
La LBA è arrivata nellla fase decisiva. Ogni partita comincia a pesare davvero. Dopo 23 giornate di regular season, il campionato ha già dato qualche indicazione chiara, ma non ha ancora emesso i suoi verdetti più importanti. La corsa al primo posto è ancora aperta, la lotta playoff resta affollata e in fondo alla classifica la salvezza è tutt’altro che decisa. A rendere questo finale ancora più particolare c’è il caso Trapani. L’esclusione della squadra siciliana ha cambiato gli equilibri del torneo, cancellando i risultati ottenuti contro la Shark e lasciando una sola retrocessione. Un dettaglio che pesa tantissimo, perché modifica sia la lettura della classifica sia la tensione della volata finale.
VIRTUS DAVANTI, MA IL MARGINE È SOTTILE
In testa c’è la Virtus Bologna, che fin qui ha avuto il passo più regolare di tutte. I bianconeri guidano la classifica con 36 punti e restano la squadra da battere, anche se l’ultimo stop contro Reggio Emilia ha impedito loro di dare una vera spallata al campionato. Ed è proprio questo il punto: la Virtus è davanti, sì, ma non abbastanza da sentirsi tranquilla. Brescia è lì, molto vicina, Venezia continua a restare agganciata alle prime posizioni e Milano, pur con qualche passaggio meno lineare, è ancora pienamente dentro la corsa. Il margine è troppo ridotto per parlare di fuga e abbastanza piccolo da lasciare aperto ogni scenario.
UNA CORSA SCUDETTO CHE PROMETTE EQUILIBRIO
La sensazione, guardando la classifica, è che questo campionato non abbia ancora trovato una dominatrice assoluta. Bologna ha qualcosa in più sul piano della continuità, ma alle sue spalle nessuno ha davvero mollato. Brescia continua a confermarsi ad altissimo livello, Venezia si è costruita una credibilità sempre più solida e Milano resta una squadra che, quando si avvicina il momento decisivo, sa quasi sempre alzare il proprio livello. Dietro al quartetto di testa c’è Tortona, che sembra avere la consistenza giusta per provare a rovinare i piani delle grandi. Più complicato immaginarla nella corsa al primo posto, ma molto più realistico pensare che possa diventare una squadra scomoda per chiunque ai playoff. Trieste, invece, sta facendo un campionato di grande sostanza e ha saputo ritagliarsi uno spazio importante, restando davanti al gruppo che insegue.
LA ZONA PLAYOFF È ANCORA APERTISSIMA
Se la lotta scudetto affascina, quella per i playoff probabilmente è ancora più imprevedibile. La sensazione è che nessuno possa sentirsi davvero al sicuro. Reggio Emilia, Trento e Varese occupano oggi posizioni delicate ma ancora instabili, mentre subito dietro Udine, Napoli e Cremona restano pienamente in corsa. È la classifica più nervosa e mutevole di tutte, perché basta davvero poco per ritrovarsi dentro o fuori dalle prime otto. Una vittoria può cambiare il volto di una settimana, una sconfitta può rimettere tutto in discussione. Reggio, ad esempio, battendo la Virtus ha lanciato un segnale forte; Trento e Varese continuano a restare appese alla corsa; Napoli e Udine sanno di poter ancora rientrare; Cremona, pur partendo un passo indietro, non è ancora tagliata fuori. Insomma, nella corsa playoff nessuno può permettersi di rallentare.
UNA SOLA RETROCESSIONE CAMBIA TUTTO
Il fondo della classifica racconta un’altra storia ancora, forse meno scintillante ma altrettanto intensa. L’esclusione di Trapani ha cambiato completamente la prospettiva della lotta salvezza. Con la Shark fuori e i suoi risultati annullati, la retrocessione effettiva è rimasta una sola. In teoria potrebbe sembrare una notizia che alleggerisce la pressione. In realtà, in molti casi la aumenta. Quando c’è un solo posto che condanna, ogni errore pesa di più. Cantù e Treviso sono le squadre più esposte, con Sassari poco sopra e ancora senza la serenità di potersi sentire davvero al riparo. Il successo di Treviso nell’ultimo turno ha rimesso tutto in movimento, riaprendo una corsa che sembrava potersi chiudere in anticipo. Adesso, più che fare calcoli, conta resistere. Basta poco per cambiare il proprio destino, ma basta anche pochissimo per ritrovarsi con l’acqua alla gola.
SETTE TURNI PER DECIDERE TUTTO
Sette giornate, in un campionato così, sono tante e pochissime insieme. Tante, perché c’è ancora il tempo per una rimonta, per una frenata inattesa, per un cambio improvviso di inerzia. Pochissime, perché da questo punto in poi ogni partita ha un peso specifico enorme e ogni passo falso può lasciare segni profondi.La Virtus resta davanti, ma Brescia, Venezia e Milano sono ancora lì a giocarsela. La zona playoff continua a essere affollata e instabile. In coda, Cantù e Treviso si giocano tantissimo, mentre chi sta appena sopra non può permettersi di sentirsi al sicuro. È questo che rende la Serie A di basket così interessante in questa fase della stagione: non c’è ancora nulla di chiuso davvero. Il primo posto non ha un padrone definitivo, i playoff non hanno ancora una griglia certa e la salvezza resta una battaglia apertissima. In un campionato reso ancora più anomalo dall’esclusione di Trapani, la verità è una sola: da qui in poi ogni domenica può cambiare tutto.
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