istruttoria Antitrust — Autorità Garante apre inchiesta su Glovo e Deliveroo per pratiche commerciali scorrette (Blackcat, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

Autorità Garante apre inchiesta su Glovo e Deliveroo per pratiche commerciali scorrette

L'Autorità Garante ha avviato un'istruttoria nei confronti di Glovo e Deliveroo per presunte comunicazioni ingannevoli sui diritti dei rider. Le due piattaforme rischiano sanzioni per pratiche commerciali scorrette.

L’istruttoria Antitrust avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Glovo e Deliveroo segna una svolta nelle indagini sui comportamenti delle principali piattaforme di consegna a domicilio operanti in Italia. Le due aziende sono sotto inchiesta per presunte pratiche commerciali scorrette legate alle comunicazioni sui diritti dei propri fattorini.

Istruttoria Antitrust: le accuse mosse alle piattaforme

L’Autorità ha avviato il procedimento dopo aver raccolto elementi che suggeriscono come entrambe le società abbiano diffuso messaggi fuorvianti al pubblico riguardo alle politiche di protezione sociale adottate per i collaboratori. Le comunicazioni aziendali oggetto dell’indagine riguarderebbero specificamente le campagne promozionali e i materiali informativi con cui Glovo e Deliveroo hanno presentato le proprie iniziative di responsabilità sociale d’impresa.

Il fascicolo istruttorio, che avrà una durata massima di diciotto mesi, dovrà verificare se le dichiarazioni pubbliche delle due multinazionali corrispondano effettivamente alle condizioni lavorative e alle tutele garantite ai rider. L’inchiesta si concentra in particolare sui claim aziendali relativi a coperture assicurative, supporto economico e iniziative di welfare.

Il contesto del mercato delle consegne a domicilio

Il settore del food delivery ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi anni, accelerata dalla pandemia e consolidatasi nel periodo post-emergenziale. In Italia, il comparto movimenta un giro d’affari superiore ai due miliardi di euro annui, coinvolgendo circa cinquantamila lavoratori distribuiti tra le diverse piattaforme operative sul territorio nazionale.

La questione dei diritti dei rider rappresenta da tempo un nodo critico per l’industria delle consegne digitali. Le normative sul lavoro autonomo e le recenti modifiche legislative hanno spinto le aziende del settore a rivedere le proprie politiche comunicative, rendendo più stringente la necessità di trasparenza nelle dichiarazioni pubbliche.

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Parallelamente, la pressione dell’opinione pubblica e delle organizzazioni sindacali ha intensificato l’attenzione mediatica sulle condizioni lavorative nel comparto, spingendo le autorità di vigilanza a intensificare i controlli sulle pratiche commerciali adottate dalle multinazionali del delivery.

Possibili conseguenze e sviluppi futuri

L’apertura dell’istruttoria rappresenta solo il primo step di un procedimento che potrebbe concludersi con sanzioni pecuniarie significative per le aziende coinvolte. Il Codice del Consumo prevede multe fino al dieci per cento del fatturato annuo per le pratiche commerciali scorrette, con possibili aggravanti legate alla reiterazione dei comportamenti contestati.

Le due società multinazionali avranno ora sessanta giorni per presentare le proprie controdeduzioni documentali, fornendo elementi a supporto della correttezza delle comunicazioni sotto esame. La fase istruttoria includerà anche audizioni dei rappresentanti aziendali e l’acquisizione di materiale probatorio presso le sedi operative italiane.

L’indagine potrebbe inoltre aprire la strada a ulteriori verifiche da parte di altre autorità di settore, compresa l’Ispettorato del Lavoro, con possibili riflessi sulla regolamentazione complessiva del mercato digitale delle consegne. Gli esiti del procedimento sono attesi per la primavera del 2027, salvo eventuali proroghe legate alla complessità dell’istruttoria.

Nel frattempo, le associazioni dei consumatori hanno accolto positivamente l’iniziativa dell’Antitrust, sottolineando l’importanza di garantire trasparenza informativa nelle comunicazioni aziendali che riguardano aspetti di rilevanza sociale e lavorativa nel settore del delivery digitale.

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