sistema ETS europeo — Large industrial pipeline traversing through a green forest in Geesthacht, Germany. (Wolfgang Weiser, Pexels)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

ETS europeo evita 100 miliardi di metri cubi di gas: commissario UE conferma efficacia

Il commissario UE Hoekstra ha confermato che il sistema ETS europeo ha evitato il consumo di 100 miliardi di metri cubi di gas. Senza questo meccanismo, l'Europa sarebbe stata più vulnerabile alle crisi energetiche internazionali.

Il sistema ETS europeo ha permesso all’Unione Europea di ridurre drasticamente i consumi energetici, evitando l’utilizzo di oltre 100 miliardi di metri cubi di gas naturale. Lo ha dichiarato il commissario europeo Wopke Hoekstra durante un’audizione presso il Parlamento europeo, ribadendo l’efficacia delle politiche climatiche europee anche in termini di sicurezza energetica.

Durante l’audizione, Hoekstra ha sottolineato come l’assenza del meccanismo di scambio delle quote di emissione avrebbe esposto maggiormente l’Europa alle crisi energetiche internazionali, rendendo il continente ancora più dipendente dalle importazioni di combustibili fossili.

Il sistema ETS europeo riduce la dipendenza energetica

L’European Emission Trading System, operativo dal 2005 e progressivamente rafforzato negli anni, ha dimostrato la propria capacità di incentivare la transizione energetica attraverso meccanismi di mercato. Le aziende soggette al sistema sono state spinte a investire in tecnologie più efficienti e fonti rinnovabili per ridurre le proprie emissioni e i costi associati all’acquisto delle quote di carbonio.

Il commissario ha evidenziato come questa riduzione dei consumi di gas naturale abbia avuto ricadute positive non solo sull’ambiente, ma anche sulla stabilità economica europea. La minore esposizione alle fluttuazioni dei prezzi energetici internazionali ha garantito una maggiore stabilità economica e fiscale per gli Stati membri.

Vulnerabilità evitata grazie alle politiche climatiche

Durante l’audizione parlamentare, Hoekstra ha illustrato come l’Europa sarebbe stata significativamente più esposta alle crisi energetiche globali senza gli strumenti di decarbonizzazione attualmente in vigore. Il risparmio di 100 miliardi di metri cubi di gas rappresenta una quota considerevole del fabbisogno energetico europeo, equivalente a diversi mesi di consumi totali del continente.

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Questa riduzione ha permesso all’Unione Europea di mantenere una posizione di maggiore forza nei negoziati internazionali per le forniture energetiche, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e diversificando il mix energetico verso fonti più sostenibili e controllabili a livello domestico. Il commissario ha ricordato che nei primi 60 giorni di guerra in Ucraina la spesa per l’import di fossili in UE è aumentata di oltre 27 miliardi di euro senza alcun aumento di energia.

Le politiche climatiche europee hanno inoltre stimolato l’innovazione tecnologica nel settore energetico, creando un ecosistema industriale competitivo a livello mondiale nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Prospettive future per la sicurezza energetica europea

Il commissario ha annunciato che la Commissione Europea intende rafforzare ulteriormente gli strumenti di mercato per accelerare la transizione energetica. Le prossime revisioni del sistema ETS potrebbero includere settori aggiuntivi e meccanismi più stringenti per raggiungere gli obiettivi climatici del 2030 e della neutralità carbonica entro il 2050.

L’esperienza positiva del sistema di scambio delle emissioni sta influenzando anche le discussioni internazionali sui meccanismi di carbon pricing, con l’Europa che si propone come modello per altre regioni del mondo interessate a implementare strumenti simili.

Gli analisti prevedono che il trend di riduzione dei consumi di combustibili fossili continuerà nei prossimi anni, sostenuto dagli investimenti in infrastrutture energetiche sostenibili e dalle nuove tecnologie di accumulo e distribuzione dell’energia. Questo processo dovrebbe ulteriormente consolidare l’indipendenza energetica europea e la competitività economica del continente nel lungo termine.

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