L’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno per evitare sanzioni e interessi di mora. Milioni di proprietari di immobili in tutta Italia hanno tempo fino alla mezzanotte di domani per mettersi in regola con il fisco locale e versare la prima tranche dell’imposta municipale unica.
Acconto IMU 2026: calcolo e modalità di versamento
L’importo da versare corrisponde al 50% dell’imposta dovuta per l’anno in corso, calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni deliberate dai singoli comuni per il 2026. Il versamento deve essere effettuato attraverso il modello F24 o tramite bollettino postale, utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna tipologia di immobile.
Per le abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) è sempre dovuta l’imposta, mentre per gli altri immobili la tassazione varia dal 7,6 per mille al 10,6 per mille, a seconda delle decisioni comunali. I terreni agricoli e le aree edificabili seguono regole specifiche che tengono conto del valore di mercato e della destinazione urbanistica.
Ravvedimento operoso: costi e tempistiche per chi è in ritardo
Chi non riuscisse a rispettare la scadenza del 16 giugno potrà comunque regolarizzare la propria posizione attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, ma dovrà sostenere costi aggiuntivi che aumentano progressivamente con il passare del tempo. Questa possibilità rimane aperta fino a quando l’ente locale non avvia formalmente le procedure di controllo o di accertamento.
Se il versamento avviene entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione ridotta è pari allo 0,08% dell’importo dovuto. Entro 30 giorni la maggiorazione sale all’1,25%, mentre per versamenti effettuati entro 90 giorni si applica una sanzione dell’1,39%.
Gli interessi si calcolano al tasso legale annuo, per il periodo intercorso tra la scadenza originaria e il pagamento effettivo. Le regole fiscali locali prevedono inoltre che il ravvedimento non sia più applicabile se il contribuente ha già ricevuto una comunicazione di irregolarità o un avviso di accertamento.
Esenzioni e agevolazioni: chi non deve versare l’acconto
Sono esclusi dal versamento dell’acconto IMU 2026 i proprietari di abitazioni principali non di lusso, per le quali è prevista l’esenzione totale dall’imposta. Restano inoltre esenti gli immobili utilizzati da organizzazioni non lucrative per attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, purché non svolgano attività commerciali.
Particolare attenzione meritano le situazioni di comproprietà, dove ciascun soggetto deve versare la quota di imposta corrispondente alla propria percentuale di possesso. Per gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado, è prevista una riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che l’immobile costituisca abitazione principale del comodatario.
I comuni hanno inoltre la facoltà di prevedere ulteriori agevolazioni o esenzioni per specifiche categorie di contribuenti, come anziani con redditi limitati, giovani coppie o nuclei familiari numerosi. Le novità normative introdotte quest’anno hanno ampliato le possibilità di intervento degli enti locali in materia di politiche abitative.
Il saldo dell’imposta municipale unica dovrà essere versato entro il 16 dicembre 2026, con il conguaglio finale che terrà conto delle aliquote e delle detrazioni definitivamente approvate dai consigli comunali per l’anno in corso. La gestione delle imposte locali rappresenta una fonte di entrate fondamentale per i bilanci comunali, con un gettito complessivo che supera i 20 miliardi di euro annui a livello nazionale.
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.





