La fragilità non è un limite, ma una forma di coraggio. Riesce a farci guardare con occhi nuovi, diversi, la realtà che ci circonda, anche nelle sue mille contraddizioni. È stato questo uno dei temi su cui si sono confrontati, ieri 22 luglio, i juror, protagonisti di una nuova giornata ricca di emozioni a #Giffoni56.
FAMI, il Prefetto Lulli: Giffoni spazio necessario per parlare di immigrazione
La “Giornata FAMI” al Giffoni Film Festival ha visto la partecipazione del Prefetto Roberta Lulli, vicecapo del Dipartimento della Direzione centrale per le Politiche migratorie e Autorità di gestione del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione. Con lei era presente anche il viceprefetto Ferdinando Santoriello, appartenente al medesimo Dipartimento. Il Prefetto Lulli ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Parlare ai giovani di immigrazione, vuol dire presentare un problema che è sì presente ma che è soprattutto futuro”.
In seguito, la delegazione ha incontrato i genitori insieme al dottor Giulio Corrivetti, responsabile del progetto Misca – Migranti in Salute in Campania. Durante questo confronto, Lulli ha spiegato che “il FAMI attraverso i suoi obiettivi specifici ha stanziato la metà delle somme dell’intero fondo destinandole a interventi per persone vulnerabili”.
Inoltre, il viceprefetto Santoriello ha illustrato le attività di formazione per i docenti di italiano, ricordando l’esigenza di “ridurre la distanza comunicativa”. Successivamente, Davide Russo, Responsabile delle relazioni istituzionali, ha letto il messaggio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nel testo, il ministro Piantedosi ha espresso “l’apprezzamento per una manifestazione che si è affermata nel tempo come punto di riferimento”. Rispondendo alle preoccupazioni dei ragazzi della sezione Impact, il Prefetto Lulli ha chiarito: “No, non è una emergenza”. Infine, il viceprefetto Santoriello ha criticato il rumore di fondo dei social e della politica, esortando i giovani con una citazione diretta: “Voi avete il compito di informarvi e di eliminare i pregiudizi”.
MINERVA, la Serie Evento di Netflix con Massimiliano Gallo e Cristiana Capotondi
La nuova stagione di Netflix si apre con la serie-evento young adult Minerva – La scuola. Ambientata in un’accademia militare partenopea fittizia ma ispirata alla Nunziatella di Napoli, sarà disponibile sulla piattaforma streaming dal 22 settembre.
Il #Giffoni56 ospita l’anteprima di questo progetto made in Italy alla presenza del cast, capitanato da Massimiliano Gallo e Cristiana Capotondi, che include Irene Maiorino e i giovanissimi Ciro Monopoli, Margherita Buoncristiani, Biagio Venditti, Nicole Malaj e Giulio Brizzi.
Gli attori e il regista Ivan Silvestrini hanno presentato la serie alla stampa nella splendida Reggia di Portici. Il produttore Roberto Sessa ha introdotto la visita: “Questo luogo unico è protagonista di questa serie e girare qui è stato un privilegio assoluto”. Sessa ha poi raccontato l’origine dell’idea: “Ce l’avevo da una decina d’anni, da quando sul treno vedevo i ragazzini della Nunziatella vestiti in maniera speciale”. Quindi ha spiegato che gli studenti scelgono la scuola per varie motivazioni, “dalla tradizione militare alla punizione all’uso di questo tipo di studi come ascensore sociale”.
Successivamente il regista Ivan Silvestrini ha lodato la location: “Girare in un posto così è fantastico, dovunque si respira storia antica e importante”. Allo stesso modo lo sceneggiatore Giovanni Galassi ha definito la storia “un amplificatore, un’arena di conflitti”.
Il teen drama Minerva ambienta nel liceo militare napoletano le vicende di diversi giovani cadetti. Massimiliano Gallo interpreta il rigido comandante della scuola e rivela un aspetto del personaggio: “nel racconto si aprono anche crepe e fragilità”.
Nel cast brilla anche Irene Maiorino, che definisce il suo personaggio: “Io invece sono il braccio fidato del comandante”. L’attrice festeggia con entusiasmo il ritorno al festival: “Per me è il posto giusto per Minerva: mi sento ancora una giffoner”.
Infine Cristiana Capotondi interpreta la professoressa di filosofia. L’attrice spiega così il suo ruolo: cerca di capire “se le regole imposte abbiano ancora senso o meno oggi”.

Veltroni – Il Bar Di Cinecitta: la cultura strumento di democrazia. A seguire il ricordo del Maestro Morricone
Due incontri diversi trasmettono un unico messaggio: il cinema e la cultura difendono la libertà, custodiscono la memoria e spiegano il presente. Walter Veltroni ha vissuto un’intensa giornata al Giffoni Film Festival dialogando con i giovani giurati sui grandi temi della nostra società.
L’autore è partito dal suo romanzo Il bar di Cinecittà per ripercorrere quasi mezzo secolo di fondamentale storia del nostro Paese. Un giovane barista di Cinecittà osserva l’evoluzione italiana attraversando il fascismo, la guerra, la ricostruzione e gli anni del grande cinema. «Ho scelto Cinecittà perché è un microcosmo nel quale passa la grande storia», ha spiegato Veltroni. «È una grande fabbrica di sogni e di realtà».
L’autore esprime forte preoccupazione per il settore cinematografico italiano, sostenendo che la libertà creativa rappresenti una condizione indispensabile per tutti. «Il cinema è una prateria, non è un muro», ha affermato. «Se si pensa che debba essere controllato, alla fine lo si distrugge. Il cinema deve essere irregolare, è uno spazio di libertà».
In seguito i ragazzi hanno rivolto domande sulla politica moderna, sulle trasformazioni sociali, sul ruolo dei social network e sull’Europa unitaria. Veltroni invita caldamente i giovani a rifiutare le facili semplificazioni, ricordando che la memoria storica serve a capire il tempo presente. Rievocando la nascita del Partito Democratico, lo statista ha ricordato l’unione tra il riformismo cattolico e le varie tradizioni progressiste ecologiste. «La sinistra – ha osservato – non deve rinchiudersi in una dimensione identitaria, ma costruire un insieme di valori capace di essere maggioritario».
Nel complesso scenario internazionale odierno, spetta proprio all’Europa intera difendere i fondamentali diritti civili, la libertà e la democrazia moderna. «Oggi l’Europa si trova più sola nella tutela di questi valori – ha sottolineato – ma proprio per questo è chiamata a svolgere una funzione di equilibrio in un mondo sempre più complesso». «Ricordare significa riportare al cuore», ha spiegato. «Oggi viviamo in una società che tende a cancellare il passato e il futuro, confinandoci in un presente continuo che io definisco presentismo. Ci vogliono togliere la memoria e la speranza del futuro. Sta a noi difenderle».
Successivamente Veltroni ha guidato un importante incontro dedicato alla memoria dell’immenso compositore Ennio Morricone, insieme al musicista Tommaso Quaranta. Durante l’evento le vicende artistiche del Maestro si sono alternate all’esecuzione di celebri colonne sonore come C’era una volta il West. Veltroni ha evidenziato la straordinaria capacità di Morricone di coniugare una sofisticata ricerca musicale con un linguaggio accessibile a tutti.
Infine ha rivolto un messaggio ai ragazzi: «Tenete sempre nel cuore una cosa: fare le cose più belle per il pubblico più largo. È questa la missione civile, direi anche democratica, della cultura». Guardando al futuro, la Fondazione ha annunciato ufficialmente i grandiosi eventi previsti per il centenario della nascita del Maestro nel 2028.

WINX CLUB – THE MAGIC IS BACK
La magia delle Winx è tornata. Ciò è accaduto nel luogo dove l’immaginazione incontra i sogni. Tra applausi, cori e occhi pieni di meraviglia, i #jurors degli Elements +6 hanno vissuto un’anteprima esclusiva che ha trasformato la sala in un vero regno incantato. A #Giffoni56 è stato presentato “WINX CLUB – THE MAGIC IS BACK”, il nuovo progetto firmato Rainbow. Lo studio fondato da Iginio Straffi che ha dato vita a uno dei franchise italiani di animazione più amati e conosciuti al mondo.
Un ritorno attesissimo che segna una nuova era per Bloom e le sue inseparabili compagne. Tutte pronte a conquistare una nuova generazione di spettatori senza perdere il legame con chi è cresciuto insieme a loro. I piccoli #Giffoners hanno assistito in anteprima assoluta alla proiezione dell’episodio “Il segreto di Bloom”, primo capitolo della nuova serie che debutterà il 28 luglio su Netflix e, da settembre, anche su Rai Gulp e RaiPlay, in coproduzione con Rai Kids.
La storia riparte da Bloom, una ragazza che scopre di possedere straordinari poteri magici e che, arrivata ad Alfea, la scuola per fate, incontra Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha. Dalla loro amicizia nasce il Winx Club, chiamato ancora una volta a proteggere la Dimensione Magica affrontando nuovi segreti e pericolosi nemici.
Ma la sorpresa più grande è arrivata al termine della proiezione. Come in una favola, le Winx sono uscite letteralmente dallo schermo per fare il loro ingresso in sala. Bloom, Stella, Flora, Tecna, Aisha e Musa hanno raggiunto i piccoli giurati tra musica e colori, luci e un’esplosione di entusiasmo. Le urla di gioia hanno riempito il teatro, mentre centinaia di mani si alzavano per salutarle e scattare una foto con le loro beniamine.
È stato un momento di pura magia: canti, balli, selfie, foto di gruppo e tantissimi sorrisi hanno trasformato l’incontro in una grande festa, regalando agli Elements +6 uno dei ricordi più emozionanti di questa edizione. Per qualche minuto il confine tra fantasia e realtà è scomparso. L’anteprima di Giffoni rappresenta anche una tappa significativa per un brand che, in oltre vent’anni di storia, ha raggiunto più di 150 Paesi, diventando uno dei simboli dell’animazione italiana nel mondo. E, ancora una volta, le Winx hanno ricordato a tutti che la vera magia nasce dal coraggio di credere in sé stessi e nella forza del gruppo.

Allevi Ai Juror: rivendicate il vostro diritto alla fragilità
“La sofferenza è la nuvola, ma io sono il cielo”. Giovanni Allevi vibra, attraverso le sue parole, con la stessa intensità delle note del suo pianoforte. Ogni sillaba sembra suonare come i tasti bianco e neri mentre, commosso, parla alla platea della Sala Truffaut dove le lacrime si alternano alle confessioni.
La depressione, la paura per il futuro, l’idea sghemba di una felicità che non esiste, o che se esiste sembra lontana, lontanissima, come spesso accade tra gli adolescenti e non solo. Tra una clip e l’altra, il compositore che il 19 settembre sarà protagonista di una data speciale alla Reggia di Caserta, si racconta con una verità stupefacente, con quella sensibilità rara che appartiene solo agli uomini che la cultura ce l’hanno nel Dna.
Il suo racconto parte con il concerto per violoncello e orchestra MM22. MM sta per mieloma multiplo, la malattia scoperta nel 2022. “Quando ricevi una diagnosi del genere incontri il buio. Perdi tutti i riferimenti e la cosa peggiore è vedere il dolore negli occhi di chi hai di fronte. Ma, come dice Buddha, la disperazione è impermanente. E alla fine anche la mia è svanita”. A MM22 Allevi arriva seguendo la seduzione di Bach che nel 1750 compose L’arte della fuga.
“Nel contrappunto 14 compare una strana melodia di quattro note. Una melodia inquietante. Nei secoli se ne è parlato come di una crittografia magica: era riuscito a trasformare il suo nome in note attraverso una formula matematica. Dopo aver affrontato il buio ed essermi chiesto se sarei sopravvissuto, ho fatto lo stesso con le sette lettere della mia malattia e ne è uscita fuori una melodia romantica, dolce. L’ho fatto per ingraziarmi il mostro, come se fosse animato da una religiosità sacra. L’ho guardato nei suoi occhi di abisso e non mi sono fatto intimidire.
Anzi, gli ho fatto le carezze sotto il mento e si è addormentato. Certo, se dovesse svegliarsi mi divorerebbe. Ma fino ad allora vivo e vivrò pericolosamente. Ecco perché ho trascorso tutta la mia degenza ospedaliera sognando di dirigere la mia orchestra e quando questo è accaduto è stato straordinario poter ascoltare quello che avevo assaggiato solo nella testa”.
A chi gli ha chiesto se la malattia debba necessariamente avere un significato, Allevi ha risposto: “Io ho cercato di darglielo. Perché le possibilità sono due: o cedi alla disperazione e alla rabbia o cerchi una strada alternativa. Mi sono fatto l’idea che la mia malattia fosse un maestro che mi prendeva per mano per condurmi in una nuova bolla esistenziale.
Ho fatto mia la lezione dell’alchimista Ermete Trimegisto. Tutti prima o poi incontriamo il buio che è sempre il preludio di un percorso di rinascita. Il passaggio successivo è entrare nella bolla della gratitudine: è allora che anche una foglia, un colore, diventano una meraviglia e questa è la fase che sto vivendo io ora.
La terza è la fase del rosso: tutto quello che si fa è mosso da un amore incondizionato ed è così che si diventa veramente liberi. Me lo auguro e ve lo auguro”. Quanto all’arte e alla dimensione dell’artista, ha chiesto ai juror: “Avete mai passato una notte intera a guardare la luna? Siete mai stati rifiutati in amore? O graffiati dall’esistenza? Se non è così allora non avete niente da dire. Non bisogna tenere a distanza la sofferenza. Se si riesce a entrare nella fragilità e a farsene portavoce allora sì che si entra nel mondo dell’arte. Il dolore non va scansato, perché come ci insegna Jung, si corre il rischio di farsi più male”.
Il compositore racconta poi che nel momento più duro della sua degenza ha sentito il bisogno di riavvicinarsi ai classici, rileggendo l’Iliade di Omero. “Fateci caso, ogni volta che si parla di un eroe ferito si dice che il buio scese sui suoi occhi e la notte avvolse il suo sguardo. Allora mi sono guardato allo specchio. Era come se l’Iliade fosse lì intorno a me. Ho capito che la vera cultura è la fragilità umana che cerca un abbraccio. Mi sono sentito parte di tutta la storia. Che cos’è la cultura? La fragilità che trova un abbraccio universale. Tutto il resto è intrattenimento”.
Ai juror ha raccomandato di avere tenerezza nei confronti dei propri limiti e di rivendicare il proprio diritto alla fragilità: “Come si fa ad accettarsi anche nelle proprie debolezze? Entrando nella bolla del silenzio per ritrovare la propria voce interiore, l’immensità che è nascosta nella nostra anima. Quando una persona scopre l’immensità che si annida dentro la propria anima allora smette di sentirsi inadeguata e diventa immediatamente non più governabile come vogliono farci invece credere”.
Infine, un esempio: l’archetipo del guaritore ferito di Jung: “Vi è mai capitato di incontrare qualcuno che solo parlandovi vi abbia fatto sentire meglio? È il guaritore ferito, quello che sta attraversando il buio ma ritrova nel suo sguardo una luce. Queste persone le individui subito appena entrano in una stanza, perché vibrano a una potenza superiore”. Come Allevi, come la sua musica. Come le sue parole che graffiano. Allevi ha ricevuto il premio “Futura – Rendere possibile l’impossibile” realizzato per la 56ª edizione del Festival dalla Scuola dell’Arte della Medaglia della Zecca dello Stato.

Jenny Serpi – la disabilita, l’inclusione e gli ostacoli della società
Un tatuaggio che ha mostrato fieramente ai ragazzi della sezione Impact di #Giffoni56 che riporta la scritta “L’impossibile è possibile”. La sintesi perfetta tra il tema del Giffoni Film Festival e la vita di Jenny Serpi che ha tenuto il primo incontro interamente in lingua dei segni (LIS).
Jenny Serpi influencer sorda che ha affascina i suoi follower da anni con i temi dell’inclusività è stata ospite della Impact: “La lingua dei segni è il primo passo verso una società davvero inclusiva“. La creator e attivista Jenny Serpi è stata premiata anche con il Giffoni Impact Award, raccontando il percorso personale e professionale e riflettendo sul tema dell’inclusione, dell’accessibilità e della cultura della sordità. «Da bambina non ho mai vissuto la sordità come un difetto», ha raccontato.
«Sono cresciuta in una famiglia di persone sorde: i miei genitori sono sordi, così come i miei nonni. Per me questa è sempre stata la normalità e non ho mai avuto problemi di identità legati alla mia sordità». Nel corso dell’incontro, Jenny ha evidenziato come l’Italia sia ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi sul fronte dell’inclusione delle persone sorde. «A livello internazionale si vedono esempi molto avanzati. Penso, ad esempio, agli interpreti in lingua dei segni presenti durante eventi di enorme visibilità come il Super Bowl. In Italia, invece, c’è ancora tanta strada da fare».
Ripercorrendo gli anni della scuola, ha ricordato come fosse stata lei stessa a insegnare l’alfabeto della lingua dei segni ai compagni e agli insegnanti per favorire la comunicazione. «Sono cresciuta in una scuola di udenti. Alcuni compagni mi prendevano in giro, ma non mi sono mai lasciata abbattere. Anzi, ho sempre cercato io di costruire un ponte tra il mio mondo e quello degli altri».
Secondo Serpi, il problema principale resta la scarsa informazione sulla sordità e sulla lingua dei segni. «Vorrei che le persone iniziassero a informarsi di più. Anche una conoscenza di base della lingua dei segni farebbe una grande differenza, soprattutto nei servizi essenziali come gli ospedali. Non tutte le persone sorde comunicano allo stesso modo: ci sono persone bilingui, oraliste, segnanti, persone con impianto cocleare. Pensare che basti leggere il labiale è un errore».
Per questo ha lanciato una proposta anche per il mondo della scuola: introdurre lezioni di lingua dei segni tra le attività formative. «Ricordo che durante l’ora di religione spesso non c’era un’attività alternativa. Sarebbe stato bellissimo poter utilizzare quel tempo per imparare la lingua dei segni. Sarebbe un investimento importante per costruire una società più inclusiva».
Ai ragazzi ha lasciato un messaggio semplice ma concreto: «L’inclusione richiede tempo, ma il primo passo è imparare la lingua dei segni. Anche partire dal mimo può essere un modo per avvicinarsi. Se nasce l’interesse, allora si può frequentare un corso vero e proprio».
Jenny ha parlato anche della nuova fase della sua vita, appena iniziata con il trasferimento a Milano. “Vivo da sola da pochi giorni, quindi è ancora presto per fare un bilancio. Spero che questa esperienza mi aiuti a crescere e ad assumermi nuove responsabilità. Dal punto di vista della sordità, però, ci sono difficoltà concrete: se qualcuno suona il campanello, io non lo sento”. Parlando della lingua dei segni, ha spiegato che, come le lingue vocali, presenta varianti e differenze. «Esistono segni diversi anche all’interno dello stesso Paese e, naturalmente, ogni nazione ha la propria lingua dei segni. Esiste anche una forma di comunicazione internazionale che facilita gli incontri tra persone sorde di Paesi diversi».
Jenny ha poi raccontato il proprio percorso professionale. «Sono la prima influencer sorda in Italia ad aver trasformato questo lavoro in una professione. Per me i social non sono soltanto un mestiere: sono uno strumento per far conoscere la lingua dei segni, raccontare il mio mondo e mostrare chi sono come persona. Non farò l’influencer per tutta la vita, ma oggi questo è il modo migliore che conosco per avere un impatto sulla società».
Infine, ha ribadito la missione che guida il suo lavoro: «La mia speranza è contribuire a costruire una società in cui le persone con disabilità possano scegliere liberamente come vivere la propria vita, senza essere definite dai limiti che gli altri attribuiscono loro. Voglio che il mio lavoro abbia un impatto reale».

Il Programma del 22 Luglio, sesto giorno: tra la memoria e il futuro
La teca “Quarto Savona Quindici” con Polizia di Stato
Una giornata che intreccia memoria, cultura, spettacolo e partecipazione, con un programma ricco di appuntamenti che coinvolgeranno tutti dai più grandi ai più piccini. Tra i momenti più significativi, l’accoglienza della Teca “Quarto Savona Quindici”, il progetto nazionale promosso dall’Associazione DonatoriNati della Polizia di Stato e dall’Associazione Quarto Savona Quindici, nato per custodire e tramandare la memoria della Strage di Capaci del 23 maggio 1992. La teca resterà esposta per l’intera giornata nel Giffoni Village, offrendo ai giovani giurati e ai visitatori un’importante occasione di riflessione e memoria condivisa.
Sul fronte istituzionale sarà inoltre sottoscritto il protocollo d’intesa tra Giffoni e il Corte dei Corti Film Festival, a conferma della volontà di rafforzare le sinergie tra realtà impegnate nella promozione del cinema e della cultura audiovisiva.
La presenza di Francesco Giorgino a Giffoni
Grande spazio al dialogo sui temi dell’attualità con gli appuntamenti di Impact, dedicati a sostenibilità, informazione, comunicazione e intelligenza artificiale, che vedranno protagonisti, tra gli altri, Francesco Giorgino, Francesca Albanese, Alice Bellandi, Eugenio Radin e Luigi Fasolino. In programma anche l’incontro “Cinema e Diritto”, con rappresentanti del mondo accademico, della magistratura, della Polizia di Stato e dell’industria cinematografica per approfondire il rapporto tra audiovisivo, legalità e cittadinanza.
Dalle serie TV alla musica: il programma ricco di ospiti ed eventi
Tra gli eventi speciali, Sky presenterà in anteprima le prime immagini di “Nord Sud Ovest Est”, la nuova serie diretta da Sydney Sibilia, alla presenza del regista e dei protagonisti Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli. Spazio anche ai più piccoli con la presentazione di “Paw Patrol: Missione Dinosauri“, il nuovo film distribuito da Eagle Pictures e Paramount.
La giornata, inoltre, ha offerto ai giovani giurati l’opportunità di incontrare due tra i protagonisti più amati del momento, Sarah Toscano e Nicolò Filippucci, mentre i workshop vedranno la partecipazione di Fabio Balsamo, Pierluigi Pasino e Luca Turco.
Ampio spazio anche allo sport con i Lete Sport Talks, che hanno proposto il documentario Headwinds, la presentazione del film L’Ultima Sfida e l’incontro con l’ex pilota MotoGP Mauro Sanchini. Successivamente il Giffoni Food Show ha presentato delle iniziative dedicate al benessere, i laboratori e le attività aperte al pubblico nel Village.
Il festival è proseguito con le proiezioni dei film e dei cortometraggi in concorso per tutte le sezioni, accompagnate dagli incontri con registi, autori e interpreti provenienti da tutto il mondo.
A termine della giornata il Giffoni Music Concept, ha portato sul palco di Piazza Fratelli Lumière Sarah Toscano, Nicolò Filippucci, Luca Pescara e Meccanico DJ. In programma si sono tenuti gli appuntamenti di Giffoni per Tutti, con il meet & greet dedicato a Un Posto al Sole, spettacoli, animazione e la proiezione di Romeo + Giulietta di Baz Luhrmann nell’ambito della rassegna Celebration Nights.
Annarita Esposito
Foto: Immagine generata con AI
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