Il governo panamense ha presentato oggi un progetto di legge che introduce un’aliquota del 15% sugli utili delle società multinazionali che operano nel paese senza avere una presenza economica sostanziale. La misura rappresenta un passo decisivo nella strategia di modernizzazione del sistema tributario nazionale.
Aliquota del 15% per combattere l’elusione fiscale internazionale
La nuova normativa colpisce specificatamente le entità societarie che utilizzano Panama come base operativa fittizia, beneficiando delle agevolazioni fiscali locali senza generare valore aggiunto reale nell’economia del paese. Il progetto di legge sarà discusso nelle sessioni straordinarie del Parlamento.
Il ministro dell’Economia Felipe Chapman ha spiegato che la riforma è stata calibrata per allinearsi agli standard internazionali dell’OCSE, mantenendo comunque la competitività del sistema fiscale panamense per gli investimenti genuini. Le società che dimostreranno di avere dipendenti, uffici operativi o attività commerciali concrete nel territorio nazionale continueranno a beneficiare del regime fiscale agevolato esistente.
Strategia per uscire dalle liste nere europee
L’iniziativa del governo Mulino si inserisce in un più ampio programma di riforme volto a rimuovere Panama dalle liste nere fiscali internazionali, in particolare dalla lista dell’Unione europea delle giurisdizioni fiscali non cooperative. L’inclusione in queste liste comporta severe restrizioni negli scambi commerciali e negli investimenti con i paesi membri dell’UE, danneggiando significativamente l’economia nazionale.
Bruxelles aveva posto come condizione specifica per la rimozione dalle blacklist l’introduzione di misure anti-elusione più stringenti, inclusa una tassazione minima per le società multinazionali senza sostanza economica. La nuova aliquota del 15% risponde direttamente a questa richiesta, seguendo il modello già adottato da altri centri finanziari internazionali.
Impatto economico e prospettive
Chapman ha sostenuto che la misura potrebbe ridurre i costi finanziari per le aziende già presenti e attirarre nuovi investimenti internazionali. Tuttavia, si prevede anche una possibile riduzione del numero di società offshore registrate nel paese, con possibili ripercussioni sul settore dei servizi legali e finanziari.
Il presidente Mulino ha sottolineato che Panama intende rimanere competitiva come centro finanziario regionale, ma “con regole trasparenti e conformi agli standard globali”. Le nuove norme prevedono anche procedure per le società che vorranno regolarizzare la propria posizione dimostrando l’esistenza di attività economiche reali.
L’implementazione della riforma sarà graduale, con una fase di transizione durante la quale le società interessate potranno adeguarsi ai nuovi requisiti. Il governo ha inoltre annunciato l’istituzione di una commissione tecnica per monitorare l’impatto delle misure e proporre eventuali aggiustamenti.
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