Detailed image of a server rack with glowing lights in a modern data center. (panumas nikhomkhai, Pexels)
Economia e Fiscalità 3 min di lettura

Svolta digitale europea: addio alle big tech americane per la sovranità tecnologica

L'Europa accelera verso l'indipendenza tecnologica con il massiccio abbandono delle piattaforme americane da parte di istituzioni e aziende. Un processo che coinvolge governi, banche e multinazionali private con investimenti miliardari.

La sovranità digitale europea non è più solo un concetto teorico ma una realtà tangibile che sta ridisegnando il panorama tecnologico continentale. Dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, governi e aziende in tutto il continente hanno accelerato i piani per mettere fine alla dipendenza dalle tecnologie delle società statunitensi.

Istituzioni pubbliche in prima linea nella sovranità digitale europea

La prima settimana di giugno, la Commissione europea ha presentato i suoi piani ufficiali a lungo termine per ridurre la dipendenza dalle tecnologie statunitensi. Il Parlamento europeo ha sostituito Google con l’alternativa francese Qwant come motore di ricerca predefinito sui propri dispositivi.

In Francia, migliaia di dipendenti pubblici utilizzano LaSuite, il software open source per l’ufficio sviluppato dal governo. Diverse città nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania stanno gradualmente abbandonando Microsoft Office e Google Docs in favore di alternative europee.

Il governo olandese sta spostando il proprio codice da GitHub, di proprietà di Microsoft, verso un repository autonomo. La Finlandia ha scelto di non trasferire i propri dati elettorali sui servizi cloud di Amazon, mentre l’organizzazione che gestisce il dominio di primo livello belga (.be) ha dichiarato che lascerà AWS.

Settore tecnologico verso l’indipendenza

Un servizio open source per la gestione dei documenti, realizzato da oltre una dozzina di società tecnologiche europee e chiamato Euro-Office, dovrebbe essere lanciato a breve. Nel frattempo è nato Eurosky, un’alternativa interoperabile a Bluesky basata sull’AT protocol.

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Gli investimenti in tecnologie europee hanno registrato una crescita significativa, con particolare focus nei settori della cybersicurezza e dell’elaborazione dati.

Implicazioni economiche e geopolitiche della transizione

Tra i fattori più spesso citati per spiegare l’accelerazione ci sono le conseguenze delle sanzioni statunitensi contro funzionari legati alla Corte penale internazionale, che a sua volta ha finito per allontanarsi dalle tecnologie di Microsoft.

La lunga lista delle preoccupazioni europee comprende la mancanza di controllo da parte di governi e aziende sui propri dati, il mutamento degli equilibri internazionali, la dipendenza dalle tecnologie di un numero ristretto di società e i rapporti più stretti che mai tra le grandi aziende tecnologiche e l’amministrazione Trump.

Il mercato tecnologico europeo sta vivendo una fase di trasformazione, con la creazione di nuovi posti di lavoro specializzati nel settore della sovranità digitale.

Nonostante l’entusiasmo, sciogliere del tutto i legami dell’Europa con la tecnologia statunitense rimane una sfida complessa. Le aziende con sede negli Stati Uniti continuano a dominare quasi ogni livello dello stack digitale europeo, dal cloud computing alle aziende di intelligenza artificiale, dalla cybersecurity ai sistemi operativi mobili.

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La strategia digitale continentale punta comunque a raggiungere una maggiore autosufficienza tecnologica, con cittadini, aziende e organizzazioni determinati a prendere in mano il proprio futuro digitale.

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