Maldini e Leonardo dimessi (Generata con AI (GPT IMAGE 1))
Maldini e Leonardo dimessi
Calcio 3 min di lettura

Clamoroso ribaltone Italia: Maldini e Leonardo si sono dimessi

L'ennesima pagina indecorosa del calcio italiano è stata scritta. Dopo appena 16 giorni, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni dai loro rispettivi ruoli di Direttore Tecnico e advisor della FIGC.

L’ennesima pagina indecorosa del calcio italiano è stata scritta. Dopo appena 16 giorni, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni dai rispettivi ruoli di Direttore Tecnico e advisor della FIGC. La vicenda Pirlo appare come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Tuttavia sotto il tappeto giace la solita polvere nascosta.

La cronistoria della vicenda

L’11 luglio un comunicato ufficiale annuncia Paolo Maldini come nuovo Direttore Tecnico della Federazione e Presidente del Club Italia, affiancato dal suo amico ed ex compagno di squadra Leonardo nel ruolo di advisor. La coppia di dirigenti si mette subito al lavoro volando a Barcellona nel tentativo di convincere Pep Guardiola a diventare il nuovo Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Il 23 luglio, a favore di telecamere, il Presidente Giovanni Malagò parla di “condivisione totale con loro due” di progetti ed idee. Maldini e Leonardo si mostrano orgogliosi dell’opportunità e volenterosi di mettersi all’opera per rifondare il calcio italiano con un progetto a lungo termine. Il 24 luglio arriva il definitivo rifiuto di Guardiola per motivi familiari. Il “no, grazie” del tecnico spagnolo porta alla decisiva virata su Andrea Pirlo: la scelta è fatta, sarà lui il nuovo CT. Invece no, la notizia di una partnership tra l’ex regista e una società russa di betting blocca tutto. Il 27 luglio, tramite il proprio account Instagram, Pirlo si difende rivendicando la natura sportiva e commerciale della collaborazione, negando ogni attribuzione politica. In serata il “Maestro” dichiara di “non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana”. È il punto di non ritorno: Maldini e Leonardo vedono minata la propria indipendenza operativa e comunicano le proprie dimissioni al Presidente Malagò.

L’ennesima pagina nera del calcio italiano

Dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali di calcio l’urgenza di un cambiamento radicale di sistema, metodologie e cultura di lavoro era lampante a tutti. Servivano uomini in grado di non piegarsi alle logiche di potere e di portare avanti con convinzione le proprie idee. La scelta di Paolo Maldini e Leonardo incarnava in pieno questi valori. Un messaggio diretto di serietà, consapevolezza, progettualità che per 16 giorni ha illuso gli Italiani che qualcosa stesse cambiando. Invece l’epilogo è stato imbarazzante e surreale, restituendo ancor meno credibilità già ai minimi storici. A perdere ancora è il calcio italiano, ostaggio di improvvisazione e meri interessi personali. Sfuma l’occasione di creare una visione che permetta di colmare il gap con le altre Nazionali. Come spesso accade recentemente, la sconfitta più umiliante non è maturata sul campo, ma dietro le scrivanie.

Mancini-bis in panchina

In questi minuti si sta svolgendo il Consiglio Federale. Gli argomenti all’ordine del giorno sono la scelta dei nuovi vertici tecnici. Se per il ruolo di DT, Claudio Ranieri risulta essere in pole position, per la panchina della Nazionale è quasi certo il ritorno di Roberto Mancini. Il tecnico marchigiano accetterebbe volentieri un ingaggio a cifre modiche per farsi perdonare il burrascoso addio di tre anni fa. Opzione gradita a Malagò ben prima della sua elezione. La sua scelta può risultare condivisibile o meno, esattamente come lo sarebbe stata quella di Pirlo, ma le modalità lasciano perplessi. Si percepisce un vago ricordo degli Imprevisti del Monopoly: “Torna dal via”. Un imprevisto che si sta lentamente e tristemente trasformando in quotidianità.

Antonio Benevento

Foto: Profilo Instagram Milannewsitofficial successivamente modificata

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