L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha reso operative le procedure telematiche per accedere agli incentivi alle assunzioni introdotti dalla normativa del primo maggio scorso. I datori di lavoro possono ora presentare le istanze attraverso i canali digitali dell’ente per ottenere le agevolazioni contributive destinate a specifiche categorie di lavoratori.
La misura rappresenta un tassello significativo delle politiche attive per l’occupazione del 2026, con l’obiettivo di stimolare l’inserimento lavorativo di fasce particolarmente vulnerabili del mercato del lavoro italiano.
Beneficiari degli incentivi alle assunzioni e importi disponibili
I datori di lavoro privati possono beneficiare di un esonero pari al 100% dei contributi previdenziali a proprio carico, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail, in caso di assunzione a tempo indeterminato effettuata tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026.
L’agevolazione riguarda principalmente i giovani under 35 che, al momento dell’assunzione, risultano svantaggiati o molto svantaggiati secondo la definizione prevista dal regolamento europeo. Rientrano tra i beneficiari i soggetti privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se appartenenti a determinate categorie di svantaggio. Per il Bonus Giovani l’esonero contributivo può arrivare fino a 500 euro mensili per ciascun lavoratore assunto.
Il beneficio è riconosciuto per un massimo di 24 mesi nel caso dei lavoratori molto svantaggiati, ossia coloro che risultano senza un impiego regolarmente retribuito da oltre 24 mesi oppure da almeno 12 mesi se appartenenti a particolari categorie di svantaggio. Per le altre categorie di lavoratori svantaggiati l’agevolazione ha una durata massima di un anno.
Accanto ai giovani, il decreto prevede anche incentivi per l’assunzione di donne disoccupate e per i lavoratori residenti nelle regioni comprese nella Zona Economica Speciale del Mezzogiorno. Il bonus ZES è destinato ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti e che assumono personale non dirigente presso sedi o unità produttive situate nelle regioni della ZES Unica: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria. L’incentivo riguarda i lavoratori che abbiano compiuto almeno 35 anni di età e risultino disoccupati da almeno 24 mesi.
Procedure operative e requisiti per l’accesso
Le domande possono essere inoltrate direttamente sul portale dell’Inps attraverso il Portale delle Agevolazioni, utilizzando una delle credenziali di identità digitale ammesse: SPID di livello 2 o superiore, Carta d’identità elettronica di livello 3 oppure Carta nazionale dei servizi. Le richieste possono essere presentate a partire dalla pubblicazione dei messaggi operativi dedicati alle singole agevolazioni.
Restano esclusi dal beneficio i rapporti di lavoro domestico e quelli di apprendistato. Il sistema informatico dell’Inps consente di monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento delle pratiche e di ricevere notifiche automatiche sugli esiti istruttori. La valutazione delle istanze seguirà l’ordine cronologico di presentazione fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
L’Inps ha inoltre chiarito che i datori di lavoro che maturano il diritto all’incentivo possono recuperare anche gli importi relativi ai mesi precedenti del 2026, secondo le modalità indicate dall’Istituto. È inoltre prevista una specifica procedura per le aziende che abbiano sospeso o cessato l’attività ma intendano comunque fruire del beneficio maturato.
Impatto economico e prospettive occupazionali
L’iniziativa si inserisce nel più ampio quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, rafforzando gli strumenti già esistenti per il contrasto alla disoccupazione giovanile e di genere. Le misure sono state comunicate alla Commissione europea in regime di esenzione da notifica e hanno ottenuto il via libera previsto dalla normativa comunitaria sugli aiuti di Stato.
Parallelamente, le organizzazioni sindacali evidenziano l’importanza di accompagnare gli incentivi alle assunzioni con politiche formative adeguate, per garantire che i beneficiari acquisiscano competenze spendibili nel lungo periodo. Le associazioni imprenditoriali, dal canto loro, auspicano una semplificazione ulteriore delle procedure burocratiche per massimizzare l’efficacia della misura.
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