Mondiali 2026, i quarti di finale (Generata con AI (GPT IMAGE 1))
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Mondiali 2026, i quarti di finale

Mondiali 2026, i quarti di finale. Da giovedì 9 a domenica 12 luglio lo stadio del Mondiale si restringe drasticamente. Restano otto squadre, quattro partite secche, e la sensazione netta che da qui in avanti basti un episodio, un rigore, un errore difensivo, per chiudere in anticipo un sogno costruito in un mese di partite. Il tabellone ha regalato accoppiamenti di grande fascino, alcuni carichi di storia recente, altri completamente inediti, e merita un’analisi che vada oltre il semplice pronostico.

Francia-Marocco, la rivincita di Doha quattro anni dopo

Si comincia giovedì 9 luglio alle 22, al Gillette Stadium di Boston, con una sfida che riporta la memoria alla semifinale di Qatar 2022, quando i Bleus fermarono la corsa del Marocco proprio a un passo dalla finale. Stavolta in palio c’è “solo” un posto tra le prime quattro, ma il peso specifico della partita non cambia.

La Francia arriva da un ottavo sofferto contro il Paraguay, risolto solo a un quarto d’ora dalla fine grazie al rigore di Kylian Mbappé, ormai a quota sette gol nel torneo. Il reparto offensivo transalpino resta il più completo del Mondiale: a Mbappé si affiancano Michael Olise e Ousmane Dembélé, con Desire Doué e Bradley Barcola pronti a completare un tridente che qualunque difesa fatica a contenere.

Il Marocco ha invece travolto il Canada per 3-0 negli ottavi, confermando una solidità difensiva già emersa nel percorso precedente. Molto passerà dalla tenuta della linea arretrata e dalle parate di Yassine Bounou, oltre che dalla capacità di colpire in ripartenza, l’arma che ha sempre reso pericolosi i marocchini contro le grandi favorite.

Spagna-Belgio, il ritorno delle Furie Rosse tra le migliori otto

Venerdì 10 luglio, alle 21, tocca al SoFi Stadium di Los Angeles ospitare Spagna-Belgio. La Spagna torna ai quarti dopo sedici anni di assenza, grazie a un successo per 1-0 sul Portogallo firmato al 91′ da Mikel Merino, gol che ha coinciso anche con l’eliminazione di Cristiano Ronaldo al suo ultimo Mondiale.

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Il Belgio arriva invece da un percorso sorprendente. Dopo un girone complicato, chiuso con un pareggio in rimonta contro l’Egitto e uno 0-0 in dieci contro l’Iran, i Diavoli Rossi hanno ritrovato fiducia nei sedicesimi contro il Senegal e sono letteralmente esplosi agli ottavi, travolgendo gli Stati Uniti per 4-1 con la doppietta di Charles De Ketelaere e il sigillo di Romelu Lukaku. Il ct Rudi Garcia ha mostrato di non temere scelte impopolari, lasciando fuori Jeremy Doku e inizialmente anche Kevin De Bruyne, segno di un gruppo che si affida più al collettivo che ai singoli nomi. Per fermare la Spagna, però, servirà una prova di spessore superiore, all’altezza di quella che nel 1986 permise al Belgio di eliminare proprio le Furie Rosse in questa stessa fase del torneo.

Norvegia-Inghilterra, il duello Haaland-Kane per la Scarpa d’Oro

Sabato 11 luglio, alle 23, l’Hard Rock Stadium di Miami ospita forse la sfida più attesa dell’intero turno. Da una parte la Norvegia, che ha scritto una pagina di storia qualificandosi per la prima volta ai quarti di un Mondiale grazie al 2-1 sul Brasile, deciso dalla doppietta di Erling Haaland. Dall’altra l’Inghilterra, che ha espugnato lo stadio Azteca battendo 3-2 il Messico padrone di casa, fino a quel momento imbattuto, con la doppietta di Jude Bellingham e il rigore decisivo di Harry Kane.

I numeri di Haaland fanno impressione: sette gol in quattro presenze in questo Mondiale, quattordici partite consecutive a segno con la nazionale, ventisette reti in questa striscia personale. Kane, dal canto suo, non è da meno e viaggia a ruota nella classifica marcatori. È il classico scontro tra due centravanti che possono decidere una partita da soli, e proprio per questo la sfida si preannuncia equilibrata fino all’ultimo minuto, con la difesa che probabilmente farà la differenza più dell’attacco.

Argentina-Svizzera, la notte di Kansas City e il peso di Messi

Chiude il programma, nella notte tra sabato 11 e domenica 12 luglio alle 3, la sfida di Kansas City tra Argentina e Svizzera. L’Albiceleste ha firmato una delle rimonte più spettacolari del torneo contro l’Egitto: sotto di due gol, ha ribaltato tutto vincendo 3-2 grazie a un gol e un assist di Lionel Messi, fino al gol decisivo di Enzo Fernandez al 93′, diventato il gol numero 3000 nella storia della Coppa del Mondo.

La Svizzera, dal canto suo, ha eliminato la Colombia dopo centoventi minuti senza reti, imponendosi ai calci di rigore con il penalty decisivo di Ruben Vargas. Dopo oltre settant’anni gli elvetici tornano in un quarto di finale mondiale e si trovano di fronte l’ostacolo più difficile immaginabile: fermare un’Argentina che sembra trascinata da un destino personale di Messi, forse alla sua ultima vera occasione di alzare ancora la Coppa.

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Chi ha la forza per arrivare in fondo

Guardando l’insieme delle otto squadre rimaste, la Francia resta oggettivamente la formazione più completa nei numeri e nella profondità della rosa, pur con qualche fragilità difensiva emersa contro il Paraguay. L’Argentina ha dalla sua un fattore emotivo e tecnico che si chiama Messi, capace di trasformare partite già compromesse, ma la sua difesa ha concesso più del previsto contro l’Egitto. La Norvegia e l’Inghilterra vivono sui gol dei rispettivi centravanti, un aspetto che le rende straordinarie quando Haaland e Kane sono in giornata, ma potenzialmente vulnerabili se qualcuno riesce a limitarli. Spagna e Belgio arrivano da percorsi opposti, la prima costruita su equilibrio e possesso, il secondo su imprevedibilità e gol nei momenti chiave, mentre il Marocco resta la sorpresa più solida del torneo, capace di soffrire e colpire con ordine quasi svizzero.

Guardare questi quarti da appassionata italiana lascia inevitabilmente un po’ di amaro in bocca. Vedere altre nazionali giocarsi la Coppa del Mondo, con qualità indubbia ma anche con margini che l’Italia avrebbe potuto colmare, pesa ogni volta che si prova a godersi lo spettacolo senza pensare a cosa sarebbe potuto essere. Resta la speranza che dalla prossima qualificazione si riparta con più consapevolezza, perché il calcio italiano ha ancora tanto da dire, quando trova la strada giusta.

Il mio pronostico personale

Mondiali 2026, i quarti di finale. Al di là dell’analisi tecnica, mi permetto una previsione tutta mia, dettata più dal cuore e da una lettura d’insieme del torneo che da una scienza esatta che nel calcio semplicemente non esiste. Vedo una finale tra Francia e Argentina, le due squadre che uniscono qualità individuale e struttura di gruppo nel modo più equilibrato. La vedo chiudersi con la vittoria della Francia. Resta, appunto, una mia personalissima opinione, che il campo potrebbe smentire già a partire da questa notte di quarti.

Foto: Foto propria

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