Ternana liquidazione volontaria — Ternana in liquidazione: il club umbro verso il fallimento (Unknown authorUnknown author, Wikimedia Commons, Public domain)
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Ternana in liquidazione: il club umbro verso il fallimento

La Ternana entra in liquidazione volontaria dopo le dimissioni dell'amministratore unico Fabio Forti. Il club umbro di Serie C non completerà la stagione a causa di debiti per 2,8 milioni di euro.

La Ternana liquidazione volontaria rappresenta l’epilogo di una crisi finanziaria che ha travolto uno dei club più rappresentativi dell’Umbria calcistica. La decisione è stata formalizzata quando l’assemblea dei soci ha ratificato la procedura dopo le dimissioni dell’amministratore unico Fabio Forti.

Le dimissioni di Forti aprono il baratro finanziario

L’uscita di scena dell’amministratore unico ha rappresentato il colpo finale per le casse societarie già gravemente compromesse. Come spiegato dallo stesso Forti, “la proprietà ha deliberato di non procedere all’aumento del capitale sociale per coprire le perdite e quindi ha deciso di procedere alla liquidazione della società con la nomina di un liquidatore a seguito delle mie dimissioni”.

La crisi del calcio di Serie C ha colpito duramente anche la compagine umbra, che dopo la retrocessione dalla Serie B nella stagione 2023-2024 non è mai riuscita a trovare l’equilibrio economico necessario per competere nella terza serie nazionale.

Ternana liquidazione volontaria: le conseguenze immediate

Sulla possibile esclusione immediata dal campionato di Serie C, girone B, Forti ha precisato che “non è detto, dipende dalle regole federali e comunque se ne occuperà il liquidatore a cui competono tutte le azioni necessarie”.

I tesserati tra calciatori, staff tecnico e dipendenti amministrativi si trovano ora in una situazione di incertezza contrattuale. Il sindacato calciatori ha già annunciato l’attivazione delle procedure per il riconoscimento dei crediti attraverso il fondo di garanzia federale.

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Il futuro del calcio ternano tra incognite e speranze

La liquidazione della società non significa necessariamente la fine del calcio professionistico nella città dell’acciaio. Diversi imprenditori locali hanno già manifestato interesse per la costituzione di una nuova società sportiva che possa ripartire dai dilettanti, seguendo il modello adottato da altri club storici italiani colpiti da simili vicissitudini finanziarie.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio dovrà ora gestire la riorganizzazione del girone B di Serie C, valutando se procedere con i playoff e playout previsti o se modificare la formula per l’assegnazione delle promozioni e retrocessioni.

La vicenda della Ternana si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà economiche che sta attraversando il calcio italiano dei campionati minori, dove la sostenibilità finanziaria rappresenta una sfida sempre più complessa per le società che non possono contare sui ricavi televisivi delle categorie superiori.

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