Alex Zanardi – L’uomo che ha riscritto i limiti dell’impossibile

“Mi chiamo Alex Zanardi e sono un pilota“
Una dichiarazione semplice, ma sorprendentemente carica di una forza prorompente, pronunciata in occasione della cerimonia d’apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali tenutasi il 10 Marzo 2006 a Torino. Alessandro Leone Zanardi, detto Alex, ha vissuto tanto, forse perfino troppo in una sola vita.
Bolognese di nascita e di origini umili
Classe 1966, nasce a Bologna da una famiglia di umili origini, conosce il dolore per la prematura scomparsa della sorella in un incidente stradale. È il padre a tentare di tenerlo lontano dai pericoli della strada regalandogli un go-kart a tredici anni. Alex bambino mostra una sconfinata passione per i motori e riesce a perseguire il suo sogno che lo porterà a fare la spola tra la Formula 1 e la Champ Car, conquistando due titoli Mondiali nel 1997 e nel 1998.
La fine di un sogno
Il sogno sembra spezzarsi tragicamente nello spaventoso incidente del 15 settembre 2001 sull’asfalto del circuito Lausitzring in Germania. In seguito alla perdita di controllo della sua monoposto, Zanardi viene travolto in pieno a circa 320 km/h dalla vettura del pilota canadese Alexandre Tagliani. L’impatto è violentissimo, le gambe sono recise all’istante. L’elisoccorso trasporta Alex in ospedale in condizioni atroci: ha meno di un litro di sangue in corpo, subisce sedici operazioni chirurgiche e ben sette arresti cardiaci, ma dopo quattro giorni di coma e sei settimane di ricovero viene dimesso dando inizio alla sua “splendida seconda vita“.
Un miracolo clinico che la scienza non ha mai saputo spiegarsi
Una piccola anticipazione della sua straordinaria resilienza si verifica a metà dicembre 2001, dopo soli tre mesi dall’incidente. Al Motor Show di Bologna, durante la consegna dei Caschi d’oro, affiancato dallo storico Dottor Costa, si alza dalla sedia a rotelle. La commozione serpeggia tra i presenti in sala ed Alex, emozionato a sua volta, dichiara con tempi comici perfetti: “Sono talmente emozionato che mi tremano le gambe.”
Un uomo capace di scrivere i limiti dell’impossibile
Perché Alex Zanardi da Castelmaggiore era così: non un supereroe, ma un uomo capace di riscrivere i limiti dell’impossibile, un’inarrestabile forza della natura, gentile, tenace, curioso, autoironico, ottimista e sorridente. È proprio con quel sorriso da “guascone” che ha saputo reinventarsi iniziando a gareggiare in competizioni per atleti disabili, appassionandosi visceralmente alla handbike. Quarto alla maratona di New York nel 2007, primo nel 2011, stabilendo il record nella categoria handbike, primo alla maratona di Roma del 2012 con altro record annesso.
Londra 2012 e Rio 2016
Ai giochi paralimpici di Londra 2012 ottiene due medaglie d’oro e una d’argento, si ripete a Rio 2016: iconica è l’immagine delle sue lacrime sulle note dell’Inno di Mameli. Due Ironman disputati nel 2018 e 2019. Il triste incidente nel giugno 2020 durante una gara benefica di staffetta in handbike lo ha allontanato dalla scena pubblica.
I funerali di una leggenda
E’ presso la Basilica di Santa Giustina sita in Padova che si sono svolte le esequie dell’atleta. Circa duemila fedeli, tra l’interno dell’abbazia e il sagrato esterno, allestito con maxischermi, si sono stretti al dolore della famiglia. Dopo l’omelia di Don Marco Pozza, il figlio Niccolò ha voluto restituire il ritratto privato del padre scomparso, capace di svolgere le mansioni domestiche con lo stesso sorriso con cui vinceva le Paralimpiadi, esortando gli uditori a trovare la bellezza nelle piccole cose per costruire una vita meravigliosa.
La vita televisiva di Zanardi
Nella sua meravigliosa vita Alex ha anche condotto il celebre programma di divulgazione sportiva Sfide. La sigla, la intramontabile Heroes di David Bowie, ci ricorda che chiunque può essere un eroe, anche per un solo giorno, ma Alessandro Leone Zanardi da Castelmaggiore lo sarà per sempre.
Antonio Benevento
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