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Economia e Fiscalità 4 min di lettura

Opas Tim, Poste alza il contante e cancella la soglia minima

Opas Tim: Poste italiane alza il cash a 1,97 euro e rinuncia alla soglia minima del 66,7%. Adesioni al 6,15%, chiusura l'11 settembre 2025.

L’Opas Tim entra nella fase decisiva e Poste Italiane cambia le carte in tavola per scongiurare un esito deludente dell’operazione. A pochi giorni dalla chiusura del periodo di adesione, fissata per le ore 17.30 di venerdì 11 settembre 2025, il gruppo guidato ha deciso di intervenire su due elementi chiave dell’offerta pubblica di acquisto e scambio dopo aver registrato adesioni ferme al 6,15%, una percentuale ben lontana dagli obiettivi inizialmente prefissati.

Opas Tim, il rilancio in contanti e la nuova soglia

La prima mossa riguarda la componente monetaria del corrispettivo. Poste Italiane ha deciso di aumentare la parte cash dell’offerta di 30 centesimi, portando così il valore complessivo della componente in contanti a 1,97 euro per azione conferita. Si tratta di un incremento significativo rispetto ai termini originari, pensato per rendere più appetibile l’adesione agli azionisti Tim che finora hanno mostrato scarso interesse verso l’operazione.

Il secondo intervento, forse ancora più rilevante sotto il profilo strategico, riguarda la condizione di efficacia dell’offerta. Poste Italiane ha infatti rinunciato alla soglia minima del 66,7% delle adesioni, che rappresentava il livello necessario per garantire il controllo pieno della società target secondo i termini inizialmente comunicati al mercato. Con questa rinuncia, il gruppo si è impegnato ad acquistare comunque le azioni che verranno conferite, anche qualora il livello complessivo di adesioni dovesse restare sotto quella percentuale.

Le adesioni ferme al 6,15% e i motivi della revisione

Il dato del 6,15% di adesioni raccolte finora rappresenta l’elemento che ha spinto Poste Italiane a rivedere la propria strategia. Una percentuale così contenuta, a poche ore dalla chiusura del periodo previsto dall’Opas, segnalava il rischio concreto di un flop dell’operazione, con conseguenze non trascurabili sia per l’immagine dell’iniziativa sia per gli equilibri industriali che l’operazione avrebbe dovuto ridisegnare all’interno del comparto delle telecomunicazioni.

La doppia correzione — più liquidità sul tavolo e nessun vincolo di soglia minima — va letta come un tentativo di rendere l’operazione comunque conclusa e utile, anche in uno scenario di adesioni parziali. Rinunciando alla condizione del 66,7%, Poste Italiane accetta di fatto la possibilità di acquisire una quota di Tim inferiore a quella che avrebbe garantito un controllo pieno della governance, pur di portare a termine l’operazione entro i tempi stabiliti.

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Cosa cambia per gli azionisti Tim entro la scadenza dell’11 settembre

Per gli azionisti Tim che devono ancora decidere se aderire, il nuovo quadro dell’Opas presenta due elementi di novità sostanziale. Da un lato, l’aumento della componente cash a 1,97 euro per azione rende il corrispettivo complessivo più conveniente rispetto ai termini precedenti. Dall’altro, la rimozione della soglia minima elimina l’incertezza legata al possibile mancato perfezionamento dell’operazione per insufficienza di adesioni: chiunque decida di conferire i propri titoli avrà ora la certezza che le azioni verranno acquistate da Poste Italiane, indipendentemente dal livello complessivo di adesione raggiunto dall’intera platea degli azionisti.

Il periodo di adesione, come detto, si chiuderà alle 17.30 di venerdì 11 settembre 2025. Nei prossimi giorni sarà quindi possibile verificare se le modifiche introdotte da Poste Italiane riusciranno effettivamente a smuovere la platea degli azionisti Tim, portando il livello di adesioni oltre l’attuale 6,15%, oppure se l’operazione si concluderà comunque con una partecipazione contenuta, seppur senza le conseguenze negative che una condizione di soglia minima avrebbe potuto comportare in caso di mancato raggiungimento.

Le implicazioni per il mercato delle telecomunicazioni

L’esito dell’Opas Tim, qualunque esso sia al termine del periodo di adesione, avrà ricadute sul futuro assetto proprietario di una delle principali società italiane del settore delle telecomunicazioni. Gli osservatori del mercato seguono con attenzione l’evoluzione dell’offerta, consapevoli che la scelta di Poste Italiane di rinunciare alla soglia minima rappresenta un cambio di approccio rispetto all’impostazione iniziale dell’operazione, resa necessaria dal basso livello di adesioni registrato fino a questo momento. Per approfondire le dinamiche del settore si può consultare la sezione economia e fiscalità del giornale, così come gli aggiornamenti quotidiani raccolti nella sezione news.

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