Norges Bank contesta Elkann — Norges Bank contro Elkann: critica le assenze nel board Meta (Marco Alfa, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

Norges Bank contro Elkann: critica le assenze nel board Meta

Il fondo sovrano norvegese Norges Bank si oppone alla riconferma di John Elkann nel board Meta per le eccessive assenze alle riunioni. Una decisione che potrebbe influenzare l'assemblea degli azionisti di giugno.

Norges Bank contesta Elkann per le eccessive assenze nel consiglio d’amministrazione di Meta. Il fondo sovrano norvegese, uno dei maggiori investitori istituzionali al mondo con un valore da 2.300 miliardi, si è opposto alla riconferma dell’imprenditore torinese nel board della società di Mark Zuckerberg.

Le critiche del fondo norvegese per le assenze

Il fondo pensioni norvegese ha documentato come il presidente di Stellantis abbia partecipato a poco più del 70% delle riunioni del consiglio d’amministrazione nel 2025 a causa di impegni inevitabili. Una percentuale considerata insufficiente dagli standard di governance richiesti da Norges Bank per i consiglieri delle società in portafoglio.

L’istituzione finanziaria scandinava detiene circa l’1,2% delle azioni Meta, una partecipazione che le conferisce un peso significativo nelle assemblee degli azionisti. La decisione rappresenta un precedente importante, considerando che il fondo raramente si espone pubblicamente contro singoli amministratori e l’anno scorso aveva appoggiato le raccomandazioni della società nel 94% dei casi.

Le assenze dell’erede della dinastia automobilistica sono state attribuite principalmente ai suoi impegni come amministratore delegato del gruppo Stellantis, nato dalla fusione tra Fiat Chrysler e PSA Peugeot. La gestione del quarto costruttore automobilistico mondiale richiede frequenti viaggi tra Europa, Nord America e Asia, creando conflitti di agenda con le riunioni del board Meta.

L’ingresso di Elkann in Meta nel gennaio 2025

L’amministratore torinese era entrato nel consiglio d’amministrazione della piattaforma social nel gennaio 2025, portando la sua esperienza nella trasformazione digitale dell’industria automobilistica e nella gestione di aziende familiari globali. “Sono onorato di poter contribuire al futuro di una delle aziende più significative del XXI secolo”, aveva annunciato il presidente di Stellantis.

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Durante i primi mesi del mandato, Elkann aveva contribuito alle discussioni sulla strategia di Meta nel metaverso e sull’espansione nei mercati europei. Tuttavia, la sovrapposizione degli impegni aziendali ha progressivamente ridotto la sua presenza fisica alle riunioni del board, scatenando le critiche degli investitori istituzionali.

La questione tocca un tema più ampio sulla governance aziendale e sui limiti etici dei consiglieri che ricoprono multiple posizioni dirigenziali. Norges Bank ha già implementato linee guida stringenti che scoraggiano la partecipazione di amministratori con incarichi sovrapposti in società di grandi dimensioni.

Implicazioni per l’assemblea degli azionisti

L’opposizione del fondo sovrano norvegese potrebbe influenzare altri investitori istituzionali nella votazione assembleare. Proxy advisor come Institutional Shareholder Services e Glass Lewis stanno valutando se seguire la posizione di Norges Bank nelle loro raccomandazioni di voto.

Gli analisti finanziari considerano improbabile che l’opposizione di Norges Bank possa bloccare la rielezione, dato il controllo azionario di Mark Zuckerberg attraverso le azioni a voto multiplo. Le azioni di classe B garantiscono un potere di voto dieci volte superiore a quelle di classe A e sono quasi interamente controllate dal CEO e fondatore di Meta. Tuttavia, una votazione controversa potrebbe danneggiare l’immagine di governance di Meta presso la comunità degli investitori ESG.

La vicenda evidenzia le crescenti pressioni sui consiglieri di amministrazione per garantire un impegno pieno e continuativo, specialmente nelle società tecnologiche dove i ritmi decisionali sono particolarmente serrati. Il dibattito sulla corporate governance si inserisce nel più ampio contesto delle riforme regulatory che stanno investendo il settore tech americano ed europeo.

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