Hungaroring: caratteristiche tecniche
Undicesima tappa del calendario di Formula uno. Si corre in Ungheria. Di fatto quasi il giro di boa, considerati i 23 gran premi da disputare. L’Hungaroring è un tracciato tortuoso, uno dei più iconici tra quelli in programma, situato a Mogyoród, vicino Budapest. È lungo 4,381 km, conta 14 curve ed è spesso soprannominato una “Monaco senza muri” per via dell’alto carico aerodinamico richiesto e della grande difficoltà nei sorpassi. La pista è stretta e i rettilinei sono corti; per questo motivo il risultato delle qualifiche è quasi sempre decisivo per la vittoria. La pista viene usata poco durante l’anno, accumulando dunque molta polvere e offrendo poca aderenza. Da segnalare nel settore centrale una successione di curve a media/alta velocità da compiere in percorrenza sfruttando la trazione senza fare riscaldare il posteriore. Per questo alla vigilia i team favoriti erano ritenuti Ferrari e McLaren.
Aggiornamenti importanti per tanti team
Tantissimi gli aggiornamenti montati sulle proprie vetture da parte di molti team della griglia. Da menzionare sicuramente il lavoro di Aston Martin e McLaren, in prima linea in tal senso. Più conservativi gli altri, con un programma di sviluppo che riprenderà da Zandvoort.
Mclaren
La McLaren introduce uno dei pacchetti più completi ed interessanti del weekend. Gli interventi interessano ala posteriore, fondo, Front Corner e Rear Corner, con l’obiettivo di migliorare il condizionamento dei flussi e aumentare il carico aerodinamico. A questi si aggiunge un’uscita di raffreddamento dei freni anteriori maggiorata, specifica per le esigenze dell’Hungaroring. Si tratta della prima di tre fasi di sviluppo del secondo macro pacchetto evolutivo, che terminerà a Baku.
Aston Martin 2.0
Sedici aggiornamenti portati in Ungheria per il team di Newey, sicuramente la delusione più grande di questa prima parte di stagione. Presenta una versione 2.0 della monoposto nella speranza di avvicinarsi ai propri competitors. AMR26 totalmente rivoluzionata in ogni area: muso, ala anteriore, fondo, carrozzeria, sospensione posteriore e ala posteriore.
Ferrari
Nessun upgrade eclatante per la Rossa su una pista che, in termini di layout, appare congeniale alla SF26. Il team di Maranello ha scelto di portare l’evoluzione della propria configurazione ad alto carico con una nuova ala posteriore, la versione Evo della “Macarena”.
Interventi minori per Red bull e Mercedes
La Red Bull ha rivisto diffusore, piloni e flap dell’ala posteriore, ammettendo inoltre di aver osservato alcune soluzioni adottate dalla concorrenza. Mentre Mercedes, Williams, Racing Bulls, Haas, Audi e Cadillac hanno introdotto piccole modifiche legate al circuito per massimizzare la prestazione.
QUALIFICHE
Un Venerdì straordinario per la Ferrari, un sabato molto difficile. Qualifiche folli e confusionarie nelle quali succede di tutto come comprensibile viste le dimensioni della pista. Innanzitutto il primo grande colpo di scena del weekend: l’eterno Fernando Alonso porta per la prima volta in Q2 la sua Aston, sintomo del miglioramento ottenuto con gli ingenti aggiornamenti.
La Ferrari prova l’azzardo
La Ferrari prova a passare il primo turno di qualificazione con le medie e ci riesce parzialmente, nel tentativo di risparmiare un set di soft nuovo per la gara. In Q2 il vantaggio teorico, lato Leclerc, viene meno. Il monegasco si trova costretto ad alzare il piede nel primo tentativo per il testacoda di Hadjar, dovendo montare un nuovo (nonché secondo) set di soft arrivando così al gran premio con sole mescole hard nuove. Nota di merito per Hulkenberg e Lindblad che riescono ad accedere in Q3.
Q3 folli: la SF26 si spegne sul più bello
Al primo tentativo Hamilton si mette in pole virtuale davanti a Norris e Leclerc. Ma è l’ultimo giro di qualifica a determinare un esito alquanto sorprendente. Le Rosse escono per prime per cercare di mettere assieme un giro pulito senza eventuali bandiere. Ma improvvisamente cambia il vento sull’Hungaroring e la SF26 non trova grip, senza migliorarsi né con Lewis né con Charles. Alla Ferrari è accaduto quest’anno ciò che successe alle papaya la scorsa stagione con, in quel caso, la pole straordinaria di Leclerc.
Norris di forza si prende la pole
Invece questo sabato è Norris a migliorarsi con un giro pazzesco e prendere la pole per 12 millesimi su Hamilton, classificatosi secondo davanti a Leclerc. Succede però di tutto. Perché Max nel suo giro lanciato ancora una volta finisce in testacoda nell’ultimo settore e costringe Antonelli ad alzare il piede. L’italiano è così quarto, davanti a Piastri che non è riuscito a fare il giro a causa di Hamilton. Solo settimo Russell che ferma la macchina subito dopo il traguardo per un problema al motore. Ancora problemi di affidabilità Mercedes.
Penalità protagoniste: griglia sconvolta
Ma la qualifica non termina in pista. Lewis Hamilton riceve, dopo essere stato a colloquio con gli steward, una penalità di 3 posizioni da scontare in griglia per impeding nei confronti di Oscar Piastri. Errore di comunicazione grave da parte del suo muretto. L’inglese infatti non si è spostato dopo aver concluso il suo giro, danneggiando in curva 1 l’australiano che si trovava nel suo giro lanciato. Antonelli riceve tre posizioni di penalità per aver infranto bandiera gialla. L’italiano non ha alzato abbastanza il piede dall’acceleratore nel micro settore in cui era esposta bandiera, causata da Verstappen. Griglia capovolta. In prima fila va Leclerc affianco a Lando Norris, in seconda Piastri e Max. I primi tre della classifica piloti partono così quinti, sesti e settimi.
GARA
Partenza chiave
In un circuito come l’Hungaroring (tutto esaurito con 310.000 posti occupati) la partenza è un momento decisivo. La Ferrari lo sa e prova ad essere aggressiva montando gomme soft nuove per Hamilton, usate per Leclerc a dispetto degli altri competitors, tutti sulle medie. La partenza però si trasforma in un disastro per la Rossa che, di fatto, compromette la gara. Leclerc, dal lato sporco, parte male e in curva uno si ritrova in un sandwich tra Hamilton e Verstappen, dovendo alzare il piede e transitare quinto alla fine del primo giro. Lewis, nonostante la mescola nuova, non riesce a guadagnare più di una posizione, tra l’altro presa sul compagno di scuderia. Le Mclaren sono in testa con Max terzo. Intanto Russell è praticamente ultimo, a causa di un problema dell’antistallo, tanta sfortuna per George che però si rifarà con una grande rimonta. Antonelli resta calmo a guardare, dietro le Ferrari.
Primo stint
Le Mclaren cercano di guadagnare margine sulla concorrenza con Piastri davanti a Norris, sfruttando la gigantesca difesa di Verstappen. La Red bull non ha il passo della Ferrari ma grazie al talento del suo fuoriclasse riesce a tenere dietro le Ferrari rallentandole parecchio e permettendo a Kimi di tenere il ritmo.
Valzer dei pit stop
Il primo a rientrare è proprio Hamilton che cerca di passare Verstappen con un undercut (fermarsi prima ai box e tornare in pista girando più veloce del tuo competitors per uscirgli davanti) ma trova sulla sua strada Hadjar (compagno di scuderia di Verstappen) che cerca di ostacolarlo e ci riesce finché Hamilton si inventa una magia con un sorpasso all’esterno nella parte guidata.
Max sontuoso: Ferrari indecifrabile
Nonostante il tempo perso è davanti a Verstappen che, rientrando, gli esce dietro. L’olandese però realizza un mega sorpasso, che lo riporta al terzo posto. Un colpo durissimo per Lewis e la Ferrari che non riesce a trovare le sensazioni del venerdì. Unico ad allungare lo stunt è Antonelli che prova ad avere un delta di gomma considerevole a proprio favore (mescola con meno giri e quindi più prestazionale). Hamilton inizia a soffrire con il posteriore dopo essere stato per diverso tempo incollato a Verstappen. Leclerc è più veloce di lui in questa fase, oltre ad essere l’unico a tenere il ritmo della Mclaren che, intanto, ha preso il largo, sfruttando le lotte altrui. Ma non basta. Nulla cambia fino al secondo pit stop di Piastri.
Come Norris prende la leadership: polemiche e Piastri furioso
La Mclaren ferma Piastri per la seconda sosta, come da previsione essendo una gara con molto degrado termico e surriscaldamento degli pneumatici. Tuttavia l’australiano viene a trovarsi nel traffico dei doppiati che gli fanno perdere tempo e quasi lo eliminano dalla corsa. Singolare l’episodio con Sainz. Lo spagnolo, in lotta con Alonso, non si accorge del pilota McLaren rifilandogli una ruotata incredibile, che fa giustamente infuriare Piastri. Norris con aria pulita davanti a sé mantiene un passo costante e veloce e addirittura è davanti al compagno di squadra dopo il suo pit stop. Posizioni invertite in casa Mclaren. Problemi enormi quello dei doppiati, non avvertiti efficacemente dalla direzione gara e dai rispettivi muretti.
Il momento decisivo: Norris vince
A pochi chilometri dal traguardo la Mclaren di Piastri, secondo al momento dell’episodio, è costretta al ritiro probabilmente per un problema alla scatola del cambio. Virtual safety car e strategie rivisitate. Hamilton, che è sul podio quando tutto ciò accade, viene chiamato ai box così come Leclerc per montare gomme soft. Questo comporta però la perdita di due posizioni per il britannico e di una per il monegasco. Antonelli diventa così addirittura terzo. L’ultima beffa è la penalità di cinque secondi data a Hamilton per eccesso di velocità rilevata in pit lane, errore grave che lo porta alle spalle del compagno di squadra Leclerc. Trionfa meritatamente uno strepitoso Norris davanti a Verstappen e Antonelli. Delusione totale per la Ferrari. Russell con una bella rimonta giunge settimo limitando i danni.
I verdetti dell’Ungheria
Mclaren rinata, aggiornamenti top
Una Mclaren rinata in Ungheria. Una pista sicuramente congeniale per caratteristiche alla vettura del team britannico, che però raccoglie i frutti degli importanti aggiornamenti portati. Molto lontani in entrambe le classifiche gli uomini papaya ma possono dire la loro in diverse gare nella seconda parte del Mondiale essendo, chissà, l’ago decisivo dello stesso.
Delusione Ferrari, Kimi allunga
È la Ferrari a fungere da contraltare, con un risultato molto negativo. Indicata come favorita assoluta da tutti gli addetti ai lavori nel paddock, pasticcia, commettendo una serie di errori in tutto il weekend che non hanno permesso di sfruttare il potenziale della vettura. A questo si sono aggiunti gli errori dei piloti che hanno ulteriormente peggiorato le condizioni di gara per la Rossa. Doveva essere la possibilità di riaprire il Mondiale, di fatto invece Antonelli limita i danni e allunga sugli inseguitori. L’italiano va meritamente alla sosta estiva con 50 punti di vantaggio su Hamilton, 59 su Russell, 81 su Leclerc. Prossimo appuntamento a Zandvoort tra circa tre settimane, pista su cui molti team porteranno novità sostanziali.
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Foto: Profilo Instagram di Lando Norris
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