Film di Stato arriva al cinema il 13 aprile: nuova pellicola italiana accende il dibattito (Generata con AI (GPT IMAGE 1))
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Film di Stato arriva al cinema il 13 aprile: nuova pellicola italiana accende il dibattito

Film di Stato debutta nelle sale cinematografiche il 13 aprile 2026, promettendo di esplorare i meccanismi del potere politico. La controversa pellicola italiana ha già diviso opinioni e acceso dibattiti nel panorama culturale nazionale.

Film di Stato approda nelle sale cinematografiche italiane il 13 aprile 2026, un documentario diretto da Roland Sejko che ripercorre la storia dell’Albania dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino al crollo del regime nel 1991. La pellicola, della durata di 78 minuti e distribuita da Luce Cinecittà, si concentra sulla figura di Enver Hoxha, il leader comunista che per oltre quarant’anni ha esercitato un controllo assoluto sul Paese.

Il documentario è stato presentato in anteprima mondiale alle Notti Veneziane, sezione realizzata dalle Giornate degli Autori, e rappresenta il nuovo lavoro di Roland Sejko, regista già premiato con il David di Donatello per il miglior documentario con “Anjia – La nave” (2012) e il Nastro d’argento miglior docufilm per “La macchina delle immagini di Alfredo C.” (2021).

Un racconto attraverso il cinema di regime

Film di Stato è costruito interamente con materiali d’archivio spesso inediti, tra cui film di propaganda ufficiali, registrazioni riservate e riprese provenienti dagli archivi personali della Nomenklatura. Il documentario racconta la lunga parentesi del regime albanese attraverso gli occhi del potere stesso, utilizzando esclusivamente il linguaggio che aveva scelto per autorappresentarsi: il cinema.

Sotto il comando di Hoxha, l’Albania ha attraversato alleanze, rotture ideologiche clamorose e una progressiva chiusura verso il resto del mondo, fino a sprofondare in un isolamento totale. Ne emerge un racconto visivo che il regista definisce “ipnotico e disturbante”, in cui il cinema diventa strumento di regime, veicolo di ideologia, culto della personalità e controllo dell’immaginario collettivo.

La visione del regista

Come spiega lo stesso Roland Sejko: “Film di Stato è un film fatto solo di immagini esistenti, ma che cerca – con il montaggio, il suono, il ritmo – di costruire un racconto diverso da quello che quelle immagini volevano imporre. L’obiettivo non è semplicemente mostrare, ma trasformare, far emergere, dentro la costruzione propagandistica, le crepe, i vuoti, i segnali di un’altra possibile lettura delle immagini”.

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Il documentario si pone interrogativi sulla capacità di quelle immagini di testimoniare ancora oggi la realtà di quel periodo, o se continuino invece a nascondere la verità. Attraverso questo approccio, l’opera diventa anche uno specchio in cui oggi possiamo intravedere i meccanismi della manipolazione e gli echi del passato.

L’appuntamento del 13 aprile 2026 segnerà quindi l’arrivo nelle sale di un’opera che utilizza il cinema stesso come strumento di analisi storica, offrendo una riflessione sui rapporti tra potere, propaganda e rappresentazione della realtà attraverso le immagini.

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