Vincere con la Ferrari è un’altra cosa (Usman AbdulrasheedGambo, Pexels)
F1 4 min di lettura

Vincere con la Ferrari è un’altra cosa

Barcellona consegna a Lewis Hamilton qualcosa che vale più di un trofeo, ovvero la consapevolezza di essere tornato a giocarsi un Mondiale.

Il pilota britannico ha chiuso il Gran Premio di Spagna con un secondo posto che pesa come un macigno sulla classifica generale, complice anche il ritiro di Kimi Antonelli, che ha lasciato sul tavolo 25 punti pesantissimi.

Vincere con una Ferrari ha tutto un altro sapore

Chi ha guidato una rossa lo sa, salire su una Ferrari e portarla sul podio non è come farlo con qualsiasi altra monoposto. Dentro vi è racchiuso un peso simbolico, una storia che si porta addosso, un pubblico che aspetta da anni un trionfo che sa di leggenda. Hamilton sta scoprendo giorno dopo giorno questa verità e queste sensazioni magiche, e i numeri lo confermano: quattro podi in sette gare, con una continuità che fino a pochi mesi fa sembrava un’utopia. A Barcellona, Hamilton ha realizzato il sogno che inseguiva da quando ha scelto Maranello, perché vincere un Gran Premio in rosso, non solo grazie ad una gara sprint come era già accaduto in Cina nel 2025, ma ad una gara vera, costruita su passo e strategia, non ha eguali.

Gli inizi difficili, tra ironia e pulsanti introvabili

Quando Hamilton è arrivato in Ferrari, le prime settimane sono state un autentico battesimo del fuoco. I social si sono scatenati con meme e battute, qualcuno scherzava dicendo che “il sette volte campione del mondo” cercava il bottone del DRS come se fosse nascosto in un cruscotto-labirinto degno di un’astronave aliena. Tra ingegneri che ridevano sotto i baffi e tifosi che si chiedevano se davvero quel pilota fosse lo stesso dominatore della Mercedes, l’ambientamento sembrava più complicato del previsto. Ma dietro l’umorismo si nascondeva un atleta che stava studiando, assimilando, lavorando in silenzio per trasformare quella curva di apprendimento in un trampolino.

La rivincita di ieri, un digiuno lungo un anno e mezzo

Domenica, ieri pomeriggio, a Montmelò, Hamilton ha messo a tacere ogni dubbio. Il Gran Premio di Barcellona Catalunya si è concluso con la vittoria di Lewis Hamilton al volante della Ferrari, mettendo fine ad un digiuno che durava da un anno e mezzo, esattamente 31 Gran Premi senza vincere, un’attesa lunghissima per uno come lui, abituato a salire sul gradino più alto con un’altra frequenza. Questo successo segna il 106° trionfo della carriera del sette volte campione del mondo.

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Con Antonelli fermo ai box per il ritiro, il britannico ha accorciato le distanze portando il gap a 41 punti, numero che, come anzidetto, fino a qualche settimana fa sembrava incolmabile. La gara si è decisa anche grazie ad una strategia aggressiva a tre soste, una mossa rischiosa ma eseguita perfettamente dal muretto e dal pilota, con il momento decisivo arrivato grazie ad una virtual safety car provocata dal ritiro di Fernando Alonso.

Cosa succede ora

La classifica racconta una storia che nessuno aveva previsto ad inizio stagione: Antonelli resta in testa con 156 punti, ma Hamilton lo segue a 115, davanti a Russell, terzo con 106. Ogni weekend diventa ora un appuntamento da seguire con il fiato sospeso, la lotta per il titolo si è trasformata in un duello tutto italiano e britannico, con la Ferrari protagonista assoluta. Le prossime gare diranno se questa rimonta è solo l’inizio di qualcosa di più grande oppure un fuoco di paglia, ma una cosa è certa:

Hamilton ci crede, e con lui ci crede anche tutto il mondo Ferrari.

Ecco la classifica mondiale di F1 dopo 7 Gran Premi:

Andrea Kimi Antonelli (Ita) 156 punti

Lewis Hamilton (Gbr) 115

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George Russell (Gbr) 106

Charles Leclerc (Mon) 75

Lando Norris (Gbr) 73

Oscar Piastri (Aus) 68

Max Verstappen (Ola) 55

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Pierre Gasly (Fra) 41

Isack Hadjar (Fra) 34

Liam Lawson (Nzl) 26

Franco Colapinto (Arg) 19

Oliver Bearman (Gbr) 18

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Arvid Lindblad (Gbr) 12

Carlos Sainz (Esp) 6

Alexander Albon (Tha) 5

Esteban Ocon (Fra) 3

Gabriel Bortoleto (Bra) 2

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Foto: Foto propria

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