Il caro bollette energia torna a dividere la maggioranza di governo. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha deciso di sospendere l’iter del provvedimento sui voucher energetici proposto dal collega Adolfo Urso, titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy. La misura, pensata per sostenere le famiglie colpite dai rincari delle utenze, si è arenata sulla questione dell’inclusione dei cittadini stranieri tra i potenziali beneficiari.
La proposta di Urso e lo stop di Via XX Settembre
Il piano elaborato dal ministero guidato da Urso prevedeva l’erogazione di voucher del valore massimo di 600 euro per nucleo familiare, destinati a coprire parzialmente i costi dell’energia elettrica e del gas per le famiglie con reddito ISEE inferiore a 15mila euro annui. La misura avrebbe dovuto entrare in vigore dal primo luglio 2026, con una dotazione finanziaria di circa 2,8 miliardi di euro per il secondo semestre dell’anno.
Tuttavia, il caro bollette energia rimane un nodo irrisolto dopo che Giorgetti ha espresso perplessità sui criteri di accesso al beneficio. Il ministro dell’Economia ha chiesto una revisione completa del provvedimento, sollevando dubbi sulla sostenibilità fiscale dell’operazione e sulla definizione della platea dei destinatari.
Salvini contrario all’estensione ai migranti
La frattura più evidente si è manifestata sulla questione dell’inclusione dei cittadini extracomunitari tra i beneficiari dei voucher. Matteo Salvini, segretario della Lega, ha manifestato una netta contrarietà a questa ipotesi, sostenendo che le risorse pubbliche dovrebbero essere prioritariamente destinate alle famiglie italiane in difficoltà.
La posizione del Carroccio ha trovato il sostegno di diversi parlamentari della maggioranza, che hanno sottolineato come in un momento di ristrettezze di bilancio sia necessario operare scelte precise sulle priorità di spesa. Le politiche di welfare per i migranti restano uno dei temi più divisivi all’interno della coalizione di centrodestra.
I numeri del disagio energetico
Secondo le stime del ministero delle Imprese, oltre 4,2 milioni di famiglie italiane si trovano attualmente in condizione di povertà energetica, con difficoltà nel pagamento delle bollette di luce e gas. Di queste, circa 850mila nuclei includono cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia, un dato che evidenzia la complessità del fenomeno.
Le alternative allo studio
Mentre il confronto politico prosegue, i tecnici del ministero dell’Economia stanno valutando soluzioni alternative per affrontare l’emergenza energetica. Tra le ipotesi in campo figura un ampliamento del bonus sociale per l’energia, attualmente destinato alle famiglie con ISEE inferiore a 9.530 euro, oppure l’introduzione di agevolazioni fiscali per l’installazione di impianti fotovoltaici domestici.
Un’altra strada allo studio prevede l’istituzione di un fondo rotativo gestito dalle Regioni per il finanziamento agevolato di interventi di efficientamento energetico negli edifici residenziali. Le politiche per la transizione energetica restano al centro dell’agenda governativa, nonostante le difficoltà nel reperire le necessarie coperture finanziarie.
Il prossimo Consiglio dei Ministri dovrebbe fare chiarezza sui tempi e le modalità dell’intervento contro il caro bollette energia. Resta da vedere se la mediazione politica riuscirà a superare le divisioni emerse nelle ultime settimane, permettendo l’approvazione di misure concrete per alleggerire il peso delle bollette energetiche sui bilanci familiari.
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.




