Se chiedete a un abitante di Nocera Superiore di dov’è, non vi risponderà genericamente con il nome della città. Vi dirà, con un pizzico di orgoglio, il nome della sua frazione. Io, ad esempio, sono di Pucciano. Qui sono nata, qui vivo e qui affondano le mie radici, tra la memoria del celebre astronomo Alfonso Fresa e i racconti degli anziani che, fin da piccola, tempestavo di domande.
Io personalmente ogni anno mi emoziono e filmo la Processione con un velo di malinconia e di tristezza e mi sembra sempre più suggestiva col passare degli anni. Probabilmente é la nostalgia del tempo che passa e delle persone che ci hanno lasciato.
C’è un evento, però, che più di ogni altro definisce l’anima del nostro borgo: la Processione del Venerdì Santo. Per anni ho cercato di ricostruirne l’origine, parlando con mia nonna e incrociando i ricordi con i vecchi registri polverosi. Quello che è emerso è una storia bellissima, che profuma di nostalgia e di fede.
Un pacco speciale per il borgo
Tutto comincia nei primi anni Venti. La Grande Guerra era finita da poco, lasciando ferite profonde e tanta povertà. In quel clima difficile, la vita a Pucciano scorreva lenta, segnata dalle fatiche nei campi e dalle partenze di chi cercava fortuna lontano. Tra questi c’era Salvatore Trollo, che era emigrato in America. Sua moglie, Lucia Cuofano, era tornata a Pucciano da sola dopo qualche anno a New York. In paese si mormorava di tutto: qualcuno diceva che Salvatore si fosse arricchito con affari poco chiari, ma la verità rimase chiusa nel cuore di Lucia.
Un pomeriggio di ottobre, però, l’emozione di Lucia contagiò tutto il paese. Era arrivata una lettera: Salvatore annunciava l’invio di un “pacco speciale”, un regalo per tutta la comunità di Pucciano.
L’arrivo della carrozza
Quando finalmente si sparse la voce che la carrozza proveniente da Napoli era arrivata sulla Via Nazionale, i puccianesi corsero in strada. Sulla carrozza c’erano due grandi casse di legno. Con l’aiuto dei nipoti, Lucia le aprì davanti agli occhi sgranati dei presenti. Dalla paglia emersero due meraviglie:
- Una statua del Cristo Morto con le braccia snodabili.
- ) Una statua dell’Addolorata, con un viso così sofferente e uno sguardo così intenso da togliere il fiato.
Erano opere in cartapesta di una bellezza rara. Spinti dall’emozione, i paesani improvvisarono subito una piccola processione per portare le statue fino alla cappella del borgo.
La nascita di una tradizione
In quella cappella celebrava spesso Don Pasqualino Pagano, un sacerdote molto amato. Vedendo il calore con cui il popolo aveva accolto quelle immagini, ebbe un’intuizione: perché non usarle per il Venerdì Santo?
Pensò ad un vero e proprio “funerale di Gesù”: il Cristo deposto dalla croce, adagiato in una culla (la “naca”) e portato a spalla, seguito dalla Madre in lacrime e preceduto da ghirlande di fiori, proprio come si usava allora per i defunti. L’impatto fu enorme. Non era solo una cerimonia, era un momento di commozione vera che univa il dolore di Maria a quello delle tante madri che avevano perso i figli in guerra.
Un legame che non si spezza
Salvatore tornò infine dall’America e visse i suoi ultimi anni a Pucciano accanto a Lucia, spegnendosi nel 1948 con lo sguardo rivolto verso quella chiesa che custodiva il suo dono. Oggi, a distanza di un secolo, quella processione non è più solo di Pucciano, ma attraversa tutta Nocera Superiore. Quando il Venerdì Santo le statue escono dalla chiesetta, il tempo sembra fermarsi. C’è chi torna da lontano, chi piange al suono della banda e chi, guardando gli occhi dell’Addolorata, ritrova un pezzo della propria storia .È una tradizione che continua a dirci una cosa semplice: nonostante le guerre, le distanze e il tempo che passa, l’amore e la fede restano i fili che ci tengono uniti.
( Ai ringrazia per i dettagli e le curiosità la cara Rita Cuofano da cui ho attinto notizie che non conoscevo!).
Annalisa Capaldo
Rimani aggiornato
Iscriviti alla newsletter di DIA Journal e ricevi ogni settimana i migliori articoli direttamente nella tua casella di posta.
I tuoi dati sono al sicuro. Niente spam, solo contenuti di qualità. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.










