Questa sera parte il 29esimo turno del campionato di Serie A. Siamo allo sprint finale, mancano precisamente 10 turni a termine della massima serie italiana. Tanti risultati sono ancora da decidere e le varie compagini sono ancora in lotta per conquistare i propri obiettivi stagionali.
Al contempo, in un punto ormai inoltrato dell’annata calcistica, è possibile già trarre alcune conclusioni importanti per analizzare cosa è successo in questa stagione a livello tattico e statistico. Insomma, ci si possono porre domande importanti per delineare l’andamento di questo sport: cosa sta cambiando rispetto al passato?
Gli attaccanti non segnano più: i dati in Serie A
Mai come quest’anno, in Serie A la quantità di gol prodotti è davvero bassa. Il dato peggiora se poi si parla di attaccanti: in Italia, quest’anno, solo un attaccante ha raggiunto la doppia cifra di gol, segnando almeno 10 gol. Si tratta di Lautaro Martinez, attaccante dell’Inter e della Nazionale dell’Argentina. Una garanzia almeno dal 2019/2020, dove si ripete con almeno 12 reti in campionato.
Per il Toro, così il suo soprannome, solo ordinaria amministratore. Il fatto straordinario, però, si nota se comparato ai colleghi. Di fatto, nessun altro ha segnato almeno 10 reti in stagione: sei giocatori sono fermi a 9 reti, cinque giocatori a 8 reti. Di questi 11, inoltre, quattro di loro non sono neanche punte centrali!
In un mondo del calcio sempre più totale e capace di coinvolgere ogni giocatore in campo, la produzione offensiva è spalmata in maniera pressocché omogenea tra gli XI titolari e i subentranti. Però, questo non è una scusante: negli altri campionati la situazione è ben diversa.
Giusto qualche numero: in Francia vi sono 6 giocatori in doppia cifra, in Germania sono 10, anche in Spagna sono 1o e in Inghilterra sono 8. E, inoltre, la situazione è ancora più sconfortante: il capocannoniere della Serie A ha siglato 14 reti, il bottino “peggiore” se paragonato ai pari leader degli altri top 4 campionati.
Da bomber a ex bomber: Toni e Pazzini lanciano la critica
C’è un problema ed è evidente: gli attaccanti di Serie A segnano poco! E questo è un paradosso, se si pensa a qualche stagione fa: in Italia ci sono sempre stati grandi bomber. Citandone alcuni come Higuain, Batistuta, Platini, Immobile, e per citarne altri come Pazzini e Toni.
Questi ultimi due hanno espresso tutta la loro insoddisfazione in alcune recenti dichiarazioni rilasciate ad Aura Sport sulla grave situazione finalizzatrice nel campionato italiano. Qui vi riportiamo le loro parole.
L’attaccante simbolo della Coppa del Mondo 2006 ha affermato: “Io a tutti questi attaccanti che vanno dappertutto, tranne che in area, vorrei chiedere dove si fa gol. Non vanno in area, vanno in giro. Se tu sei una punta centrale, ma puoi andare a fare i cross per l’esterno di là? Secondo me no“.
Non è mancato il supporto del Pazzo Pazzini, che ha sostenuto: “Oggi c’è un solo giocatore in doppia cifra dopo 28 giornate, è pesante eh. Col VAR almeno 4 rigori all’anno un attaccante li tira. Vuol dire che non fai 6 gol in 28 partite“.
Sicuramente qualcun altro raggiungerà la doppia cifra in 10 gare rimanenti, ma il dato è comunque preoccupante. La solidità difensiva è un mito: i gol sbagliati sono troppi ed è necessario, per gli attaccanti, incidere di più.
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