Regna sovrana la confusione
Milan, quale futuro? “Di doman non v’è certezza…” Tra le file della società rossonera regna sovrana la confusione
Calcio 4 min di lettura

Milan, quale futuro? “Di doman non v’è certezza…”

Ad oggi, i tifosi milanisti non hanno alcun motivo per esser lieti. Il radioso futuro a lungo decantato da Gerry Cardinale, proprietario del Club, sta assumendo i contorni sempre più nitidi di un'ennesima stagione fallimentare.

Futuro (rosso)nero

Lorenzo De’ Medici fu un abile politico, mecenate ed umanista, detto “il Magnifico” per aver portato Firenze all’apice del suo splendore nel periodo rinascimentale. Nella sua “Canzona di Bacco” il Signore di Firenze scriveva i celebri versi: “Chi vuol esser lieto sia, di doman non v’è certezza”.

Ad oggi, i tifosi milanisti non hanno alcun motivo per esser lieti. Il radioso futuro a lungo decantato da Gerry Cardinale, proprietario del Club, sta assumendo i contorni sempre più nitidi di un’ennesima stagione fallimentare.

Fuori tutti…tranne uno

Dopo la clamorosa e dolorosa mancata qualificazione alla Champions League, il patron di RedBird ha deciso di azzerare i vertici societari e tecnici. Fuori l’Amministratore Delegato Giorgio Furlani e il Direttore Tecnico Geoffrey Moncada, da tempo nel mirino della critica. Via anche gli uomini di campo, col benservito al Mister Massimiliano Allegri e al Direttore Sportivo Igli Tare. All’appello manca un solo nome: Zlatan Ibrahimovic.

La presenza dello svedese è ormai un paradosso oltre che una situazione grottesca. La tifoseria organizzata, in aperta rivolta, ne auspica l’allontanamento a gran voce. Ibra, divinità da calciatore, è percepito come un corpo estraneo e dannoso. L’ex attaccante non ha un ruolo ufficiale definito nell’organigramma dirigenziale e non vanta alcuna esperienza dietro la scrivania. Inoltre, Zlatan sarà volto di Fox Sports per commentare i Mondiali. Nonostante ciò, è colui chiamato a rifondare l’intero progetto tecnico. Per quale motivo? È l’uomo di fiducia di Cardinale, nonché suo socio in affari. Una posizione che lo rende intoccabile.

Regna sovrana la confusione

Le cronache odierne raccontano che Cardinale, Ibrahimovic e Massimo Calvelli, nuovo elemento di spicco dei piani alti di Casa Milan, hanno avviato i casting per la panchina. Alla base c’è la totale non curanza di un vizio di forma non banale: manca il Direttore Sportivo, colui che dovrebbe scegliere l’allenatore.

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Tra le file della società rossonera regna sovrana la confusione e il vuoto di potere non ha rassicurato i primi tecnici sondati. Andoni Iraola, promesso sposo del Liverpool, e l’ex allenatore blaugrana Xavi hanno chiuso la porta in faccia alla fantomatica proposta rossonera.

Sono stati avviati contatti con Mauricio Pochettino ed è previsto un incontro con Oliver Glasner, neovincitore della Conference League alla guida del Crystal Palace. Parallelamente si registra un ritorno di fiamma per Ralf Rangnick, incontrato a Vienna e corteggiato stavolta come supervisore tecnico del progetto.

La strategia risulta ancora una volta fallace: Pochettino è commissario tecnico degli Stati Uniti mentre Rangnick guida l’Austria. Dunque, i due allenatori sono assorbiti dall’imminente impegno del Mondiale nordamericano. Nella migliore delle ipotesi si libererebbero a pochissimi giorni dal raduno previsto per la stagione 2026-27.

Fuga generale

Nel frattempo, tra i calciatori si percepisce aria di smobilitazione. Complice la situazione nebulosa, a Milanello sembra sul punto di consumarsi un esodo. Luka Modric valuta il ritiro dopo il Mondiale, Ardon Jashari è adocchiato da numerose squadre, Adrien Rabiot strizza l’occhio al suo mentore Massimiliano Allegri, pronto ad accasarsi sulla panchina del Napoli. Il colpo di grazia è arrivato da Rafael Leao: il portoghese ha confermato la volontà di lasciare il Club dopo sette anni in un’intervista ad una TV del suo Paese.

Necessario un cambio di rotta

Anziché limitarsi ad esternazioni mediatiche per sbandierare la propria vision vincente, Gerry Cardinale ha il dovere di cambiare radicalmente il proprio modus operandi per scongiurare il quinto anno fallimentare, se non tanti altri, della sua gestione.

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Mentre Lorenzo il Magnifico poetava sull’incertezza del domani, consapevole di aver reso grande il presente, l’attualità rossonera naviga nel caos e non lascia speranza alla più recondita immaginazione.

Antonio Benevento

Foto: Wikipedia Commons

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