Milan profondo rosso(nero) - L’Atalanta espugna San Siro in clima contestazione (Ardfern, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)
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Milan profondo rosso(nero) L’Atalanta espugna San Siro in clima contestazione

L’Atalanta vince a domicilio e allunga la crisi del Milan

L’Atalanta vince a domicilio e allunga la crisi del Milan

Milan profondo rosso (nero).

Gli uomini di Palladino, reduci da risultati negativi, si impongono per 3-2 a San Siro ma rischiano nel finale sotto i colpi dell’arrembaggio rossonero. Il successo assicura la certezza aritmetica del settimo posto alla Dea. Gli orobici attenderanno la finale di Coppa Italia di mercoledì 13 per scoprire se avranno conquistato un posto in Conference League.

Il Milan, sempre più in caduta libera, rimane aggrappato al quarto posto in virtù degli scontri diretti a favore sulla Roma, vittoriosa nel pomeriggio di ieri.

Contestazione contro l’AD Furlani

A San Siro il clima è rovente per la protesta che divampa sugli spalti della Curva Sud nei confronti dell’amministratore delegato Giorgio Furlani. Il tifo organizzato rossonero lancia un messaggio chiaro, l’ennesimo, contro i piani alti della società.

L’approccio

In un contesto non semplice, la squadra di Allegri approccia bene la gara. Il Diavolo sembra ritrovare ritmo e intensità e colpisce un palo dopo soli 3 minuti con un tiro di Rabiot da fuori. Alla prima occasione è l’Atalanta a passare in vantaggio. L’ex De Ketelaere scappa a destra e crossa basso in mezzo, un rimpallo favorisce Ederson a centro area, il brasiliano sempre più al centro di voci di mercato, trafigge Maignan. È 0-1.

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Blackout e raddoppio Dea

Il Milan accusa il colpo, perde le distanze tra i reparti e si scioglie come neve al sole. Al 29’ Krstovic premia l’inserimento di Zappacosta, il laterale italiano non si fa ipnotizzare e raddoppia. Prima del riposo, i meneghini, in maglia gialla per l’occasione, cercano di scuotersi, ma senza successo. Una palla persa malamente sulla trequarti dall’Atalanta, permette a Leao di ritrovarsi a tu per tu con Carnesecchi, ma il portoghese cestina la ghiotta chance per accorciare le distanze. Una combinazione sulla destra porta all’inserimento di Saelemaekers in area che non riesce ad arrivare al tiro. Si va negli spogliatoi sullo 0-2 tra i fischi di San Siro che si allargano ai giocatori in campo.

Rientro in campo e tris nerazzurro

Le squadre rientrano in campo. Allegri cerca di sparigliare le carte, inserisce Nkunku al posto di un impalpabile Loftus Cheek per dare maggior peso alla manovra offensiva.

Il cambio non sortisce l’inerzia sperata. Al minuto 51 Ricci e Leao perdono una sanguinolenta palla in uscita, Raspadori ne approfitta: è 0-3. È il punto di non ritorno per il tifo organizzato. La Curva Sud si svuota per protesta, alcuni tifosi in altri settori dello stadio si associano, lasciando ampie macchie di seggiolini vuoti in uno stadio popolato per lo più da turisti silenti e non veri supporters.  

La partita si vivacizza all’improvviso

Allegri cambia ancora, triplo cambio: dentro Fullkrug, Fofana e Athekame per Leao, Gimenez e De Winter.

Il moto d’orgoglio rossonero passa nei piedi di Nkunku che improvvisamente scuote il Diavolo con un’azione personale sulla sinistra ma trova un attento Carnesecchi sulla sua strada a chiudergli lo specchio della porta.

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L’Atalanta non rimane a guardare e sfrutta l’ennesima prateria lasciata dalla retroguardia del Milan: un’azione avvolgente porta al tiro alto di Krstovic a botta sicura, servito da Bellanova.

Ancora Nkunku ci prova: servito da una sponda di Fullkrug, colpisce la traversa

All’88’ la zuccata vincente di Pavlovic su un calcio di punizione sulla trequarti battuto da Ricci ravviva il match e il Diavolo. In pieno recupero, al 94’ vede assegnarsi un calcio di rigore su contatto falloso di De Roon su Nkunku. Il francese dal dischetto non sbaglia: ci sono due minuti e ora il Milan ci crede. L’occasione arriva due minuti più tardi: Nkunku crossa in mezzo una punizione dalla sinistra, ma Fullkrug si ostacola con Gabbia e il suo colpo di testa va fuori di un soffio, strozzando l’urlo in gola dei pochi tifosi presenti sugli spalti.

Il finale e il prossimo futuro

Alla Scala del calcio cala il sipario: l’Atalanta ritrova la vittoria che mancava da oltre un mese, certificando l’ottimo lavoro svolto da Palladino e il suo staff. Paradossalmente, il tecnico non sembra certo della conferma in panchina in vista della prossima stagione. Tra i corridoi di Zingonia si respira l’aria di una minirivoluzione: Giuntoli è pronto a diventare il nuovo Direttore Sportivo al posto di Tony D’Amico, attenzionato dalla Roma e dal Milan.

Ora per i rossoneri la strada è in salita

Sono proprio i rossoneri ad essere sempre più al centro di una bufera. In soli due mesi il Milan ha dilapidato un vantaggio importante sulla quinta posizione, ritrovandosi ora nelle condizioni di dover fare bottino pieno nelle ultime due partite della stagione contro Genoa, in trasferta, e Cagliari, in casa, per assicurarsi un posto nella prossima Champions League. Per centrare l’obiettivo minimo stagionale servirà una sterzata radicale: questo Milan fragile delle ultime uscite ha perso i propri punti di riferimento, dimenticandosi come si vince.

Antonio Benevento

Foto: Wikimedia Commons / Ardfern

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