
Oggi, 26 maggio, ricorre il compleanno del più grande drammaturgo napoletano del Novecento. Eduardo De Filippo, 126 anni. Una data corretta solo di recente, grazie a un atto di nascita ritrovato negli archivi.
La data sbagliata per oltre un secolo
Tutti questi figli, legittimi e no, crebbero nello stesso palazzo di via Vittoria Colonna e a Villa La Santarella al Vomero. Fu in quell’ambiente che Eduardo imparò il mestiere recitando le farse di Sciosciammocca, la maschera ereditata dal padre.
Il salto artistico sta tutto qui: Sciosciammocca faceva ridere ma rimaneva sempre uguale a se stesso. Eduardo volle qualcosa di diverso. Tenne il ritmo e il napoletano di strada del padre, ma tolse la maschera. Al posto di Felice Sciosciammocca arrivarono Luca Cupiello, Filumena Marturano, Pasquale Lojacono. Personaggi con una vita vera, con miseria e dolore veri.
La famiglia stessa fu il laboratorio. Rosa, la moglie tradita. Luisa, la madre senza riconoscimento, come Filumena. Vincenzo, l’erede legittimo superato dai fratellastri illegittimi. Dal padre al figlio passò il teatro: dalla farsa alla commedia umana.
Un uomo di teatro a tutto tondo

Drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta, Eduardo debuttò in scena a quattro anni. Con i fratelli Titina e Peppino fondò nel 1931 la Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo. Al suo nome sono legate opere entrate nella storia: Natale in casa Cupiello, Filumena Marturano, Napoli milionaria, Questi fantasmi. Fu nominato senatore a vita nel 1981.
Il padre, le madri, i fratellastri
La storia della sua famiglia è una delle più intricate d’Italia. Il padre, Eduardo Scarpetta, fu il grande attore comico napoletano creatore della maschera di Felice Sciosciammocca. Ebbe nove figli da donne diverse, non tutti riconosciuti.La moglie ufficiale era Angela Rosa De Filippo. Luisa De Filippo, madre di Titina, Eduardo e Peppino, era nipote di Rosa e lavorava come sarta nella compagnia. I tre fratelli non furono mai riconosciuti legalmente dal padre e portarono il cognome della madre. In casa chiamavano Scarpetta “zio”.Scarpetta ebbe figli anche da Anna De Filippo, sorellastra di Rosa. Da questa relazione nacquero Eduardo Passarelli e Pasquale De Filippo, entrambi attori caratteristi noti soprattutto per i film con Totò.
Il filo che porta fino a Roberto Murolo

C’è un quarto ramo, più incerto. Ernesto Murolo, poeta e paroliere tra i protagonisti dell’epoca d’oro della canzone napoletana, nacque nel 1876 da Maria Palumbo, sarta nubile della Compagnia Scarpetta al San Carlino. L’atto di nascita lo registrò come figlio di padre ignoto. Voci mai smentite lo indicano come figlio naturale di Scarpetta, che aveva la fama di intrattenere relazioni con le sarte di scena, tanto che i figli nati da queste storie venivano chiamati “i figli del bottone”.Ernesto non fu mai tenero nei confronti del presunto padre naturale. Fu anzi uno dei principali critici del teatro scarpettiano. Dal suo matrimonio con Lia Cavalli nacquero sette figli. Il penultimo fu Roberto Murolo, chitarrista e voce simbolo della canzone napoletana nel Novecento.
Dalla maschera al personaggio

Tutti questi figli, legittimi e no, crebbero nello stesso palazzo di via Vittoria Colonna e a Villa La Santarella al Vomero. Fu in quell’ambiente che Eduardo imparò il mestiere recitando le farse di Sciosciammocca, la maschera ereditata dal padre.Il salto artistico sta tutto qui: Sciosciammocca faceva ridere ma rimaneva sempre uguale a se stesso. Eduardo volle qualcosa di diverso. Tenne il ritmo e il napoletano di strada del padre, ma tolse la maschera. Al posto di Felice Sciosciammocca arrivarono Luca Cupiello, Filumena Marturano, Pasquale Lojacono. Personaggi con una vita vera, con miseria e dolore veri.La famiglia stessa fu il laboratorio. Rosa, la moglie tradita. Luisa, la madre senza riconoscimento, come Filumena. Vincenzo, l’erede legittimo superato dai fratellastri illegittimi. Dal padre al figlio passò il teatro: dalla farsa alla commedia umana.
Foto: Foto propria
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