I giovani sono il futuro: una frase che può sembrare circostanziale e molto banale. Eppure, questa frase può riassumere alla perfezione la filosofia del festival “Up Stories“, un’idea innovativa sviluppata in provincia di Caserta, precisamente nel comune di Caiazzo, da oggi (8 maggio 2026) sino a domenica 10 maggio, in cui i protagonisti sono proprio i ragazzi. Ma, più precisamente, di cosa si tratta?
Come e perché nasce il festival?
Il festival è un’idea originale e davvero concreta per esaltare il mondo giovanile moderno: meno parole, più fatti. Ideato da due studenti universitari, Giuseppe Di Sorbo ed Elisabetta Daniele, “Up Stories” nasce per esaltare le potenzialità delle nuove generazioni, rivolgendosi in particolare agli studenti di istituti superiori e universitari. La curiosità? Tutto questo è il risultato di riflessioni “tra i banchi di scuola”, dove i due si sono confrontati con iniziative estremamente stimolanti.
C’è una mission in particolare, come rivelatoci proprio dal founder:
“L’obiettivo è creare spazi di aggregazione giovanile e percorsi di networking, connessione e confronto attraverso team building, momenti di formazione, workshop e incontri che non si limitano al festival ma continuano durante l’anno”.
La novità assoluta di “Up Stories“, però, non è solo il target, rivolto dunque al futuro della nostra società. Infatti, il protagonismo dei ragazzi si sviluppa a 360°, dalla fase organizzativa sino all’esecuzione finale, passando per la fase di divulgazione social e di gestione dell’evento in sé.
Il confronto come crescita: la chiave del festival
Il confronto e il dibattito sono il fil rouge delle 3 giornate in cui si svolgerà il festival “Up Stories“, a partire dalla giornata odierna: la provincia di Caserta, e nello specifico il comune di Caiazzo, potrà essere il palcoscenico di discorsi stimolanti e di grande creatività, interfacciandosi anche a figure di riferimento della realtà contemporanea. Dettaglio non indifferente: tutto questo consente la creazione di una community offline, alimentano i rapporti personali vis à vis, che supera il cosiddetto “ostacolo” della realtà offline virtuale.
L’idea è estremamente stimolante: il cambiamento parte dai giovani e, con iniziative del genere, è sempre più concreto.
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