All’Allianz Arena di Monaco, si concludono le semifinali della UEFA Champions League 2026, definendo la seconda finalista che affronterà l’Arsenal il 30 Maggio alla Puskas Arena di Budapest, ovvero il PSG, autore di una prova da veri campioni d’Europa in carica per 90 minuti interi, nonostante lo spavento finale.
La prova di forza di una squadra stupenda
Il PSG di Luis Enrique, con il pareggio di stasera e la qualificazione alla seconda finale consecutiva, porta avanti quello che è un progetto formidabile, cominciato già dallo scorso anno con la vittoria in finale contro l’Inter.
Come abbiamo già visto all’andata, si è visto un pallino del gioco simile, caratterizzato da velocità e spunto dei singoli, ma con quella piccola soglia dell’attenzione più alta, non sbilanciandosi troppo per non subire gol dai tedeschi. Il calciatore che ha brillato di più stasera è stato sicuramente Khvicha Kvaratshkelia, autore di una performance super, condita anche dall’assist per il gol di Dembelè dopo appena 2 minuti. Il Bayern si è fatto cogliere impreparato al guizzo del georgiano, partito da un triangolo ben riuscito con Fabian Ruiz che lancia il numero 7 in campo libero per fornire l’attaccante francese. La reazione dei padroni di casa non si è fatta attendere, le occasioni cominciano ad arrivare, naturalmente, con i suoi 3 fenomeni lì davanti, ma la difesa parigina non si è distratta un solo attimo.
Nel secondo tempo, il Psg nonostante il vantaggio da mantenere, riesce anche a rendersi pericoloso più volte, sempre grazie a Kvara o a qualche conclusione di Dembelè o Douè. Bayern che continua a spingere, con la speranza di trovare il gol che rimetterebbe tutto in questione e sperare nella rimonta. La difesa degli ospiti è impenetrabile, tranne che al 94′ minuto, dove Harry Kane trova la rete dell’1-1, un po’ troppo tardi per ribaltare il risultato.
Occasione persa o uscita a testa alta
Il Bayern Monaco, vedendo quello che ha messo in campo sia andata e ritorno, difficilmente si può recriminare qualcosa, i bavaresi disputano due gare ottime, sfiorando più volte il gol. In campo abbiamo visto la forza e la tecnica di 3 calciatori stratosferici: Olise ci ha deliziato con le sue sgaloppate sulla fascia mischiate a grande forza fisica, Luis Diaz che causa problemi per tutta la gara a Zaire-Emery e Kane, che si dimostra, come al solito, un vero e proprio cecchino in area di rigore. Nonostante questo, le lamentele non mancano mai, verrà reclamato un doppio giallo a Nuno Mendes per fallo di mano e un tocco di mano di Joao Neves (molto involontario probabilmente) in area di rigore, entrambi non fischiati da Pinheiro.
La delusione per Kompany e i suoi è ovviamente altissima, vedendo le partite precedenti si pensava fosse l’anno buono per i tedeschi, ma nel calcio non tutto finisce sempre come si vorrebbe, i diavoli di Luis Enrique hanno fatto capire ancora una volta che la coppa dalle grandi orecchie non deve abbandonare Parigi. La consapevolezza del tecnico ex Manchester City, deve essere quella di poter contare su un gruppo formato da ragazzi fortissimi, giovani e intraprendenti, il sogno di poter rialzare questo trofeo, che ormai manca da 6 anni, un giorno potrebbe diventare di nuovo realtà, l’attesa a volte ripaga sempre tutto.
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