nuove regole pagamenti professionali — Confcommercio critica le nuove regole sui pagamenti professionali (Carlo Dani, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

Confcommercio critica le nuove regole sui pagamenti professionali

Confcommercio critica duramente le nuove regole sui pagamenti ai professionisti introdotte dall'emendamento al decreto fiscale. Il presidente Fioroni definisce la misura inadeguata e penalizzante per le imprese del settore terziario.

La norma contenuta nella Legge di bilancio 2026 che blocca i pagamenti da parte della Pubblica amministrazione per gli esercenti di arti e professioni scatena le proteste di Confcommercio professioni. La presidente Anna Rita Fioroni ha espresso una netta contrarietà alla misura, definendola inadeguata e penalizzante, chiedendone l’abrogazione. La normativa, entrata nel mirino della confederazione, rischia di creare ulteriori difficoltà operative per migliaia di professionisti già alle prese con un quadro burocratico complesso.

L’intervento di Fioroni arriva in un momento delicato per l’economia italiana, quando le piccole e medie imprese stanno ancora affrontando le conseguenze dell’instabilità economica degli ultimi anni. La misura governativa, secondo la leader di Confcommercio professioni, presenta profili di illegittimità costituzionale e non affronta in modo efficace le problematiche strutturali del sistema.

Le critiche alla normativa sui pagamenti

La norma prevede che la PA, una volta accertata l’esistenza di carichi pendenti, in caso di pagamenti ai professionisti sotto l’importo di 5000 euro, deve destinare le somme dovute al professionista direttamente all’Agenzia delle Entrate per l’estinzione del debito iscritto a ruolo. Secondo Fioroni la strada intrapresa dal governo non è quella giusta, evidenziando violazione della neutralità dell’Iva, nessun diritto alla difesa e disparità di trattamento.

Le nuove disposizioni fiscali rischiano di appesantire ulteriormente gli adempimenti a carico dei professionisti, senza garantire i benefici promessi. Confcommercio professioni paventa un aumento dei costi di gestione che potrebbe ricadere negativamente sulla competitività.

La confederazione ha inoltre evidenziato come la normativa sia applicata esclusivamente nei confronti degli esercenti arti e professioni, creando una disparità di trattamento rispetto ad altre categorie.

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L’impatto sui professionisti

Confcommercio professioni rappresenta oggi circa 30.000 professionisti sul territorio nazionale. L’introduzione della nuova procedura per i pagamenti potrebbe generare difficoltà operative significative, soprattutto considerando che solo l’eventuale importo residuo, eccedente rispetto al debito iscritto a ruolo, viene corrisposto al professionista.

Fioroni ha espresso preoccupazione per l’imminente scadenza del 15 giugno, ritenendo necessario almeno un rinvio per consentire ai professionisti di adeguarsi efficacemente ai nuovi obblighi. La mancanza di un periodo di transizione adeguato rischia di creare disagi operativi significativi.

Le associazioni professionali stanno valutando strategie comuni per far sentire la propria voce presso le istituzioni e ottenere modifiche sostanziali alla normativa.

Le richieste di Confcommercio professioni

Confcommercio professioni non si limita alla critica ma chiede l’abrogazione completa della norma, avendo individuato almeno quattro profili di illegittimità. La confederazione sottolinea come la misura presenti criticità costituzionali che ne rendono necessaria la cancellazione.

Un emendamento appena approvato al Senato in occasione dell’esame del decreto fiscale ha solo attenuato in parte gli effetti della norma contestata, prevedendo l’applicazione del blocco dei pagamenti solo per cartelle notificate per un importo complessivo pari ad almeno 5000 euro.

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La confederazione continua a chiedere un intervento più incisivo che tenga conto delle specificità della categoria professionale e delle problematiche evidenziate.

L’evolversi della situazione nelle prossime settimane sarà determinante per comprendere se il governo accoglierà le istanze delle organizzazioni professionali o procederà con l’applicazione della misura contestata. La partita si preannuncia complessa, con possibili ripercussioni sui rapporti tra esecutivo e categoria professionale.

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