Non bisogna avere la memoria corta. Solo sei anni fa immaginare di poter essere a questo livello sarebbe sembrato utopistico a chiunque conoscesse davvero lo stato dello sport italiano.
Una profondità mai vista prima
Nel nuoto abbiamo sempre avuto campioni capaci di illuminare una singola edizione olimpica o mondiale, ma mai una profondità simile a quella attuale. Mai così tanti atleti azzurri sono stati contemporaneamente in grado di puntare a una medaglia, gara dopo gara, specialità dopo specialità. Non si tratta più di un fuoriclasse isolato che tiene in piedi un intero movimento, quanto di un sistema che produce risultati su più fronti insieme.
Nell’atletica la situazione era, se possibile, ancora più impietosa. Per tante edizioni degli Europei il medagliere italiano dipendeva quasi esclusivamente dalla marcia e dalla maratona. Per il resto eravamo comparse, poco più che spettatori di un movimento europeo che sembrava correre su un altro pianeta.
Il giorno che ha cambiato tutto
Poi è arrivato il 1° agosto 2021. In quei dieci minuti di apoteosi qualcosa si è spezzato per sempre nella mentalità dello sport azzurro. Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, nello stesso momento, sullo stesso stadio, hanno riscritto in tempo reale la storia dell’atletica italiana, dimostrando a un intero paese che tutto era possibile.
Da quel giorno lo sport azzurro è cresciuto in maniera esponenziale. Crescere non significa vincere sempre, né tantomeno significa competere alla pari con superpotenze come Stati Uniti o Norvegia nei medaglieri olimpici. Significa piuttosto essere protagonisti quasi ovunque, presentarsi alla partenza con la consapevolezza di potersela giocare, invece che con il timore reverenziale di chi sa già di essere secondo.
Un miracolo senza le condizioni per esistere
Questi risultati sono, a tutti gli effetti, un vero miracolo sportivo. Siamo un paese anagraficamente vecchio, con una cultura sportiva media bassissima rispetto agli standard delle grandi potenze mondiali, e con infrastrutture che restano largamente insufficienti se paragonate a quelle di nazioni molto più piccole di noi per popolazione. Eppure i risultati arrivano, e arrivano con una costanza che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile.
Godiamoci questa epoca, senza dare nulla per scontato
Bisogna godersi questa epoca d’oro dello sport azzurro con la piena consapevolezza che nulla è scontato e, soprattutto, nulla è dovuto. I risultati di oggi sono frutto di scelte, sacrifici e un cambio di mentalità collettivo che può essere alimentato solo continuando a crederci, non certo dato per acquisito.
Come il calabrone, che secondo la leggenda non avrebbe la struttura alare adatta al volo, lo sport italiano se ne infischia delle regole e continua a volare, sempre più in alto.
Foto: Foto propria
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