Chiese Aperte 2026: itinerari francescani in tutta Italia per l’ottavo centenario della morte di San Francesco (Berthold Werner, Wikimedia Commons, Public domain)
Calabria 6 min di lettura

Chiese Aperte 2026: itinerari francescani in tutta Italia per l’ottavo centenario della morte di San Francesco

La trentaduesima edizione di Chiese Aperte si svolge domenica 10 maggio 2026 con un tema preciso e carico di significato: l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Organizzata da Archeoclub d’Italia, la manifestazione apre le porte di luoghi di culto rari, spesso inaccessibili, distribuiti da nord a sud della penisola. L’edizione di quest’anno coincide inoltre con il Giubileo Francescano indetto da Papa Leone XIV e con il quarantesimo anniversario della canonizzazione di San Francesco Antonio Fasani.

Abruzzo: il restauro della chiesa di San Francesco a Chieti

La vigilia della manifestazione, venerdì 8 maggio, il Salone della Prefettura di Chieti ospita la presentazione del progetto di restauro della chiesa di San Francesco al Corso, chiusa dal terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. A illustrare il progetto saranno Federico Giannini, storico dell’arte, l’architetto Emanuela Criber e l’ingegner Antonio Di Carlo, alla presenza del Prefetto Silvana D’Agostino e della Soprintendente SABAP Chieti-Pescara Chiara Delpino.

La chiesa di San Francesco

La chiesa di San Francesco d’Assisi, detta “al Corso” per la sua posizione urbanistica o “della scarpa” per la storica presenza dei francescani conventuali, è considerata il secondo monumento religioso di Chieti per importanza storica e artistica, dopo la cattedrale di San Giustino. Risale al XIII secolo con ampie modifiche seicentesche: la facciata conserva il rosone medievale a raggi, il portale in pietra bianca a decorazioni classicheggianti, e l’interno a navata unica custodisce stucchi di Giovanni Battista di Gianni, tele di Giovanni Battista Spinelli ed Ercole Graziani.

Marche: Camerino francescana tra sisma e rinascita

Camerino è una delle mete più toccanti di questa edizione. La città marchigiana, duramente colpita dal terremoto del 2016, propone un itinerario nei suoi luoghi francescani attraverso la guida dell’Archeoclub locale.La mattina è dedicata all’ex chiesa di San Francesco, edificata nel 1228, tra le primissime al mondo a essere intitolate al santo subito dopo la sua canonizzazione. Costruita con le offerte del popolo, oggi porta i segni del sisma ma resta un documento storico di straordinario valore. Nel pomeriggio, la tappa si sposta al Monastero di Santa Chiara, dove nella piccola chiesa ricostruita dopo il terremoto si racconta la storia di Santa Camilla Battista da Varano, mistica carmelitana del Quattrocento. L’itinerario si chiude al Convento di Renacavata, casa madre dei Frati Minori Cappuccini, immerso nel verde lungo l’Antica Via Romano-Lauretana, con una pala invetriata del XVI secolo e un museo di tabernacoli cappuccini.

Ancora Marche

A Morrovalle, sempre nelle Marche, apre il convento di San Francesco fuori le mura, legato a un episodio straordinario: nell’incendio del 1560 che distrusse la chiesa, gli oggetti sacri — tra cui l’ostia consacrata — furono ritrovati intatti. Papa Pio IV, dopo le verifiche del caso, dichiarò il fatto autentico con una bolla ufficiale. Il convento, dopo secoli di alterne vicende tra terremoti, soppressioni napoleoniche e abbandono, ospita oggi un auditorium comunale. Le visite guidate gratuite si svolgono dalle 10:30 alle 18:00.

SponsorizzatoBraiShop

Sicilia: l’Ospizio di Pistunina a Messina e gli itinerari di Cefalù

A Messina, domenica 10 maggio, si apre alla visita l’Ospizio di Pistunina, una piccola chiesa alla periferia sud della città all’interno del Fondo Villa Pugliatti, proprietà privata con un agrumeto di interesse storico ed etnoantropologico. Attiva ininterrottamente dal 1565, la chiesa fu fondata dai Frati Cappuccini su una preesistente cappella benedettina dedicata a San Nicolò la Rina, poi intitolata a San Francesco d’Assisi. Distrutta dal terremoto del 1908 e ricostruita nel 1913, conserva un portale tardo cinquecentesco con il rilievo della Vergine tra San Nicola e San Pietro, e un dipinto settecentesco raffigurante la Vergine che porge il Bambino a San Felice da Cantalice. Le visite sono possibili dalle ore 9:00 alle 13:00, con guide provenienti dall’Istituto Collegio S. Ignazio di Messina.

Cefalù

A Cefalù, l’Archeoclub propone un itinerario francescano in collaborazione con la diocesi locale. Il percorso parte dalla Chiesa dell’Itria, vicina alla scogliera, raggiunge la chiesa di San Pasquale — costruita dai francescani riformati nel XVII secolo, con la grande custodia eucaristica in legno intarsiato — e si conclude alla chiesa di Sant’Antonio da Padova presso il convento minorita di San Francesco. Nel chiostro del convento cresce un arancio che la tradizione vuole piantato da sant’Antonio stesso; all’interno si conserva uno dei crocifissi in terracotta più importanti della Sicilia, attribuito alla cerchia del Verrocchio.

Calabria: il Tempio della Vittoria di Reggio Calabria

A Reggio Calabria apre la Chiesa di San Giorgio al Corso, nota come “Tempio della Vittoria”. Completata nel 1935 su progetto dell’architetto Camillo Autore e consacrata alla presenza del Principe Umberto di Savoia, fu eretta in ricordo dei caduti reggini nella Prima Guerra Mondiale. Il portone ligneo è incorniciato da bassorilievi in marmo che raffigurano scene di battaglia e i luoghi delle principali offensive: Isonzo, Carso, Monte Grappa, Piave. La chiesa, già eretta parrocchia nel 1596 e distrutta dal terremoto del 1908, ha una storia lunga e stratificata, testimoniata da denominazioni diverse attraverso i secoli: San Giorgio Intra Moenia, San Giorgio de Gulpheriis, San Giorgio in la Judeca. L’interno a navata unica custodisce un mosaico absidale con Cristo in gloria, san Giorgio, i quattro evangelisti, Pietro e Paolo.

Puglia: la casa natale di San Francesco Antonio Fasani a Lucera

Lucera celebra il quarantesimo anniversario della canonizzazione di San Francesco Antonio Fasani, al secolo Donato Antonio Giovanni Nicolò (1681–1742), frate minore conventuale, predicatore, teologo e ministro provinciale noto per la cura dei poveri e la vita austera, al punto da essere chiamato “San Francesco redivivo”. Le visite alla sua casa natale in via Torretta si svolgono alle ore 10:00 e alle 11:30, con ingresso libero e senza prenotazione. La Basilica di San Francesco è anch’essa aperta al pubblico con la presenza dei soci dell’Archeoclub per accompagnare e spiegare.

Campania e altri borghi: Cava de’ Tirreni e non solo

A Cava de’ Tirreni, in Campania, si visita una chiesa ipogea con testimonianze d’epoca romana. La manifestazione tocca inoltre borghi come Morro d’Oro, Guardiagrele e Brucoli, ciascuno con il proprio patrimonio da scoprire.

SponsorizzatoBraiShop 2

Chiese Aperte 2026: un patrimonio da riscoprire

Con questa edizione, Archeoclub d’Italia conferma la vocazione della manifestazione: portare l’attenzione su luoghi di culto dimenticati, danneggiati o semplicemente poco frequentati, restituendoli alla comunità per almeno una domenica. Il filo rosso francescano lega in modo coerente sedi lontanissime tra loro, da Messina a Morrovalle, da Lucera a Cefalù, ricordando quanto il patrimonio religioso italiano sia ancora, in larga parte, da esplorare.

Condividi: