Antonio Giaccoli e l’Accademia Nazionale Pizza DOC. Scomparso a 46 anni dopo una lunga malattia, il fondatore della scuola di Nocera Superiore ha lasciato un segno profondo nel mondo della pizza italiana e nel cuore di chi lo ha conosciuto davvero.

Se lo dicono tutti, un motivo c’è
Antonio Giaccoli e l’Accademia Nazionale Pizza DOC. Per me non era una semplice conoscenza. Siamo cresciuti insieme, abitavamo a pochi metri di distanza, giocavamo sulla “Piazzetta” che proprio per suo volere è dedicata a San Pio, al quale era assai devoto. Con lui, con i suoi genitori, con il gemello Vincenzo, con Mena, il rapporto aveva ed ha una qualità familiare. Lo conoscevo da sempre, nel senso pieno della parola: avevamo un anno e un mese di differenza, lui più giovane di me, cosa che non mancava mai di ricordarmi con quella sua ironia affettuosa e un po’ sorniona. Ma Antonio era una persona speciale non per l’affetto che gli portavo, lo dicono i fatti, lo dimostrano tutti e lo testimonia ciò che ha costruito, che ha lasciato e che continuerà a vivere dopo di lui.

Un uomo che alle idee dava gambe
In un’epoca in cui si confonde spesso la visibilità con il valore, la presenza con la sostanza, il racconto con la realtà, Antonio Giaccoli era uno di quegli uomini rari che alle idee dava gambe. Non si accontentava di pensare le cose, ma le costruiva, mattone dopo mattone, con una determinazione silenziosa e tenace che non aveva bisogno di essere esibita. Nel 2017 fondò a Nocera Superiore l’Accademia Nazionale Pizza DOC, con un obiettivo che allora poteva sembrare ambizioso quanto rischioso, ossia valorizzare la figura del pizzaiolo attraverso una formazione completa, a trecentosessanta gradi, che oltre alla tecnica dell’impasto, comprendeva la gestione del locale, la comunicazione, il marketing, la consapevolezza professionale. Insomma un progetto visionario ed allo stesso tempo reale e realizzabile che metteva al centro la persona, prima ancora del prodotto.

L’Accademia Nazionale Pizza DOC: una scuola di mestiere e di vita
L’Accademia nacque attorno ad un principio semplice e radicale: la formazione autentica passa dal rapporto diretto tra chi insegna e chi impara. Il metodo Pizza DOC non è una serie di lezioni standardizzate, ma un percorso personalizzato costruito sulle esigenze e le aspirazioni di ogni corsista, che si tratti di perfezionare una passione o di avviare una carriera professionale nell’arte bianca. Tra i docenti di spicco figurano nomi riconosciuti del settore come Piergiorgio Giorilli, Raffaele Bonetta, Salvatore Lioniello ed Errico Porzio. Il Team Accademia si è nel tempo arricchito di nuove figure selezionate attraverso il Master Istruttore, a garanzia di un insegnamento che unisce tradizione e innovazione. Il motto scelto da Antonio per la sua creatura dice tutto: “Pizza DOC, un’azienda di valori, non di valore.” Questa è una distinzione non semantica, ma una dichiarazione di metodo, di etica, di visione del mondo.

La Stanza di Tobia e le sofferenze ben conosciute
Antonio sapeva cosa significa soffrire perché la malattia lo accompagnava da molti anni, con quella presenza pesante che chi la conosce porta dentro senza farne bandiera. Forse anche per questo aveva scelto di impegnarsi nel sociale con la stessa intensità con cui costruiva la sua Accademia.
Nel 2021, insieme all’A.R.L.I., l’Associazione Regionale Leucemie Infantili, diede vita alla Stanza di Tobia: un appartamento nel cuore di Napoli messo gratuitamente a disposizione delle famiglie dei bambini e dei ragazzi ricoverati nei reparti onco-ematologici della città. Un alloggio concreto, un riparo umano, per i genitori che affrontano percorsi di cura lunghi e sfiancanti lontano da casa. Il progetto porta il nome di un giovane scomparso nel dicembre 2019 a soli ventitré anni, e già in quel gesto di memoria c’è tutto di Antonio: la capacità di trasformare il dolore in qualcosa che serve agli altri.
La Stanza di Tobia si sostiene grazie ad eventi enogastronomici organizzati sul territorio. Il coinvolgimento dell’Agro Nocerino Sarnese è stato particolarmente attivo: le serate di beneficenza “Cuore a Tavola”, ospitate al NastiEat di Nocera Inferiore, hanno permesso di raccogliere migliaia di euro per tenere operativa la casa d’accoglienza. La pizza, ancora una volta, è diventata strumento di comunità e adesso che Antonio non c’è più, la Stanza di Tobia continuerà a vivere. Le sue sofferenze sono finite, quello che ha costruito, no.
Un libro, prima o poi, bisognerà scriverlo
Su Antonio Giaccoli bisognerebbe scrivere una biografia. Lo penso con convinzione, perché i posteri meritano di conoscere le sue idee geniali, il suo buon cuore, la capacità rara di immaginare qualcosa di grande partendo dal territorio in cui era nato e cresciuto. Nocera Superiore, il mondo della pizza, il volontariato, la comunità civile: tutto ciò che ha toccato lo ha lasciato migliore di come lo aveva trovato. Quarantasei anni sono pochi, pochissimi per chi lo amava e perché aveva ancora così tanto da costruire, ma il tempo che ha avuto lo ha usato benone, meglio di molti che ne hanno avuto il doppio.
Quello che resta
Quando viene a mancare una persona così, non si fermano soltanto i ricordi, ma anche i progetti, le telefonate, le idee condivise a metà, quella voce che ti prendeva in giro con affetto, che ti ricordava di essere più giovane di un anno e un mese come fosse un titolo di merito. Antonio Giaccoli era uno di quelli che fanno davvero la differenza, nel lavoro, nella comunità, nella vita delle persone che gli stavano vicino e che hanno avuto la fortuna di goderne. La pizza italiana perde un promotore instancabile, il territorio smarrisce un costruttore, io perdo un amico d’infanzia, con tutto il peso specifico che quella parola porta con sé.
Tuttavia il suo caso è diverso perché i suoi fratelli, i suoi genitori, i colleghi, gli amici, i conoscenti, tutti quanti lo hanno amato, non si limiteranno a custodire la sua memoria nel cuore. La porteranno avanti in maniera concreta, fattiva, reale, nei progetti che continueranno a crescere, nelle iniziative che non si fermeranno, in ogni gesto che rispecchia ciò che Antonio era e rappresentava. Il suo ricordo non sarà nostalgia passiva, quanto piuttosto azione, presenza, continuità, come lui stesso avrebbe voluto. L’Accademia Nazionale Pizza DOC andrà avanti, così come La Stanza di Tobia. Il suo esempio non morirà e la mia non è retorica, ma semplicemente quello che succede quando una persona ha vissuto bene, con coerenza, con generosità, con la schiena dritta.
Per saperne di più
Antonio Giaccoli e l’Accademia Nazionale Pizza DOC
Accademia Nazionale Pizza DOC
Sito ufficiale e informazioni sui corsi:www.accademianazionalepizzadoc.it, Via Portaromana, 35 – Nocera Superiore (SA) 84015 Tel. +39 351 8844 050
info@accademianazionalepizzadoc.it
La Stanza di Tobia Pagina Facebook ufficiale del progetto di beneficenza:La Stanza di Tobia – Facebook Eventi di beneficenza e donazioni:A.R.L.I. – Associazione Regionale Leucemie Infantili

Foto: Foto propria
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