Svolta storica dei Testimoni di Geova sul sangue
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Svolta storica dei Testimoni di Geova sul sangue

Il corpo direttivo apre alla libertà di coscienza individuale

Ho tanti amici che appartengono a religioni diverse dalla mia. Tra loro ci sono alcune alunne che ho avuto negli anni e tante persone con cui ho condiviso una sintonia profonda, una vera comunione di intenti, proprio tra i Testimoni di Geova. Il divieto delle trasfusioni di sangue però non l’ho mai capito fino in fondo, nonostante negli anni abbia letto e ascoltato spiegazioni tratte dalle sacre scritture. Ho sempre preferito far prevalere la massima che aiutati che Dio ti aiuta, e per questo accolgo con particolare piacere la notizia di questi giorni.

La decisione del corpo direttivo

Per la prima volta i Testimoni di Geova possono donare e ricevere trasfusioni di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, restando fermo solo il divieto sul sangue intero non proprio. La svolta arriva con un provvedimento diffuso in tutto il mondo, il sesto aggiornamento del 2026 firmato dal corpo direttivo del movimento religioso.

Nel documento si ribadisce che la vita e il sangue restano sacri, ma si riconosce che i progressi della medicina hanno aperto nuove domande. Per questo ogni fedele potrà decidere in autonomia come comportarsi rispetto all’uso del proprio sangue in ambito chirurgico e sanitario.

Una scelta di coscienza individuale

Accettare componenti del sangue provenienti da un’altra persona diventa così una questione personale, e lo stesso vale per la scelta di donare il proprio sangue, purché destinato a comporre singole frazioni e non sangue intero. Resta invece invariato il rifiuto storico verso le trasfusioni di sangue intero, motivato da un passaggio degli Atti degli Apostoli.

Le parole del portavoce internazionale

Paul Gillies, portavoce internazionale dei Testimoni di Geova, ha spiegato che il sangue continua a essere considerato un dono prezioso di Dio, ma che le decisioni sui suoi componenti restano una questione di coscienza tra ogni fedele e la propria fede. Ha aggiunto che le congregazioni non intervengono nelle scelte personali, ribadendo il pieno sos7tegno ai fedeli e la gratitudine verso i medici che rispettano le loro convinzioni pur garantendo cure efficaci.

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Una religione presente in tutto il mondo

I Testimoni di Geova contano oggi oltre nove milioni di fedeli, organizzati in congregazioni attive in più di duecento paesi e territori. Una comunità enorme che con questo provvedimento apre uno dei capitoli più discussi della propria storia, quello legato alla libertà personale nelle scelte di cura.

Foto: Foto propria

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