Il boom dei semiconduttori dedicati alle applicazioni di intelligenza artificiale ha generato profitti record per le grandi corporation di Corea del Sud e Taiwan nel 2025, e questa volta la ricchezza creata sta raggiungendo anche la forza lavoro impiegata nel settore. Mentre i ricavi delle principali aziende crescono a ritmi sostenuti, i dipendenti hanno ottenuto accordi storici per bonus milionari.
Accordi storici per bonus milionari nel settore chip
Il 27 maggio 2025, migliaia di dipendenti del settore dei semiconduttori della Samsung Electronics hanno firmato un accordo storico che garantisce loro bonus milionari. L’intesa ha messo fine a mesi di stallo che rischiavano di sfociare in uno sciopero generale nel settore dei processori.
In base all’accordo, i 78mila dipendenti che hanno diritto al bonus riceveranno per dieci anni il 10,5 per cento dell’utile operativo dell’azienda, che quest’anno potrebbe raggiungere la cifra record di 200 miliardi di dollari. I dipendenti dell’unità dei chip di memoria avranno un bonus medio di 600 milioni di won (345mila euro) a testa, mentre quelli di altre unità potrebbero ricevere tra i 160 e i 200 milioni di won.
Il fenomeno si estende in tutta l’Asia
Il caso della Samsung non è unico in Corea del Sud né in tutta l’Asia. Già l’anno scorso i dipendenti della concorrente SK Hynix avevano concluso un accordo simile: l’azienda si è impegnata a pagare ai lavoratori per dieci anni un bonus pari al 10 per cento dell’utile operativo, con un bonus medio previsto di 710 milioni di won a testa per chi lavora ai processori.
A Taiwan, il colosso TSMC ha annunciato che quest’anno i bonus per i dipendenti aumenteranno in media del 30 per cento, mettendo a tacere le proteste sollevate dopo la notizia dell’accordo sindacale alla Samsung. Gli analisti economici evidenziano come questa dinamica stia creando un nuovo modello di condivisione dei profitti nel settore tecnologico.
La crescita trainata dall’intelligenza artificiale
Questi risultati straordinari sono in larga parte dovuti alla crescita esponenziale della domanda di processori proveniente dall’intelligenza artificiale. Non è un caso che a maggio prima la Samsung e poi la SK Hynix siano state le prime due aziende sudcoreane a raggiungere un valore di borsa superiore ai mille miliardi di dollari.
L’euforia scatenata dall’intelligenza artificiale ha mandato alle stelle le borse e i surplus commerciali della Corea del Sud e di Taiwan, due tra i paesi più avanzati al mondo dal punto di vista tecnologico. Nell’ultimo anno e mezzo il Kospi, l’indice azionario della borsa di Seoul, è più che triplicato grazie a un vero e proprio esercito di investitori.
Il settore tecnologico asiatico sta dimostrando che è possibile coniugare crescita economica e benefici per i lavoratori. I bonus saranno corrisposti in azioni, di cui i lavoratori potranno vendere subito un terzo, mentre dovranno conservarne un altro terzo per almeno un anno e il resto per due anni.
Questa distribuzione più equa della ricchezza nel comparto tecnologico asiatico potrebbe rappresentare un modello per altri settori e regioni. Gli accordi raggiunti dimostrano che la crescita tecnologica può tradursi in benefici tangibili per tutta la forza lavoro quando aziende e sindacati trovano soluzioni innovative di condivisione dei profitti.
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