
Un incontro tra mito e attualità nel ciclo “Il coraggio delle donne”, organizzato dall’Arciconfraternita di S. Maria Assunta e delle Anime del Purgatorio
Cava de’ Tirreni si prepara ad accogliere un appuntamento culturale di grande spessore, dedicato a una delle figure femminili più potenti e attuali della letteratura classica. Venerdì 31 luglio 2026, alle ore 21:00, l’Oratorio della Chiesa del Purgatorio (via Can. A. Avallone 9) ospiterà l’incontro “Il personaggio di Antigone sulla scena. Dal mito ai giorni nostri”, inserito nel ciclo “Il coraggio delle donne”, promosso in occasione della Festa dell’Assunta in collaborazione con Cava from Hills. L’ingresso è libero.
Un dialogo tra passato e presente
A guidare la riflessione sarà il Prof. Francesco Puccio, docente di Storia del teatro e Discipline dello Spettacolo all’Università E-Campus di Roma, mentre a moderare l’incontro sarà la giornalista Angela Senatore. Un confronto pensato per restituire al pubblico la forza senza tempo di un personaggio che, da oltre duemilacinquecento anni, continua a interrogare la coscienza collettiva sul rapporto tra legge umana e legge morale.
Chi era Sofocle: vita e pensiero
Sofocle nacque a Colono, nei pressi di Atene, intorno al 496 a.C., e visse fino al 406 a.C., attraversando l’epoca d’oro della civiltà ateniese. Fu drammaturgo, ma anche cittadino attivo nella vita pubblica della polis, ricoprendo cariche politiche e militari. Della sua vastissima produzione, che si ritiene abbia contato oltre centoventi opere, ce ne sono giunte integralmente solo sette. Il suo teatro segna un’evoluzione decisiva rispetto a Eschilo: introduce un terzo attore sulla scena, arricchisce la caratterizzazione psicologica dei personaggi e sposta il centro drammatico dal destino imposto dagli dèi al conflitto interiore dell’individuo. Al cuore della sua riflessione filosofica c’è il tema del limite umano: l’uomo, per quanto capace di grandi imprese, resta soggetto a leggi che lo trascendono, e la vera tragedia nasce spesso dallo scontro tra la ragione di stato e la coscienza personale.
La storia di Antigone: il mito
Antigone è figlia di Edipo e Giocasta, e dunque erede di una stirpe segnata da una maledizione che si tramanda di generazione in generazione. Dopo la morte di Edipo, i suoi due fratelli, Eteocle e Polinice, si contendono il trono di Tebe fino a uccidersi a vicenda in un duello fratricida. Creonte, divenuto re, decide di onorare Eteocle con funerali solenni, mentre proibisce la sepoltura di Polinice, colpevole di aver mosso guerra contro la propria città, condannandone il corpo a restare insepolto, in balìa degli animali, come monito per chiunque osi ribellarsi all’autorità.
Il cuore della tragedia: la scena cruciale
È qui che si consuma il conflitto che rende Antigone immortale. La giovane donna decide di disobbedire all’editto di Creonte e di dare sepoltura al fratello, rispondendo a un principio che considera superiore a qualunque legge scritta dagli uomini. Scoperta e condotta al cospetto del re, Antigone non nega il gesto, anzi lo rivendica apertamente: sostiene che esistono leggi non scritte, eterne e immutabili, stabilite dagli dèi e non dagli uomini, e che nessun editto terreno può avere la forza di cancellarle. Creonte, per contro, difende la necessità dell’ordine pubblico e l’autorità dello stato, arrivando a condannare la nipote alla reclusione in una grotta, dove Antigone sceglierà infine di togliersi la vita piuttosto che rinnegare la propria scelta. Il dramma si chiude con la rovina dello stesso Creonte, che perderà il figlio Emone, promesso sposo di Antigone, e la moglie Euridice, travolto troppo tardi dal peso delle proprie decisioni.
Un mito che parla ancora oggi
La forza di Antigone risiede proprio in questo scontro tra due ragioni entrambe legittime: quella della legge civile e quella della coscienza individuale. Nei secoli, il personaggio è stato reinterpretato come simbolo di resistenza civile, di obiezione morale, di coraggio femminile di fronte al potere costituito. Un tema che l’incontro di Cava de’ Tirreni si propone di attualizzare, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire, attraverso il teatro, quanto il mito antico possa ancora illuminare le battaglie di libertà e giustizia del presente.ggi
Foto: Foto propria
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