Mondiali 2026 e l’Argentina di Messi
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Mondiali 2026 e l’Argentina di Messi

Mondiali 2026 e l’Argentina di Messi. La notte italiana tra il 16 e il 17 giugno ha consegnato al Mondiale 2026 una delle immagini che resteranno nella memoria di questa edizione record, quella di Lionel Messi che a trentotto anni firma una tripletta nell’esordio dell’Argentina campione del mondo in carica contro l’Algeria. Allo stadio di Kansas City la Scaloneta ha chiuso la pratica con un netto 3-0 che vale tre punti pesanti nel Gruppo J e che conferma, ancora una volta, come il numero 10 albiceleste continui a scrivere la storia della competizione iridata raggiungendo il record di gol di Miroslav Klose.

Argentina-Algeria 3-0, il racconto della partita

La gara si è sbloccata al 17′ con il primo sigillo di Messi, che ha trovato spazio tra le linee della difesa algerina e ha risolto con la consueta freddezza sotto porta. Il raddoppio è arrivato al 60′ in maniera quasi fortuita, con Alexis Mac Allister che ha calciato da fuori area trovando una respinta corta e sfortunata del portiere Zidane, figlio del più celebre Zinedine, sulla quale si è avventato lo stesso Messi per insaccare con facilità. Il capitano argentino ha poi sfiorato anche il terzo gol personale con un tentativo respinto dallo stesso Zidane, prima di completare l’opera al 76′ su assist di Nico Gonzalez, controllando il pallone al limite dell’area e battendo ancora il portiere algerino con un destro preciso.

Con questa tripletta Messi raggiunge quota sedici gol in tutte le edizioni dei Mondiali disputate, agguantando il record storico di Klose e lasciandosi davanti soltanto il tempo per superarlo, considerando che la Coppa del Mondo 2026 è solo all’inizio per la sua Argentina. La squadra di Lionel Scaloni ha così aperto il proprio cammino verso la difesa del titolo conquistato in Qatar, e il prossimo appuntamento del Gruppo J sarà contro l’Austria, che proprio in questa prima giornata ha raggiunto i campioni del mondo in vetta alla classifica imponendosi 3-1 sulla Giordania, esordiente assoluta nella competizione, grazie alle reti di Schmid, a un’autorete di Al Arab e al rigore finale di Arnautovic, dopo il momentaneo pareggio firmato da Olwan.

Come procede il Mondiale: il riepilogo di tutti i gironi

L’edizione 2026, la prima della storia ospitata congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada e la prima a coinvolgere quarantotto nazionali, sta regalando sorprese e conferme in egual misura nelle prime giornate della fase a gironi.

Girone A

Nel Gruppo A il Messico padrone di casa ha aperto il torneo battendo il Sudafrica per 2-0, mentre la Corea del Sud ha sorpreso superando la Repubblica Ceca 2-1.

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Girone B

Nel Gruppo B regna l’equilibrio dopo i pareggi di Canada e Bosnia, fermatisi sull’1-1, e di Svizzera e Qatar, anch’esse 1-1.

Girone C

Il Gruppo C ha visto il Brasile faticare contro il Marocco, chiudendo 1-1 grazie al gol di Vinicius Junior, mentre la Scozia ha sorpreso tutti battendo Haiti per 1-0 e portandosi momentaneamente in testa al girone.

Girone D

Nel Gruppo D gli Stati Uniti hanno convinto superando il Paraguay 4-1, e l’Australia ha fatto altrettanto contro la Turchia con un secco 2-0.

Girone E

Il Gruppo E ha offerto la goleada più netta della prima giornata, quella della Germania capace di travolgere Curaçao per 7-1 con una doppietta di Havertz, mentre la Costa d’Avorio ha piegato l’Ecuador di misura, 1-0, grazie a un gol arrivato nel finale.

Girone F

Nel Gruppo F l’Olanda ha pareggiato a sorpresa 2-2 contro il Giappone, e la Svezia ha invece dilagato contro la Tunisia con un perentorio 5-1.

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Girone G

Il Gruppo G racconta invece di un equilibrio quasi perfetto, con Belgio ed Egitto fermi sull’1-1 e con Iran e Nuova Zelanda che si sono divisi la posta in palio sul 2-2, in una gara giocata in un clima carico di tensione per il contesto geopolitico legato alla nazionale iraniana.

Girone H

Stessa sorte nel Gruppo H, dove la Spagna ha trovato sulla propria strada il muro di Capo Verde, fermandosi sullo 0-0, e dove l’Uruguay di Marcelo Bielsa si è dovuto accontentare di un pareggio in rimonta, 1-1, contro un’Arabia Saudita ben organizzata.

Girone I

Nel Gruppo I la Francia ha risposto presente nell’esordio contro il Senegal, imponendosi 3-1 con la firma di Kylian Mbappé, mentre la Norvegia di Erling Haaland ha travolto l’Iraq per 4-1 grazie a una doppietta dell’attaccante norvegese, portandosi a punteggio pieno e raggiungendo proprio i transalpini in vetta al girone per differenza reti.

Gironi K e L

Sono ancora attese, al momento della stesura di questo articolo, le gare di apertura dei Gruppi K e L, con il debutto del Portogallo di Cristiano Ronaldo contro la Repubblica Democratica del Congo e la sfida di cartello tra l’Inghilterra di Thomas Tuchel e la Croazia di Luka Modric, entrambe in programma nella serata di mercoledì 17 giugno.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

La fase a gironi proseguirà fino al 28 giugno, quando si disputeranno le ultime gare della terza giornata, compresa quella che chiuderà proprio il Gruppo J con la sfida tra Giordania e Argentina.

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Le prime due squadre di ciascuno dei dodici gironi accederanno ai sedicesimi di finale insieme alle otto migliori terze classificate, in un format completamente nuovo pensato per un torneo che, con i suoi quarantotto partecipanti, sta già dimostrando di poter raccontare imprese inattese al fianco di quelle delle grandi favorite. L’Argentina, intanto, si gode la notte di un Messi ancora decisivo e guarda con fiducia alla sfida che la attende contro l’Austria, ormai diventata la vera concorrente diretta nella corsa al primo posto del girone.

Un pensiero personale

Sono lontane le notti magiche di Italia ’90, distanti ancora di più quelle del duemilasei, quando l’Italia salì sul tetto del mondo e io, diventata madre da pochi mesi per la prima volta, esultai a bassa voce per non svegliare la neonata nella culla.

Messi continua ad incarnare quel sogno per tanti ragazzi e per tante persone che quest’anno non hanno potuto seguire la nazionale italiana, perché non lo abbiamo meritato, questa è la verità che bisogna avere il coraggio di dirsi.

Il pensiero corre ai tempi che furono e si trasforma in un rimpianto sottile, che lascia però spazio anche al piacere di godersi la bellezza e il talento che questo calcio continua a regalare, fino a far nascere la tentazione di scommettere, sempre lontano dalla ludopatia e senza spendere più di quanto ci si possa permettere, sulla vittoria finale dell’Argentina.

Per i Napoletani, in particolare, questa eventualità avrebbe un valore speciale, perché il Diez, il dio del calcio Diego Armando Maradona, era proprio argentino.

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Foto: Foto propria

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