Rocchi indagato frode sportiva: autosospensione immediata
Gianluca Rocchi ha annunciato la propria autosospensione dal ruolo di designatore arbitrale dopo aver ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Milano. L’ex arbitro è accusato di concorso in frode sportiva in relazione a presunte interferenze nelle decisioni del Video Assistant Referee durante il match Udinese-Parma del 1° marzo 2025. L’inchiesta ha coinvolto anche Andrea Gervasoni, supervisore VAR.
L’ex fischietto, che ha guidato le designazioni arbitrali delle serie maggiori negli ultimi anni, ha dichiarato di aver piena fiducia nella magistratura e di essere certo di aver sempre operato nel rispetto delle regole. La decisione di sospendersi volontariamente rappresenta un tentativo di tutelare l’immagine del movimento calcistico in un momento particolarmente delicato.
Le accuse della Procura milanese
Secondo l’ipotesi investigativa, Rocchi è accusato di tre specifici capi d’imputazione. Il primo riguarda la designazione dell’arbitro Colombo per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, perché secondo i pm era arbitro gradito all’Inter. Il secondo concerne l’orientamento della designazione dell’arbitro Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, per evitare nelle partite successive la designazione dello stesso arbitro ritenuto poco gradito all’Inter.
Il terzo capo d’accusa riguarda la partita Udinese-Parma del marzo 2025, dove Rocchi avrebbe violato il protocollo VAR inducendo la chiamata all’On Field Review dell’arbitro Maresca per l’assegnazione del rigore a vantaggio dell’Udinese. L’inchiesta sul calcio italiano coinvolge diversi aspetti del sistema arbitrale nazionale.
Andrea Gervasoni, figura chiave nell’utilizzo della tecnologia VAR durante le partite, risulta anch’egli indagato nell’ambito della stessa inchiesta. La sua posizione è legata al ruolo di supervisione delle decisioni tecniche durante l’incontro sotto esame.
Reazioni delle istituzioni sportive
Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha espresso preoccupazione per la gestione della vicenda, sottolineando come eventuali responsabilità accertate comporterebbero conseguenze immediate. La Procura generale dello sport ha richiesto una relazione dettagliata alla Procura federale per valutare possibili violazioni del Codice di giustizia sportiva.
La Federcalcio si trova ora a dover affrontare una crisi di credibilità che potrebbe compromettere l’immagine del movimento calcistico nazionale. L’autosospensione di Rocchi rappresenta un precedente significativo nella gestione delle controversie arbitrali, dimostrando la volontà di mantenere separati i procedimenti giudiziari dalle attività operative.
Le dichiarazioni di Rocchi
Rocchi, annunciando l’autosospensione, ha parlato di una “scelta sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia” che “vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima”. Il designatore ha sottolineato che “il grande amore per la mia associazione ed il senso di responsabilità per il ruolo ricoperto mi portano prima di tutto a tutelare un gruppo così importante di atleti”.
Il suo legale, l’avvocato Antonio D’Avirro del foro di Firenze, ha dichiarato che Rocchi “è una persona seria e corretta” e che “contesta quel che gli viene addebitato nell’invito a comparire”. Rocchi è stato invitato dalla Procura di Milano a comparire il 30 aprile.
L’evoluzione dell’inchiesta potrebbe avere ripercussioni significative sull’intera struttura arbitrale italiana, con possibili riforme del sistema di controllo delle gare. La credibilità del campionato dipenderà dalla capacità delle istituzioni di garantire trasparenza e imparzialità nelle decisioni tecniche, elementi fondamentali per mantenere la fiducia del pubblico sportivo.
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