“Pangea”: il jazz primordiale ispirato ai grandi musicisti. Un disco di musica jazz pura, senza contaminazioni contemporanee
Uno studio, tre amici e tanta voglia di fare jazz
Si abbandoni, per qualche minuto, l’idea che la musica ed, in particolare, le voci passino, necessariamente, per l’Auto-Tune anzi si immagini uno studio, tre amici musicisti che cominciano a registrare suonando tutti insieme. Luigi Del Prete alla batteria, Andrea Santaniello ai sassofoni e Daniele Sorrentino al contrabbasso sono i componenti del trio autore di “Pangea”, un disco dal suono compatto ed intenso in cui si esaltano gli aspetti ritmici di ogni loro strumento.
Luigi Del Prete: l’eredità di un padre musicista
“Il disco nasce da un’idea di voler ritornare a fare musica insieme, visto che ci lega un’amicizia ventennale. Ci siamo riuniti in studio ed abbiamo registrato alcune composizioni originali. E’ stato molto naturale, visto che siamo cresciuti insieme. E’ stato facile trovare il suono che più ci rappresenta”, ha raccontato Luigi Del Prete, che ha ereditato l’amore per la batteria da suo padre, per anni musicista con Claudio Villa, “La caratteristica principale di questo disco è il suono compatto ed intenso che esalta gli aspetti ritmici del trio. C’è libertà quando suoniamo ed anche i titoli sono nati con spirito gioioso ed spontaneo”, ha raccontato Del Prete.
Jazz puro, l’Auto-tune è solo un ricordo
Un jazz puro, pulito, senza l’influenza della musica elettronica o dell’Auto-tune. Il titolo del disco “Pangea” è nato da Del Prete. “Ho avuto un’idea mentre guardavo mia figlia studiare, nel nome “Pangea” ho trovato tutte le caratteristiche che mi rappresentano come musicista e che rappresentano il pensiero musicale nel quale credo e che continuo a ricercare costantemente”. Il disco è un punto di incontro e di fusione di diversi linguaggi musicali.
“Pangea” è radici, è connessione forte con il passato
E’ un progetto che riflette una visione del jazz aperta e contemporanea, capace di tenere insieme tradizione e ricerca in un sound molto personale. “Pangea mi riporta ad avere una connessione forte con le radici, dalle quali non si può prescindere”. Tanti sono gli artisti a cui i tre si sono ispirati. L’idea del suono è quella che appartiene ai grandi esecutori di musica jazz come Branford Marsalis e Kenny Garrett. “Il disco propone un percorso coerente ed intenso, in cui ogni brano contribuisce a definire l’identità musicale del trio”.
La musica “nelle vene” di Luigi Del Prete
Luigi Del Prete ha cominciato a suonare la batteria da piccolo, seguendo le orme del padre che è stato batterista e che ha vantato collaborazioni con grandi artisti di questo genere. “Avvicinarmi alla musica è stato facile perché ho sempre avuto la batteria a casa, è stato naturale per me iniziare a suonarla. Ho fatto lezioni un po’ in giro per studiare jazz ma sicuramente la più grande fortuna è stata quella di aver avuto amici che sono musicisti con i quali sono cresciuto umanamente e professionalmente”, ha sottolineato Del Prete, “Faccio parte, da moltissimo tempo, del quartetto di Stefano Di Battista, sono parte di tutti i suoi progetti, tra i più noti quello con Nicky Nicolai”, ha concluso.

Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.










