Il Capodanno Bizantino 2026 regala ad Amalfi una serata all’insegna della grande musica d’autore.

Mercoledì 2 settembre, alle ore 21.30, la nuova Piazza Municipio ospiterà Tosca. L’artista, una delle voci più intense e raffinate della scena musicale italiana, porterà in scena un concerto dal titolo evocativo: “Le Feminæ si fanno aspettare”.

Un progetto intimo e potente
Sul palco allestito nel cuore della Città del Sole, Tosca porterà un progetto straordinario, intimo e al tempo stesso potente.
L’artista intreccerà un racconto musicale ed emozionale pensato per celebrare la forza, la grazia e la determinazione delle donne.

Un viaggio poetico nell’universo femminile
Attraverso canzoni, parole e melodie provenienti da diverse tradizioni musicali del mondo, lo spettacolo si annuncia come un viaggio poetico e civile.
Un omaggio all’universo femminile capace di incantare il pubblico, commuoverlo e spingerlo a riflettere.

Il quartetto che accompagna Tosca
Ad accompagnare la voce di Tosca sarà un quartetto d’eccezione. Giovanna Famulari sarà al violoncello e al pianoforte.
Massimo De Lorenzi alla chitarra e Luca Scorziello alla batteria completeranno la formazione, garantendo alla serata quella dimensione intima e raffinata che da sempre contraddistingue i live dell’artista romana.

Ingresso gratuito per tutti gli eventi
L’appuntamento con “Le Feminæ si fanno aspettare” si inserisce nel ricco cartellone del Capodanno Bizantino.
Come tutti gli eventi della manifestazione, sarà a ingresso gratuito.

Aggiornamenti e canali social
Per aggiornamenti e maggiori dettagli sugli eventi in programma è possibile consultare il sito e i canali social del Comune di Amalfi, oltre al portale VisitAmalfi.info.
Parcheggi e disponibilità posti auto
Chi raggiungerà Amalfi in auto potrà verificare in tempo reale la disponibilità di posti nei parcheggi pubblici attraverso il servizio Info Parking Amalfi.
Le origini del Capodanno Bizantino
Il Capodanno Bizantino è organizzato dal Comune di Amalfi in collaborazione con il Comune di Atrani e il Centro di Cultura e Storia Amalfitana. La manifestazione nacque da un’idea del medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980.
Il significato della rievocazione
L’evento si incentra sulla rievocazione dell’inizio dell’anno fiscale e giuridico nei territori dell’impero d’Oriente, che coincideva con il 1° settembre. In quel giorno entravano in carica i comites, i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica.
Dall’anno 839 all’epoca borbonica
Questa prassi fu in voga dall’839, anno di nascita della repubblica autonoma, fino alla prima parte del X secolo. Venne poi ripresa con l’istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d’Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguì fino all’epoca borbonica.
Amalfi e Atrani, le uniche civitates
Fin dalla fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i Comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno fino alla metà dell’XI secolo. Teatro principale della rievocazione è la Chiesa del Santissimo Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell’incoronazione dei duchi di Amalfi, oltre che luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università.
Dal 1999 a oggi
La prima edizione del Capodanno Bizantino risale al 1999 e da allora la manifestazione è proseguita fino ai giorni nostri. Una pausa tra il 2008 e il 2010 ha segnato un vero e proprio cambio di passo nella sua storia.
Il Duca di Amalfi, Maestro del Diritto
Nei primi anni il focus era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza. Il momento culminante era l’assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi, Maestro del Diritto” a personalità di spicco del mondo giuridico, tra cui Giovanni Conso e Paolo Grossi.
Dalla rievocazione storica al Magister di Civiltà Amalfitana
Dal 2011 la manifestazione è stata ripresa come rievocazione storica, senza l’attribuzione di riconoscimenti. A partire dal 2012 si è invece deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia della nazione amalfitana, introducendo l’investitura del “Magister di Civiltà Amalfitana”.
Foto: Foto propria
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