La leader storica del movimento radicale e fondatrice di +Europa è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito di Roma nel pomeriggio del 7 settembre 2026. Un improvviso peggioramento delle funzionalità respiratorie ha reso necessario il ricovero d’urgenza. Le sue condizioni vengono descritte come gravi ma stabili, e la senatrice risulterebbe vigile e lucida
Il ricovero e le condizioni attuali
I sanitari hanno riscontrato una crisi respiratoria e stanno sottoponendo Bonino ad accertamenti approfonditi. Al momento la situazione clinica resta delicata, anche se monitorata costantemente dall’équipe medica del Santo Spirito.
Una storia clinica segnata dal microcitoma
La vicenda sanitaria di Emma Bonino affonda le radici nel 2015, anno in cui le venne diagnosticato un microcitoma polmonare, un tumore al polmone sinistro particolarmente aggressivo. Dopo anni di terapie era arrivata la guarigione clinica, annunciata nel 2023. Già alla fine del 2025, però, un ricovero in terapia intensiva aveva riacceso la preoccupazione, sebbene in quel caso le cause fossero legate a problematiche metaboliche e non a una recidiva del tumore.
Gli anni della formazione
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino si laurea in Lingue e Letterature straniere all’Università Bocconi di Milano nel 1972, discutendo una tesi su Malcolm X. Da quella formazione internazionale nasce una delle protagoniste più influenti del femminismo italiano e del radicalismo liberale del secondo Novecento.
Le battaglie per i diritti civili in Italia
Negli anni Settanta fonda il CISA, il Centro Informazione Sterilizzazione e Aborto, e si autodenuncia per aver praticato aborti clandestini. Quel gesto di disobbedienza civile contribuisce in modo determinante all’approvazione della legge 194 del 1978, che legalizza l’interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Partecipa inoltre in prima linea alla difesa della legge sul divorzio nel referendum del 1974.
Negli anni successivi porta avanti la battaglia per l’eutanasia legale e per il diritto a rifiutare l’accanimento terapeutico, fino a festeggiare insieme a Mina Welby l’approvazione della legge sul biotestamento. Si spende anche per le unioni civili, il divorzio breve e la regolamentazione della gestazione per altri.
L’impegno umanitario e internazionale
Poliglotta, parla sette lingue tra cui l’arabo, e negli anni Ottanta diventa l’anima di Food and Disarmament International, raccogliendo il sostegno di oltre cento premi Nobel nella lotta contro la fame nel mondo. Guida campagne internazionali contro le mutilazioni genitali femminili, ottenendone la messa al bando in numerosi paesi africani.
Da Commissaria Europea agli Aiuti Umanitari, ruolo ricoperto tra il 1995 e il 1999, dà un impulso decisivo alla nascita del Tribunale Penale Internazionale per i crimini commessi nell’ex Jugoslavia e in Ruanda, contribuendo poi alla successiva istituzione della Corte Penale Internazionale permanente dell’Aia.
Alla fine degli anni Novanta denuncia con forza l’apartheid di genere imposto dal regime talebano in Afghanistan, impegnandosi sul campo per portare aiuti alle donne segregate.
Immigrazione ed europeismo
Promuove la campagna “Ero Straniero”, una legge di iniziativa popolare pensata per superare la Bossi-Fini attraverso la regolarizzazione dei lavoratori stranieri e un’accoglienza dignitosa.
Fondatrice di +Europa, sostiene da sempre il passaggio da un’Unione Europea puramente monetaria ad un vero e proprio assetto federale, gli “Stati Uniti d’Europa”, battendosi per l’abolizione del diritto di veto in seno al Consiglio Europeo.
Una carriera istituzionale di primo piano
Bonino viene eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1976 con il Partito Radicale, al fianco di Marco Pannella. Da lì costruisce un percorso istituzionale tra i più lunghi e articolati della politica italiana:
Commissaria Europea per i Consumatori, la Politica della Pesca e l’Aiuto Umanitario d’Urgenza, dal 1995 al 1999
Ministra del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee nel Governo ,Prodi II, tra il 2006 e il 2008
Vicepresidente del Senato della Repubblica, dal 2008 al 2013
Ministra degli Affari Esteri nel Governo Letta, tra il 2013 e il 2014.
Il suo ultimo mandato al Senato si è concluso nel 2022, e oggi non ricopre cariche istituzionali attive. Resta però la leader spirituale di +Europa, il partito europeista e liberaldemocratico da lei fondato, sul quale continua a esercitare una fortissima influenza politica e ideale.
Vita privata e scelte personali
Emma Bonino vive stabilmente a Roma.
Non si è mai sposata e non ha avuto figli, una scelta che ha spiegato in diverse interviste come conseguenza di una vita interamente dedicata alla politica, senza mai imparare a dire “per sempre” in amore. In passato ha avuto relazioni sentimentali importanti con figure di spicco del movimento radicale, tra cui Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere.
Il rapporto con il fumo
Fumatrice da sempre, Bonino ha fatto della sigaretta quasi un tratto identitario, comparendo già nel 1979 sulla celebre copertina di Panorama con lo slogan “Io fumo per te”.
Anche dopo la diagnosi di microcitoma non ha mai abbandonato del tutto l’abitudine: raccontò che l’oncologo Umberto Veronesi, suo amico, le concesse una mediazione di circa dieci sigarette al giorno, convinto che privarla bruscamente dell’unica gratificazione psicologica avrebbe minato la serenità necessaria per affrontare la malattia. Anche in tv, durante interviste da casa, ha continuato a fumare in diretta, rispondendo a chi la invitava a smettere di essere semplicemente a casa propria.
Il sostegno economico e i trattamenti pensionistici
Il sostentamento di Bonino deriva principalmente dai trattamenti pensionistici e dai vitalizi legati alla sua lunga carriera pubblica. Come senatrice percepiva un’indennità di circa 5.000 euro netti mensili, a cui si aggiungevano diaria e rimborsi spese previsti da Palazzo Madama. Ai redditi da parlamentare si sommano i trattamenti previdenziali maturati come europarlamentare e come Commissaria Europea, storicamente stimati tra i 6.700 e i 7.700 euro lordi al mese. Una parte consistente di questi redditi è stata negli anni destinata al finanziamento del Partito Radicale.
Foto: Foto propria
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