte più concrete figura l’estensione dei bonus sociali per le utenze e la creazione di un fondo nazionale per la riqualificazione energetica degli immobili popolari. Fondamentale appare anche il potenziamento dei servizi di consulenza energetica per aiutare le famiglie a ottimizzare i consumi.
L’importanza di accelerare la transizione verso fonti rinnovabili e di sviluppare comunità energetiche locali che possano ridurre i costi per i cittadini appare sempre più evidente. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile affrontare efficacemente questa emergenza sociale.
La questione della povertà energetica rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per il paese, richiedendo risposte immediate e coordinate tra istituzioni, enti locali e operatori del settore energetico per garantire il diritto fondamentale all’energia a tutti i cittadini.
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