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Economia e Fiscalità 4 min di lettura

Riserve auree olandesi: 86 tonnellate d’oro trasferite a Londra

La banca centrale olandese ha trasferito 86 tonnellate d'oro dagli Stati Uniti e dal Canada verso Londra, per rendere le riserve più liquide in vista di possibili crisi geopolitiche future.

Le riserve auree olandesi cambiano nuovamente collocazione geografica. La banca centrale dei Paesi Bassi, De Nederlandsche Bank (Dnb), ha reso noto di aver trasferito 86 tonnellate d’oro custodite negli Stati Uniti e in Canada verso caveau situati nel Regno Unito, a Londra, in un’operazione avviata a marzo e conclusa ad agosto del 2025. L’operazione, comunicata direttamente dall’istituto di Amsterdam, viene motivata con la necessità di rendere le riserve più liquide e più facilmente negoziabili sui mercati internazionali, in un contesto geopolitico giudicato sempre più incerto.

Secondo quanto dichiarato dai vertici della banca, il vertice al comando dell’istituto ha sottolineato come l’obiettivo primario non sia legato a un utilizzo imminente del metallo prezioso, quanto piuttosto alla necessità di garantire una postura prudente. La leadership ha voluto precisare che l’oro trasferito non verrà mobilitato in tempi brevi, ma che i Paesi Bassi intendono farsi trovare preparati qualora scenari di crisi dovessero materializzarsi con maggiore intensità nei prossimi anni.

Perché la banca centrale olandese ha deciso il trasferimento dell’oro

La decisione si inserisce in una strategia più ampia di gestione del rischio che numerose banche centrali europee stanno rivalutando negli ultimi anni. Londra rappresenta storicamente uno dei principali hub mondiali per il commercio dell’oro fisico, ospitando una delle piazze più liquide e attive per le transazioni sul metallo prezioso. Spostare parte delle riserve in questa sede consente, secondo la banca centrale olandese, di avere accesso più rapido a canali di vendita o di scambio in caso di necessità straordinarie, senza dover gestire la logistica complessa di un trasferimento intercontinentale in condizioni di emergenza.

Va ricordato che i Paesi Bassi non sono nuovi a operazioni di questo tipo: già in passato, nel 2014, Amsterdam aveva riportato ingenti quantitativi d’oro dagli Stati Uniti sul proprio territorio nazionale, in un’operazione che allora aveva fatto discutere per le sue implicazioni simboliche legate alla sovranità monetaria. Il nuovo spostamento verso il Regno Unito segue una logica diversa: non tanto il rimpatrio quanto la diversificazione geografica della custodia, per evitare una concentrazione eccessiva delle riserve in un’unica area geografica soggetta a possibili tensioni.

Le riserve auree olandesi e il contesto internazionale

Le riserve complessive d’oro detenute da De Nederlandsche Bank ammontavano, alla fine del 2025, a circa 612 tonnellate, distribuite storicamente tra diverse sedi internazionali, tra cui gli Stati Uniti, il Canada, il Regno Unito e i caveau nazionali di Amsterdam. Questa frammentazione geografica risponde a criteri di sicurezza e diversificazione che numerosi istituti centrali adottano da decenni, evitando di concentrare l’intero patrimonio in un singolo luogo fisico.

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Negli ultimi anni, diverse banche centrali a livello globale hanno rivisto le proprie politiche di allocazione delle riserve auree, complice un clima internazionale caratterizzato da tensioni commerciali, sanzioni economiche incrociate e un progressivo interesse verso asset ritenuti “sicuri” in caso di turbolenze sui mercati finanziari. L’oro, in questo scenario, continua a rappresentare per molte economie un bene rifugio capace di mantenere valore indipendentemente dalle oscillazioni valutarie o dalle crisi di fiducia verso strumenti finanziari più tradizionali.

Le implicazioni per la politica monetaria e gli scenari futuri

Gli analisti che seguono le dinamiche delle politiche monetarie internazionali osservano come questo tipo di mosse, pur non comportando effetti immediati sui mercati, invii un segnale politico non trascurabile. La scelta di privilegiare Londra come nuova sede di custodia, piuttosto che consolidare ulteriormente le riserve sul suolo nazionale, suggerisce che Amsterdam continui a considerare il Regno Unito un partner affidabile sul piano finanziario, nonostante le trasformazioni degli assetti geopolitici europei degli ultimi anni.

Resta da capire se altre banche centrali dell’eurozona seguiranno un percorso simile nei prossimi mesi, ridistribuendo le proprie riserve auree in funzione di valutazioni sulla stabilità geopolitica globale. Va comunque sottolineato che, al momento, non risultano annunci ufficiali di operazioni analoghe da parte di altri istituti centrali europei, e che le motivazioni fornite da Dnb restano circoscritte a un rafforzamento della gestione prudenziale piuttosto che a un cambio di strategia radicale sulla propria politica di riserva.

L’operazione rientra comunque in un più ampio dibattito sul ruolo dell’oro come strumento di stabilizzazione economica in tempi di incertezza, un tema che negli ultimi anni ha guadagnato crescente attenzione tra i responsabili delle politiche monetarie di tutto il mondo, complice anche l’andamento delle quotazioni del metallo prezioso sui mercati internazionali, rimaste su livelli storicamente elevati.

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