Sant’Anna: la storia, il culto e l’arte dietro la nonna di Gesù
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Sant’Anna: la storia, il culto e l’arte dietro la nonna di Gesù

Il 26 luglio la Chiesa cattolica festeggia Sant’Anna e San Gioacchino, genitori di Maria e nonni di Gesù.

La loro vicenda non compare nei Vangeli canonici: la conosciamo grazie al Protovangelo di Giacomo, un testo apocrifo scritto intorno alla metà del II secolo d.C., da cui la tradizione cristiana ha attinto nomi, episodi e simboli che nei secoli sono diventati patrimonio popolare.

Una coppia sterile e la promessa mantenuta

Anna e Gioacchino erano una coppia pia di Gerusalemme, tormentata dall’impossibilità di avere figli. In un’epoca in cui la sterilità era considerata una colpa, Gioacchino fu allontanato dal tempio e si ritirò nel deserto a pregare. Un angelo apparve a entrambi per annunciare la nascita di una bambina destinata a un ruolo straordinario: Maria.

Il testo apocrifo non indica un’età precisa, ma descrive Anna come anziana e sposata da vent’anni senza figli; la tradizione, incrociando i dati sulla consacrazione di Maria al tempio a tre anni e sul matrimonio a quattordici, colloca la maternità di Anna fra i quaranta e i cinquant’anni, un’età considerata vera vecchiaia per gli standard dell’epoca.

Dal culto orientale alla devozione universale

La venerazione di Sant’Anna nacque in Oriente nel 550 d.C. sotto l’imperatore Giustiniano. Fu Papa Gregorio XIII, nel 1584, a estenderla a tutta la Chiesa cattolica.

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Da allora Anna è invocata come protettrice delle donne in attesa di un figlio, delle madri e dei neonati, oltre che patrona dei nonni insieme al marito.

Giotto e la nascita di un’iconografia emotiva

L’arte italiana ha trasformato Sant’Anna da figura marginale a protagonista assoluta. Il ciclo più celebre è quello dipinto da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, tra il 1303 e il 1305. L’artista dedica l’intero registro superiore della parete nord alla storia dei genitori di Maria: l’Annuncio ad Anna, la Natività della Vergine, l’Incontro alla Porta Aurea.

Proprio in quest’ultima scena Giotto dipinge quello che è considerato il primo bacio della storia dell’arte italiana: Anna e Gioacchino si abbracciano mentre le loro aureole si fondono in una sola, in un’immagine di intimità coniugale rivoluzionaria per l’epoca.

Sant’ Anna nel Rinascimento

Nel Rinascimento nasce un formato iconografico specifico, la Sant’Anna Metterza, che colloca la santa dietro Maria e Gesù nella gerarchia familiare.

Ne sono esempi la pala di Masaccio e Masolino agli Uffizi (1424-1425) e il capolavoro di Leonardo da Vinci al Louvre, dove tre generazioni si compongono in una piramide perfetta.

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Le leggende popolari italiane

Nell’iconografia contadina Sant’Anna indossa spesso un mantello verde, simbolo di fertilità legato alla protezione dei campi e alla crescita del grano.

A Ischia la Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna rievoca l’antica processione via mare delle donne incinte, oggi arricchita da una sfilata di barche allegoriche e dall’incendio simulato del Castello Aragonese.

A Jelsi, in Molise, la Festa del Grano ricorda il terremoto del 1805 che risparmiò il paese: da allora la comunità offre carri intrecciati con spighe in segno di gratitudine.

Il culto radicato in Campania

In Campania Sant’Anna è conosciuta come ‘A Vecchia putente, la nutrice a cui si affidano generazioni di donne incinte

Cava de’ Tirreni

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Nella città di Cava de’ Tirreni la devozione si concentra nella frazione di Dupino, con festeggiamenti dal 23 al 26 luglio e una processione che coinvolge l’intera vallata metelliana.

Napoli

A Napoli la chiesa di Sant’Anna alle Paludi custodisce il culto della protettrice delle case nuove.

Bacoli e Boscoreale

Bacoli: la festa patronale è talmente sentita da essere entrata nel Patrimonio Immateriale della Cultura Campana. Nella cittadina di Boscotrecase la fede popolare lega la santa al miracolo del 1906, quando la lava del Vesuvio risparmiò la chiesa seicentesca a lei dedicata.

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In conclusione

Una figura nata ai margini dei testi sacri, dunque, capace di attraversare secoli di arte, fede e tradizione popolare fino a diventare una delle devozioni più sentite del Meridione.

Foto: Foto propria

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