Motaz Malhees assente Oscar per problemi burocratici legati al suo ingresso negli Stati Uniti. Il protagonista palestinese del lungometraggio candidato nella categoria Miglior Film Internazionale non potrà presenziare alla prestigiosa cerimonia in programma il 15 marzo 2026 al Dolby Theatre di Los Angeles.
L’attore, figura centrale nella pellicola “La voce di Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania, ha dovuto rinunciare all’evento più importante del cinema mondiale per impossibilità di ottenere i documenti necessari all’ingresso sul territorio americano. Una situazione che solleva interrogativi sulla complessità delle procedure migratorie e sull’accessibilità delle manifestazioni culturali globali.
Motaz Malhees assente Oscar: le ragioni dietro l’impossibilità di partecipare
L’attore ha annunciato la sua assenza forzata attraverso un post su Instagram, dichiarando che non gli “è permesso entrare negli Stati Uniti perché sono un cittadino palestinese. Fa male ma questa è la verità”. Nel suo messaggio, Malhees ha sottolineato: “Puoi bloccare un passaporto, ma non una voce. Sono palestinese e resto in piedi con orgoglio e dignità. Sarò lì con lo spirito. La nostra storia è più grande di ogni ostacolo e verrà ascoltata”.
Il film che lo vede protagonista ha vinto il Leone d’Argento all’82esima Mostra del Cinema di Venezia, dove la proiezione è stata accolta da oltre venti minuti di applausi. La pellicola riporta lo spettatore al 29 gennaio 2024, quando i volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Una bambina di cinque anni è intrappolata in un’auto sotto attacco a Gaza e implora di essere salvata. Mentre cercano di tenerla al telefono, i soccorritori fanno tutto il possibile per farle arrivare un’ambulanza. Il suo nome era Hind Rajab.
L’impatto della scelta registica e il messaggio dell’attore
La regista tunisina Kaouther Ben Hania ha scelto di utilizzare la vera registrazione della telefonata, creando un impatto fortissimo sulla platea. L’interpretazione di Malhees nel film candidato è stata centrale nel portare sullo schermo questa storia drammatica.
In un’intervista a ilfattoquotidiano.it dell’ottobre 2025, Malhees aveva dichiarato: “Ho deciso di fare l’attore dopo l’assassinio del mio amico. Non per la fama, i riflettori o il lusso, ma per essere un messaggero che diffonde la verità sul mio Paese e il mio popolo. Perché sembra che a nessuno importi”. L’attore aveva aggiunto: “Solo negli ultimi due anni il mondo ha iniziato a rendersi conto dell’incubo in cui viviamo, ed è triste. È da 77 anni che i palestinesi sono colonizzati, sottoposti a pulizia etnica, uccisi, torturati”.
“La voce di Hind Rajab” si distingue nel panorama delle produzioni candidate per il suo approccio narrativo e per la capacità di portare sullo schermo storie raramente rappresentate nel cinema mainstream. Il film rappresenta una testimonianza potente che ha conquistato pubblico e critica internazionale.
Mentre la cerimonia degli Oscar 2026 si avvicina senza uno dei suoi protagonisti, l’assenza di Malhees diventa paradossalmente una presenza significativa. Il suo contributo artistico al film candidato rimane indelebile, testimoniando il potere del cinema di superare confini e barriere, anche quando i suoi interpreti sono costretti a rimanerne al di fuori.
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