donazione Enzo Ricci — Donazione da 400 milioni: Enzo Ricci cede l'impero Tre Marie al nipote (Unknown authorUnknown author, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

Donazione da 400 milioni: Enzo Ricci cede l’impero Tre Marie al nipote

Il patriarca novantunenne delle Tre Marie ha trasferito 400 milioni di euro al nipote attraverso una donazione con riserva di usufrutto. L'operazione garantisce vantaggi fiscali significativi e pianifica la successione aziendale mantenendo il controllo gestionale.

La donazione Enzo Ricci ha scosso oggi il panorama imprenditoriale italiano. Il fondatore novantunenne dello storico marchio Tre Marie ha completato il trasferimento di un patrimonio stimato in 400 milioni di euro al nipote, una manovra strategica che anticipa la successione ereditaria pur garantendo al patriarca il mantenimento dell’usufrutto sui beni.

La decisione, formalizzata con atto notarile del 30 aprile scorso, rappresenta una delle più significative operazioni di passaggio generazionale degli ultimi anni.

La strategia della donazione Enzo Ricci: vantaggi fiscali e controllo

L’operazione strutturata dal fondatore delle Tre Marie presenta caratteristiche peculiari che la distinguono dalle tradizionali successioni testamentarie. Attraverso la formula della donazione con riserva di usufrutto, il novantunenne imprenditore mantiene l’usufrutto sui beni e il diritto a percepire tutti i frutti economici derivanti dal patrimonio donato.

Dal punto di vista fiscale, questa scelta comporta significativi risparmi per la famiglia Ricci. Le donazioni in vita godono infatti di un regime tributario più favorevole rispetto alle successioni mortis causa, specialmente quando coinvolgono patrimoni di questa entità. L’Agenzia delle Entrate applica aliquote ridotte per i trasferimenti tra ascendenti e discendenti, con franchigie che possono raggiungere il milione di euro per beneficiario.

Il nipote Alessandro Ricci, 52enne, acquisisce immediatamente la nuda proprietà delle attività finanziarie concentrate nella cassaforte Viris e degli asset immobiliari di pregio gestiti attraverso Milaninvest Real Estate. Tuttavia, dovrà attendere la naturale estinzione dell’usufrutto per esercitare pienamente i diritti dominicali sui beni ricevuti.

SponsorizzatoBraiShop

Il patrimonio: da Tre Marie agli investimenti immobiliari e finanziari

Enzo Ricci fondò e sviluppò il marchio Tre Marie fino a trasformarlo in uno dei principali player nazionali nel settore dei prodotti da forno di alta gamma. Il marchio Tre Marie divenne sinonimo di eccellenza nella produzione di panettoni, pandori e specialità dolciarie.

L’azienda, che Ricci portò a 550 dipendenti e a un fatturato di 140 miliardi di lire fino al 1995, fu ceduta nel 1987 al Gruppo Barilla, con Ricci che rimase al comando su richiesta dei Barilla fino al 1995. Il marchio è passato poi al gruppo Sammontana della famiglia Bagnoli nel 2008 e infine è stato rilevato da Galbusera s.p.a. nel 2014.

Il patrimonio oggi donato si articola in due pilastri strategici: le attività finanziarie e gli asset immobiliari di pregio. Tra questi figurano lo storico palazzo di via Montenapoleone a Milano (valore di bilancio: 92 milioni di euro), uffici, locali commerciali e complessi residenziali nel cuore del capoluogo lombardo e uno stabile di Sanremo che ospita una filiale di Intesa Sanpaolo. A livello finanziario, nell’80% della holding Viris vi è una partecipazione del 18,4% della società quotata Brioschi Sviluppo Immobiliare, oltre a rilevante liquidità, investimenti in startup e fondi di private equity.

Implicazioni per il futuro e il modello successorio

Il nipote Alessandro Ricci, 52enne figlio del fratello di Enzo, amministratore delegato di Milaninvest e vicepresidente della Fondazione Paletti Ricci, eredita un patrimonio diversificato tra immobiliare e finanziario.

Gli analisti del settore economia e fiscalità evidenziano come questa operazione possa rappresentare un modello per altre realtà imprenditoriali familiari italiane. La pianificazione successoria anticipata consente infatti di evitare i rischi di frammentazione del patrimonio aziendale e garantisce continuità gestionale in fasi delicate di transizione generazionale.

SponsorizzatoBraiShop 2

La vicenda conferma inoltre il trend crescente tra gli imprenditori italiani di ricorrere a strumenti giuridici sofisticati per ottimizzare il passaggio generazionale, bilanciando esigenze fiscali, operative e familiari. Il caso Tre Marie potrebbe dunque fare scuola nel panorama delle medie e grandi imprese nazionali, offrendo spunti di riflessione per chi si trova ad affrontare analoghe problematiche successorie.

Condividi: