Serena Marchese: la danza come identità e linguaggio dell’anima
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Serena Marchese: la danza come identità e linguaggio dell’anima

Serena Marchese : la danza come identità , respiro e linguaggio dell’anima

di Alessia Zollo 

La danza, quando non è soltanto tecnica, diventa una necessità interiore. Smette di essere una disciplina e si trasforma in un linguaggio personale.

È questo il caso di Serena Marchese, ballerina che racconta il proprio percorso con una consapevolezza rara e profonda. Nel suo vissuto, movimento, musica ed emozione si intrecciano fino a diventare un’unica forma di espressione.

Dall’intervista emerge con chiarezza un rapporto totalizzante con la danza. Non è vissuta come una semplice attività artistica, ma come una presenza costante e strutturale della sua vita quotidiana.

Chi è Serena Marchese ?

La ballerina professionista siciliana è diventata nota al grande pubblico grazie alla partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, dove ha conquistato pubblico e insegnanti con il suo talento e la sua preparazione tecnica. Nata a Siracusa nel 2000, Serena Marchese ha iniziato a studiare danza fin da piccolissima, trasformando quella che inizialmente era una semplice passione in una vera carriera professionale.

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Il percorso artistico della ballerina Serena Marchese è iniziato quando aveva appena due anni e mezzo. Nel corso degli anni ha approfondito diversi stili, dalla danza classica alla moderna, passando per discipline più contemporanee, costruendo una formazione completa che le ha permesso di distinguersi nel panorama della danza italiana. “Dai racconti di mia madre, sembra che io abbia vissuto in una sala danza , curiosa di scoprire questa meravigliosa arte” , afferma la ballerina.

Una tappa fondamentale della sua crescita artistica è stata l’esperienza al Teatro dell’Opera di Roma, nel quale è entrata a far parte , a soli tredici anni , grazie ad una borsa di studio. Ciò le ha permesso di perfezionare la tecnica classica e consolidare il proprio percorso professionale.

La popolarità arriva nel 2021 con l’ingresso nella scuola di Amici 20, fortemente voluta da Alessandra Celentano, che ne ha riconosciuto immediatamente il talento. All’interno del talent show Serena Marchese si è fatta apprezzare per versatilità, determinazione e capacità interpretativa, riuscendo a raggiungere la semifinale e trasformando l’esperienza televisiva in un importante trampolino di lancio per la sua carriera.

Dopo Amici, Serena Marchese ha continuato il proprio percorso nel mondo della danza professionistica, lavorando nel corpo di ballo del cantante Andrea Bocelli , e successivamente entrando a far parte della prestigiosa compagnia del Balletto di Roma.

La danza come origine e identità

Per Marchese, la danza non ha mai rappresentato una seconda strada, ma una direzione naturale sin dall’infanzia. “La danza è la mia più grande passione fin dall’età di due anni e mezzo”, racconta. Si tratta di un legame precoce, quasi istintivo, che nel tempo si è consolidato fino a diventare una vera forma di appartenenza.

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Secondo i racconti familiari, Serena avrebbe trascorso l’infanzia come se fosse già immersa in questo mondo. La sua curiosità verso la sala danza era costante. Per lei non era solo un luogo formativo, ma uno spazio vitale. “Fin da piccola, ero iscritta a tutti i corsi di danza della mia scuola: volevo studiare ogni disciplina e trascorrere quante più ore possibili lì dentro, senza mai trascurare gli studi scolastici“.

Questa inclinazione si è trasformata in una dedizione totale. Da bambina frequentava tutti i corsi disponibili nella sua scuola, con il desiderio di esplorare ogni disciplina e ogni sfumatura del movimento.

Nonostante l’impegno intenso, non ha mai trascurato il percorso scolastico. Questo dimostra una forte disciplina personale, che ha accompagnato la sua crescita artistica senza isolarla dal contesto educativo.

Oggi la danza non è solo ciò che fa, ma ciò che la definisce. “È colei che mi accompagna ogni giorno, la mia vita e che mi rende Serena al 100%”, afferma, in una frase che racchiude identità e vocazione.

Il movimento come espressione dell’io

Se la danza è la sua casa, il movimento rappresenta il suo linguaggio più profondo. Alla domanda sul rapporto con il movimento, Marchese offre una visione quasi filosofica. Il movimento nasce dentro l’essere umano. È una forma di manifestazione dell’io che prende corpo nello spazio.

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“Il movimento nasce dentro di noi: è il nostro io che prende forma ed espressione”, spiega.

Non si tratta quindi di una semplice esecuzione tecnica, ma di un processo di traduzione interiore. Questo richiede consapevolezza, sensibilità e cura. Il corpo diventa uno strumento da conoscere e rispettare, da educare attraverso lo studio e la disciplina.

il movimento , come afferma la marchese : “Va studiato, e bisogna studiare con dedizione, per acquisire una solida tecnica nei diversi stili di danza e rendere ogni movimento armonioso e fluido”.

Per la ballerina, la tecnica non limita l’espressività, ma ne rappresenta il presupposto fondamentale. Solo attraverso uno studio costante e rigoroso si può raggiungere una maggiore fluidità del movimento.

In questo modo il gesto diventa armonioso, naturale e comunicativo. La danza non è mai improvvisazione priva di struttura, ma equilibrio tra controllo e libertà.

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La musica come guida emotiva

Il terzo elemento fondamentale del suo universo artistico è la musica, presenza costante e mutevole nella sua quotidianità. Non esiste un solo genere che definisca i suoi ascolti, ma una varietà che segue il ritmo delle emozioni e dei momenti della giornata.

“Amo ascoltare musica in qualsiasi momento della giornata, a volte persino per addormentarmi”, racconta. La musica, per Serena Marchese, non è solo accompagnamento, ma un vero e proprio stato emotivo che si adatta all’umore e lo influenza allo stesso tempo.

La sua playlist personale riflette questa varietà: “Mi piace la musica piena di ritmo ed energia, capace di caricarmi, soprattutto prima di uno spettacolo o anche semplicemente mentre cammino per strada”. Allo stesso tempo afferma “Amo anche lasciarmi trasportare da sonorità più rilassanti, che mi aiutano a ritrovare calma ed equilibrio”. È proprio questa dualità a rappresentare il suo approccio alla danza: energia e introspezione, potenza e controllo, impulso e ascolto.

Non esiste, per lei, una separazione netta tra musica e movimento. Al contrario, ogni genere musicale può diventare fonte di ispirazione, perché ogni ritmo contiene in sé una possibilità di espressione corporea. “In generale, credo che ogni genere musicale abbia qualcosa da trasmettere, ed è proprio per questo che amo danzare su qualsiasi ritmo”, afferma.

Una visione artistica completa

Dalle sue parole emerge un’idea di danza che va oltre la performance. Non si tratta solo di esibizione scenica, ma di un percorso di conoscenza di sé. È un dialogo continuo tra interiorità e forma esterna.

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Il corpo, nella sua visione, non è mai separato dall’emozione. Ogni gesto nasce da un ascolto profondo e si traduce in un movimento consapevole.

Questa prospettiva restituisce l’immagine di un’artista che vive la danza come un’esperienza totale. Studio, emozione e musica si intrecciano in modo inscindibile.

La sua crescita non appare come una semplice carriera artistica, ma come un percorso identitario costruito nel tempo. È un cammino fatto di passi, movimento dopo movimento.

Serena Marchese rappresenta così una generazione di danzatori per cui la danza non è solo una professione o una passione, ma una vera forma di vita. Una presenza costante che accompagna ogni giorno.

Come lei stessa afferma, con semplicità, la danza non è qualcosa che si fa, ma qualcosa che si è.

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Foto: immagine con iA

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