Una finale anticipata
La semifinale di Wimbledon tra Jannik Sinner e Novak Djokovic andata in scena ieri pomeriggio rappresentava per talento e prestigio degli sfidanti una vera e propria finale anticipata del torneo per molti addetti ai lavori. A contendersi l’accesso in finale due tra i favoriti assoluti alla conquista del titolo.
Il percorso di Sinner
Sinner è approdato in semifinale grazie ad un percorso teoricamente semplice che però non è stato privo di ostacoli. Già al primo turno ha rischiato l’upset clamoroso con Kecmanovic, superandolo alla fine in 5 set. Ma anche nei turni successivi non sono mancate le difficoltà, pur avendo avuto la fortuna di non incrociare Jodar e Medvedev per le uscite premature dei due dalla sua parte di tabellone. L’adattamento alla superficie ha richiesto tempo ma Sinner si è gestito alla perfezione.
Il percorso di Djokovic
Djokovic, invece dal suo canto, è arrivato allo scontro con Sinner provato da partite dure che lo hanno prosciugato dal punto di vista energetico. In particolare gli ottavi con Safiullin e i quarti con Aliassime. Per superare quest’ultimo ha impiegato 5 ore e un quarto, vincendo al super tie-break del quinto con un livello di gioco pazzesco. Dodicesimo confronto tra l’italiano e il serbo, il secondo stagionale dopo la semifinale degli Australian Open vinta in modo splendido da Nole.
L’andamento del match
Dopo un avvio equilibrato a rompere gli indugi è stato Sinner, che ha strappato il servizio a Djokovic nel nono gioco del primo set sfruttando un errore di valutazione di Nole su un dritto a campo aperto. A questo punto l’italiano ha chiuso il primo parziale senza difficoltà. Il piano gara è stato chiaro sin da subito: non dare tempo al serbo di comandare il gioco, rimanendo aggressivo e sbagliando poco. Sinner ha voluto evitare quanto accaduto qualche mese fa in Australia. Ma è pur vero che ha trovato un Djokovic molto scarico fisicamente, ancora non del tutto apposto dopo il match estenuante con il canadese. Nel secondo set la partita non ha subito forti cambiamenti. Tutto ciò che si verificava nel primo parziale ha continuato a manifestarsi nei set successivi. I break di Sinner nel settimo gioco del secondo parziale e nel primo gioco del terzo hanno definitivamente indirizzato il match.
Nole in difficoltà
Djokovic non è mai uscito dalla partita, ma non ha avuto nessuna arma per contrastare la miglior versione di Sinner di questo 2026. Il serbo ha provato anche a variare il suo gioco, scendendo spesso a rete per accorciare gli scambi con parecchi serve and volley ma non è stato sufficientemente supportato dal servizio. Ha dovuto annullare 10 palle break e ne ha avuta solo una per recuperare lo svantaggio nell’ultimo set. In quel momento Jannik ha alzato il livello mettendo a segno due Ace decisivi. L’italiano ha condotto il match, si è creato più chance e ha meritato il passaggio in finale in un match relativamente breve. È bastato un break per set, per il triplo 6-4 finale che ha deciso il confronto.
Un match a senso unico
Un Sinner praticamente perfetto, solidissimo da fondo campo, assistito da una prima di servizio molto efficace, ha messo a segno 16 ace in appena tre set, con più di 40 vincenti e soli 15 errori. I turni di servizio sono stati profondamente diversi. Sinner li ha sempre mantenuti con relativa facilità, Djokovic ha faticato tantissimo annullando 10 palle break. Basta un dato emblematico per spiegarlo: Jannik ha vinto 41 punti in risposta, Nole appena 17. Il punteggio finale non ha rispecchiato del tutto quanto visto in campo, perché il distacco tra i due è stato ancor più evidente.
Sinner stacca il pass per la finale
Sinner ha raggiunto la settima finale Slam della carriera, la seconda consecutiva a Wimbledon dove cercherà di difendere il titolo. A sfidarlo Alexander Zverev che ha superato senza difficoltà l’idolo di casa Athur Fery. Un match che si preannuncia interessante, considerando il livello dei due giocatori in cui l’italiano parte favorito ma nulla è scontato. Sarà il loro quindicesimo confronto. Una risposta da fuoriclasse per Jannik dopo le difficoltà del Roland Garros. Ancora una volta tiene in alto il tennis italiano, con eleganza, umiltà, compostezza e classe che in pochi hanno all’interno del circuito.
Un Djokovic da applausi
A 39 anni è ancora lì a giocare contro i migliori al mondo dimostrandosi estremamente competitivo. Ha fatto un Wimbledon straordinario per qualità e atletismo. Ha raggiunto una finale in Australia perdendo da Alcaraz e semifinale a Wimbledon perdendo da Sinner, cioè dai due nuovi talenti generazionali. Un ragazzo proveniente da Belgrado che ha vinto tutto, eppure non ha perso quella passione genuina di giocare a tennis e quella voglia di stupire. Continua a scrivere record indelebili nella storia di questo sport: 55 semifinali Slam, di cui 15 a Wimbledon. Un campione senza tempo e senza senso, una leggenda vivente, una fonte di ispirazione per le nuove generazioni. Semplicemente il tennista più forte di tutti i tempi.
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Foto: Profilo Instagram di Jannik Sinner
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