Olanda – Marocco: 1-1 (2-3 dopo rigori)
A Monterrey è andato in scena probabilmente il match più intrigante di tutti i sedicesimi. Olanda e Marocco a contendersi la possibilità di sfidare il Canada nel turno successivo. Si tratta di due nazionali per certi versi simili, piene di talento e ben organizzate, reduci da un’ottima fase a gironi che fanno del ritmo e della qualità due aspetti chiave della propria identità.
Primo tempo bloccato
La gara ha vissuto soprattutto di equilibrio tattico con le due squadre che si sono snaturate pur di non concedere spazio agli avversari. II ritmo è restato basso in tutta la prima frazione. Complice anche il caldo, nessuna delle due squadre ha scelto di pressare alto. Il Marocco, però, ha preso gradualmente il controllo del gioco costruendo le occasioni migliori e dominando territorialmente. Verbruggen monumentale prima sul colpo di testa di EI Aynaoui e poi sul destro dalla distanza di Hakimi. L’unica vera risposta olandese nel primo tempo è consistita in un tiro dal limite di Van de Ven, deviato in angolo da un super Bounou. Il difensore del Tottenham è stato adattato da Koeman a quinto di centrocampo per contenere le incursioni di Hakimi e l’asse di quest’ultimo con Brahim sul lato forte del Marocco.
Secondo tempo intrigante
Nella ripresa gli africani hanno aumentato ulteriormente la loro spinta offensiva ma è l’Olanda a passare per prima in vantaggio: Weghorst, appena entrato, con una sponda perfetta sul rilancio del portiere, ha mandato in porta Summerville che ha servito da terra Gakpo. L’esterno del Liverpool è stato freddissimo portando avanti i suoi, in una gara che per lui non poteva essere come le altre.
Cody Gakpo: l’esempio di un campione
Pochi giorni fa Cody Gakpo aveva perso il figlio che la compagna aspettava. Ma si era reso comunque disponibile, decidendo di restare per combattere al fianco dei propri compagni ed inseguire un sogno chiamato Mondiale. Una volta segnato, è crollato a terra in un pianto inconsolabile che nessuno potrà mai capire fino in fondo, con tutti accorsi ad abbracciarlo. Non è stato solo un gol, è stato la speranza che per una notte soltanto il dolore non sia l’unica cosa destinata a sopravvivere. È servito a dare un senso alla permanenza di Cody. Il calcio non sarà mai solo uno sport, è spesso il rifugio da una realtà pesante, l’arcobaleno in mezzo ad una tempesta. Sei un esempio ragazzo, non mollare!
Il Marocco trova il pari in extremis
Il Marocco accusato il colpo, non ha mai smesso però di crederci. Ouahbi (CT marocchino) ha trovato la carta giusta dalla panchina inserendo Talbi, giovane ala del Bruges. È lui a disegnare un cross perfetto che, in pieno recupero, Diop ha trasformato nelI’1-1. Il difensore centrale del Fulham si trovava in area da attaccante aggiunto e, perso da Van Dijk, ha realizzato di testa il pareggio meritato del Marocco.
Tempi supplementari
Nei supplementari il copione non è cambiato. Il Marocco ha continuato a fare la partita, a produrre di più mentre l’Olanda ha aspettato sempre con baricentro basso per poi ripartire. L’occasione più grande se l’è creata Rahimi, ipnotizzato da uno straordinario Verbruggen di coscia.
Calci di rigore ancora decisivi
Altra partita terminata ai calci di rigore. Questa è la riprova oggettiva di un mondiale equilibratissimo. Ad avere la meglio è stato il Marocco, che lo ha rifatto. Dopo l’ultimo mondiale in Qatar dove aveva battuto la Spagna ai rigori, questa volta batte l’Olanda con Bounou che para il rigore di Summerville e Saibari che trasforma il proprio penalty. I Leoni dell’Atlante sono agli ottavi e sfideranno il Canada da favoriti.
Maledizione rigori per gli Orange
Una vera è propria maledizione per gli olandesi i tiri dagli undici metri. Basti pensare che l’Olanda non perde al Mondiale nei 90 minuti da ben 23 partite, purtroppo però è la terza eliminazione di fila ai rigori dopo il 2014 e il 2022. Ci sarà da riflettere sul futuro, con Koeman che ha avuto molte responsabilità in questa disfatta, soprattutto con la scelta di non fare giocare Malen. Il CT ha rassegnato le dimissioni nel post gara.
Norvegia – Costa d’Avorio: 2-1
Che spettacolo sugli spalti
Una vera e propria marea rossa sugli spalti e per le strade di Arlington. I tifosi della Norvegia hanno trasformato il pre-partita in una festa in perfetto stile scandinavo: cori, bandiere e l’ormai tradizionale e famosissimo Viking Row. Dall’altra parte i sostenitori degli Elefanti hanno risposto colorando di arancione il Dallas Stadium, cornice di un match che si preannuncia meraviglioso.
Norvegia avanti nel primo tempo
Un match caratterizzato da una intensità folle sin da subito con le due squadre che si sono annullate a vicenda. È la Costa d’Avorio con Konan, Diomande e Pépé a rendersi più pericolosa. Haaland completamente schermato dagli ivoriani, tanto da toccare solo tre volte il pallone nella prima mezz’ora e mai in area di rigore. Ma la forza della Norvegia non è solo da riscontrare nel centravanti del City, gli uomini di Solbakken sono passati in vantaggio al minuto 39 grazie ad un capolavoro firmato Antonio Nusa. Il talento del Lipsia si è accentrato in area lasciando partire sotto l’incrocio un destro imprendibile per Fofana e portando così avanti i suoi.
Nusa nella storia
Antonio Nusa ha firmato un gol pesantissimo: la sua è la prima rete della Norvegia nella fase ad eliminazione diretta di un Mondiale dopo 88 anni. Inoltre a soli 21 anni e 74 giorni è diventato il più giovane marcatore della Norvegia in una grande manifestazione.
Odegaard continua ad illuminare
Tre partite, tre assist: Martin Odegaard continua a illuminare il Mondiale della Norvegia. Il fuoriclasse dell’Arsenal sta disputando un torneo clamoroso, fatto di qualità e intelligenza calcistica. Dopo lraq e Senegal, è arrivato anche un altro assist contro la Costa d’Avorio: è solo il terzo giocatore di sempre dopo Belanov e Ballack a servire almeno un assist in ognuna delle prime tre presenze ai mondiali, il primo a riuscirci in tre gare consecutive dal 2010.
Un secondo tempo folle
Nel secondo tempo la Costa d’Avorio, vista la situazione di punteggio, è stata ancora più aggressiva sfiorando più volte il pareggio con un doppio salvataggio di Nyland su Pépé ma rischiando anche di subire il raddoppio. A trovare il meritato pareggio è il subentrato Diallo, uomo della Provvidenza ivoriana in questo Mondiale. L’ex Atalanta, ora al Manchester United, segna al minuto 74 il gol dell’1-1. Scambio rapido con Pépé, dribbling secco su Berg e sinistro incrociato a battere Nyland. La Norvegia però non è uscita da match, anzi, furente si è riversata nell’altra metà campo alla ricerca del nuovo vantaggio. L’asse Bobb, Odegaard, Berg, Haaland ha permesso agli scandinavi di tornare avanti con il quinto centro in questo Mondiale per Erling. Nel finale Nyland ancora fondamentale su una punizione magistrale di Diallo.
Una Norvegia eroica
La Norvegia ha vinto una partita nella fase a eliminazione diretta per la prima volta nella sua storia ai Mondiali; aveva infatti perso le due precedenti, nel 1938 e nel 1998, entrambe contro I’ltalia. Ora il Brasile di Carlo Ancelotti agli ottavi di finale.
Costa d’Avorio, che Mondiale!
La Costa d’Avorio ha disputato il miglior Mondiale della sua storia. Gli Elefanti hanno raggiunto per la prima volta la fase a eliminazione diretta. Il percorso degli uomini di Fae è stato quasi impeccabile: hanno segnato per primi in tutte le partite del girone e sono rimasti in svantaggio per appena 3 minuti e 29 secondi, nel finale della sfida persa contro la Germania fino alla partita con la Norvegia. Una squadra piena di talento, una delle rivelazioni di questa manifestazione. Attenzione a Diallo e Diomande.
Francia – Svezia: 3-0
A New York una sola squadra in campo. La Francia ha dominato dall’inizio alla fine una Svezia incapace di essere pericolosa e molto fragile difensivamente. Non è solo una vittoria quella francese, è un avviso alle altre competitors, un manifesto della propria grandezza. Il risultato poteva essere ben più ampio a favore dei transalpini.
Primo tempo solo bleus
Il primo tempo è stato un autentico assedio francese. Dopo un avvio equilibrato, i Bleus hanno iniziato a creare una serie di occasioni. Prima Digne ha impegnato Zetterström dalla distanza, poi Barcola ha sfiorato il vantaggio dopo una splendida percussione, Rabiot si è reso pericoloso con due tiri insidiosi e Mbappé ha segnato ma in fuorigioco, colpendo anche un clamoroso palo a porta quasi vuota. Olise, sul tramonto della prima frazione, con una spettacolare sforbiciata (sarebbe stata da premio Puskas qualora fosse andata a buon fine), è andato vicinissimo al vantaggio prendendo però il legno. II muro della Svezia è crollato soltanto al 45′, quando, da uno schema su calcio d’angolo, Mbappé ha trovato l’1-0. Il fuoriclasse francese è poi andato ad abbracciare Didier Deschamps in un momento carico di emozione dopo il recente lutto che ha colpito il CT francese.
Secondo tempo sull’onda del primo
In apertura di ripresa subito 2-0. Pallone perso male dalla Svezia, recuperato subito da Tchouaméni, che ha servito Olise sulla trequarti. Il talento del Bayern ha inventato una giocata splendida, una dei suoi marchi di fabbrica, infilando il pallone tra le gambe del povero Lagerbielke e liberando Barcola davanti a Zetterström. Francia in controllo totale del match. La Francia ha messo il sigillo al minuto 74, chiudendo la partita con il terzo gol, ancora firmato da Mbappé, ancora su un assist meraviglioso di Olise. Sono 31 assist stagionali per Olise, il talento del Bayern è in stato di grazia, incontenibili i quattro lì davanti per la Svezia. La Francia passa agli ottavi dove affronterà il Paraguay e si conferma una delle favorite alla vittoria finale.
Mbappé nella storia
La doppietta, la terza di questo Mondiale, ha permesso a Mbappé di continuare a riscrivere la storia della Coppa del Mondo. Il capitano francese è salito a quota 18 gol in appena 19 presenze. Cifre senza senso, considerata anche l’età. Inoltre Kylian ha consolidato il secondo posto nella classifica marcatori all- time dietro al solo Lionel Messi (19) e ha superato Ronaldo il Fenomeno per retisegnate nella fase a eliminazione diretta, arrivando a quota 10 contro le 8 della leggenda brasiliana.
Svezia inesistente
Che la Francia fosse superiore lo si sapeva. Ma gli uomini di Potter avrebbero potuto fare qualcosa in più, soprattutto per sfruttare le lacune palesate dalla difesa francese e per la qualità offensiva di cui dispone la Svezia con Isak, Gyokeres, Elanga e Ayari quasi mai serviti. La sensazione comunque è che la Svezia abbia disputato un buon Mondiale e che possa continuare a crescere magari seguendo il percorso della Norvegia.
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Foto: Foto realizzata con chatgpt
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